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«Ritardi fino a cinque mesi»: allarme Pubbliche Assistenze, M5S e PD incalzano. Nicolò: «Pagamenti nei limiti, fatture messe in pagamento il 16 e 19 gennaio»

Opposizioni all’attacco sui rimborsi alle Pubbliche Assistenze: «Tre-quattro mesi, a volte cinque». In consiglio regionale due interrogazioni (Giordano M5S e Romeo PD). L’assessore Massimo Nicolò replica: «Nelle cinque ex Aziende sanitarie locali i tempi medi rientrano nei limiti, 60 giorni dal ricevimento fattura. Non ci sono preoccupazioni sui pagamenti futuri»

I ritardi nei pagamenti alle Pubbliche Assistenze entrano ufficialmente nel dibattito politico in Regione e diventano terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni. Il tema è arrivato in Aula attraverso due interrogazioni: una presentata da Stefano Giordano (MoVimento 5 Stelle) e una da Federico Romeo (Partito Democratico). Entrambe puntano il dito su una criticità che, secondo le segnalazioni raccolte, starebbe mettendo in difficoltà le associazioni sul fronte dei costi quotidiani: stipendi, carburante, assicurazioni e continuità del servizio.

Giordano (M5S): “Ritardi noti da tempo, anche cinque mesi”

Giordano sostiene che i ritardi denunciati dalle Pubbliche Assistenze siano “noti da tempo” e arrivino oggi a tre-quattro mesi, “se non addirittura cinque”. Secondo il capogruppo M5S, in Aula l’assessore alla Sanità avrebbe minimizzato la portata del problema, mentre l’opposizione considera i tempi incompatibili con la sostenibilità economica di realtà che garantiscono un servizio essenziale.

Il MoVimento 5 Stelle annuncia anche verifiche dirette, contattando le singole Pubbliche Assistenze per capire se i pagamenti promessi siano effettivamente stati erogati.

Romeo (PD): “Non sono tempi ‘ordinari’, servono certezze”

Romeo insiste sul punto: non si possono considerare “ordinari” pagamenti che arrivano con mesi di ritardo. Prende atto del fatto che le fatture risultino finalmente messe in pagamento, ma chiede che la Regione garantisca tempi corretti, certi e controllabili, perché da quelle risorse dipende la possibilità per le associazioni di reggere i costi e assicurare continuità nell’emergenza-urgenza e nell’assistenza.

Piccardo (PD): “Apprensione nei comitati, rischio per la tenuta dei servizi”

La vicecapogruppo PD Katia Piccardo parla di “grande apprensione” nei comitati e avverte che un ritardo così dilatato rischia di incidere sulla tenuta stessa dei servizi di emergenza-urgenza e anche dei servizi programmati, anch’essi fondamentali per l’assistenza alla popolazione. La richiesta è che la Regione assicuri risorse e tempi di pagamento con maggiore responsabilità.

La replica di Nicolò: “Tempi medi entro 60 giorni, fatture messe in pagamento il 16 e 19 gennaio”

La risposta istituzionale arriva dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che afferma che i tempi medi di pagamento riscontrati nelle cinque ex Aziende sanitarie locali “rientrano nei limiti”, indicati in 60 giorni dal ricevimento della fattura.

Nicolò aggiunge che, con la ripresa “in regime ordinario” delle attività amministrative di Azienda sanitaria territoriale ligure, dopo l’avvio della riforma sanitaria, l’analisi consentirebbe di “fugare ogni eventuale preoccupazione” sui pagamenti futuri, in particolare per le prestazioni di trasporto sanitario.

Infine il dato operativo: l’assessore dichiara che il 16 e il 19 gennaio 2026 tutte le fatture in scadenza per questo tipo di prestazioni “sono state messe in pagamento”.

In sostanza, restano due letture opposte: da un lato le opposizioni che parlano di ritardi pesanti e impatti concreti sui conti delle associazioni; dall’altro la Giunta che rivendica tempi medi nei limiti e un “rientro” amministrativo dopo la riforma, con pagamenti già avviati a metà gennaio.


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