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Musei civici in spinta: +18% tra Immacolata ed Epifania, e il turismo accelera dopo Capodanno

Tra l’8 dicembre 2025 e il 12 gennaio 2026 la rete museale del Comune cresce in modo netto, con picchi record in alcuni siti e più di 21mila presenze complessive. Salis parla di “cultura leva fondamentale”, Montanari rivendica la strategia delle mostre “dentro i musei” e Beghin segnala un +7,5% per la destinazione tra Natale ed Epifania

Genova chiude il 2025 con un segnale chiaro: la cultura non è più solo un “di più”, ma un motore che muove persone e città, soprattutto nei giorni in cui di solito ci si aspetta un rallentamento. I dati delle festività natalizie dicono che il polo museale civico ha viaggiato forte: nel periodo tra l’8 dicembre 2025 e il 12 gennaio 2026, confrontato con lo stesso arco 2024-2025, l’aumento complessivo dei visitatori è del 18%.

Il numero totale delle presenze nella rete dei musei civici, in quel periodo, è salito a 21.778 contro le 18.412 dell’anno precedente. E a spingere non è stato un solo museo “locomotiva”, ma una costellazione di luoghi, soprattutto quelli agganciati al progetto “Genova nell’Ottocento” e alle mostre temporanee che hanno acceso i riflettori sulle collezioni civiche.

I musei che hanno volato: incrementi a doppia cifra e un caso “quadruplicato”

Dentro il +18% complessivo, ci sono punte impressionanti. I Musei di Strada Nuova segnano un +54%. La Galleria d’Arte Moderna di Nervi quasi raddoppia con un +94%. Crescono anche il Museo del Risorgimento (+33%) e il Museo delle Culture del Mondo – Castello d’Albertis (+38%).

Il dato che colpisce di più è quello del Museo di Archeologia Ligure, che nel periodo ha praticamente quadruplicato i visitatori: da 217 del 2024/2025 a 897 del 2025/2026.

Il test di Capodanno: pomeriggio aperto e Palazzo Rosso oltre 500 ingressi

Tra le prove “nuove” c’è la sperimentazione dell’apertura del 1° gennaio nella fascia 12.00-18.00. Risultato: ottimi numeri, con oltre 500 visitatori solo nella Galleria di Palazzo Rosso, e con una prevalenza di pubblico non genovese (dato tracciato sulla base della bigliettazione).

Anche le aperture straordinarie hanno pesato sul bilancio complessivo: hanno offerto a residenti e turisti un’occasione per iniziare l’anno in modo diverso, e tra le proposte più gettonate viene citata anche l’apertura di Palazzo Nicolosio Lomellino con la mostra “Ottocento al tramonto”.

Salis: “La cultura è una leva fondamentale per la crescita della città”

La sindaca Silvia Salis legge i dati come un’indicazione politica netta: “I dati registrati durante le festività confermano che la cultura è una leva fondamentale per la crescita della nostra città – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – l’aumento delle presenze nei musei è il segno di una città che sa valorizzare il suo patrimonio e investe sulla sua dimensione culturale come spazio aperto, accogliente e in evoluzione. Ed è un risultato che premia il lavoro condiviso tra amministrazione, direzioni museali e operatori. Vogliamo che Genova, grazie al suo inestimabile patrimonio storico, continui a crescere come punto di riferimento culturale su scala nazionale e internazionale, capace di attrarre visitatori, ma anche di parlare a chi la vive ogni giorno. E penso, in particolare, ai più giovani e a chi ha scelto Genova come progetto di vita. Per questo continueremo a investire sulla qualità delle proposte e sulla capacità di farle dialogare con i linguaggi del presente. Una città che produce cultura e dà valore alla sua storia”.

Montanari: “Strategia vincente, musei come ‘casa propria’”

L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari mette l’accento sul metodo: mostre di qualità “dentro i musei”, per valorizzare le collezioni e renderle visibili e desiderabili. “Il dato è estremamente positivo, ma soprattutto permette di individuare alcune azioni strategiche per continuare a sviluppare l’attrattività e la presenza del polo museale civico di Genova nella vita dei cittadini e dei turisti – commenta l’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari – la costruzione di una rete di esposizione di grandissima qualità all’interno dei musei stessi, con l’obiettivo di accendere un faro su parte delle nostre collezioni, si è rivelata vincente e su questo vogliamo proseguire con decisione. Il patrimonio museale genovese non teme confronti, in quanto a varietà e qualità, con città di cui forse a livello mediatico è più rinomata la vocazione culturale, e deve essere motivo d’orgoglio per tutti i cittadini, ma soprattutto un patrimonio accogliente, da considerarsi come “casa propria””.

E sul tema delle leve pratiche (tariffe, orari, strumenti digitali) Montanari aggiunge: “I dati di Capodanno ci dimostrano che la nuova politica tariffaria e i biglietti cumulativi, i nuovi orari proposti, i servizi appena avviati (come la app dedicata), le campagne di comunicazione attraverso i social network, stanno già dando i primi risultati positivi – conclude Montanari – credo che questa sensibile crescita possa darci l’opportunità di lavorare con l’obiettivo di risultati ancora maggiori non soltanto a livello numerico, ma soprattutto a livello di sviluppo qualitativo e di impatto sociale della cultura nel tessuto cittadino. Un impatto che, oltre al livello locale, costruisce anche un solido riferimento per lo sviluppo del territorio nei confronti dell’offerta turistica di alta qualità”.

Beghin: “Tra Natale ed Epifania +7,5% per la destinazione. E a giugno arriva una conferenza UE”

I numeri della cultura si intrecciano con quelli del turismo. L’assessora Tiziana Beghin parla di trend positivi nel periodo natalizio: “Anche se siamo ancora in fase di elaborazione dei dati relativi all’imposta di soggiorno, il quadro che sta emergendo grazie alle rilevazioni degli strumenti a nostra disposizione, non può che renderci molto soddisfatti – aggiunge l’assessora al Turismo e al Marketing territoriale Tiziana Beghin – . Tra Natale e l’Epifania, infatti, la performance di destinazione ha avuto una crescita del 7.5% rispetto allo scorso anno, e questo sia in riferimento al comparto alberghiero che a quello degli affitti brevi, un trend che è stato costante e dopo Capodanno anche crescente. Grandissimo successo poi per il Capodanno di piazza della Vittoria: grazie ai dati delle celle telefoniche abbiamo potuto constatare come un numero molto elevato di persone venisse da fuori città, circa la metà dei presenti, e più del 30% da fuori regione o Italia, con una distribuzione anagrafica molto varia, segnale che l’offerta è stata apprezzata davvero da tutti. Allo stato attuale quindi non possiamo che ritenerci soddisfatti, anche grazie e soprattutto al grande lavoro sinergico tra assessorati e direzioni per rendere Genova una città sempre più attrattiva per tutte e tutti. C’è poi da aggiungere un altro aspetto: stiamo lavorando in maniera serrata sul turismo congressuale, anche con le istituzioni europee. Un lavoro che sta già portando grandi frutti: la Commissione Europea organizzerà qui in città, il prossimo giugno, una conferenza di altissimo livello su tematiche legate al turismo e all’accessibilità, insieme ad AISM. Non solo, qui a Genova si terrà la conferenza conclusiva di Urban Agenda: risultati importanti per qualità e per il numero di persone che porteranno in città”.

Il segnale complessivo: musei più “centrali” e città più attrattiva

Il dato finale, al netto delle percentuali, è un cambio di passo: musei più frequentati, weekend vivaci, sperimentazioni sugli orari che funzionano e una filiera cultura-turismo che sembra rafforzarsi. Genova, in sostanza, sta trasformando le festività in una prova di attrattività: e questa volta, i numeri dicono che la prova è stata superata.

In copertina: foto di Jacopo Baccani


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