Ascensore di Quezzi, Robotti: «Riapertura prevista a febbraio, il blocco legato alla revisione e al cambio ditta»

In consiglio comunale l’assessore alla Mobilità spiega lo stop dell’impianto: manutenzione straordinaria, criticità emerse in revisione e sostituzione dell’impresa incaricata. Secondo Robotti è il problema dei fornitori non pagati da 6 mesi al cambio di giunta che ha rallentato questo e altri interventi

L’ascensore di Quezzi si avvicina alla riapertura e, dopo settimane di disagi, in consiglio comunale arriva una spiegazione dettagliata del perché si sia fermato e di cosa stia succedendo dietro le quinte. A riportare la questione in aula è stata la consigliera Rosanna Stuppia (Vince Genova) con un’interrogazione a cui ha risposto l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti. Un’altra interrogazione sullo stesso tema era stata presentata dalla consigliera Vittoria Canessa Cerchi (Partito Democratico), ma non essendo presente in aula la discussione è passata dal confronto aperto grazie alla domanda di Stuppia.

“Manutenzioni significative per normativa”: cosa è successo durante la revisione
Robotti ha inquadrato la vicenda nel quadro più ampio della gestione degli impianti verticali cittadini, ricordando che – per normativa – questi impianti devono affrontare revisioni e manutenzioni periodiche anche molto importanti. Nel caso dell’ascensore di Quezzi, ha spiegato che durante le attività di manutenzione straordinaria e revisione generale sono emerse criticità tali da rendere necessario un passaggio delicato: la sostituzione della ditta che stava seguendo i lavori.
L’assessore ha spiegato che l’avvicendamento “non senza rilevanti difficoltà operative” ha però portato a un assetto considerato più efficace, perché ha permesso di impostare un’organizzazione di lavori ritenuta più adeguata per risolvere i problemi emersi in fase di revisione.

“Si sta lavorando col nuovo fornitore”: riapertura attesa a febbraio 2026
La parte più attesa dai residenti è la scadenza. Robotti ha indicato che la riattivazione, “salvo imprevisti” e compatibilmente con il necessario collaudo da parte degli enti competenti, è prevista “nel corso del mese di febbraio 2026”. L’amministrazione, ha aggiunto, punta a fare il possibile perché il servizio venga ripristinato quanto prima.
Il passaggio politico: “Problemi anche prima” e la questione dei fornitori
“erché queste chiusure e questi problemi? – ha detto Robotti -. Ho notato con grande piacere che ad esempio l’ex vice sindaco facente funzione Pietro Picciocchi (oggi capogruppo di Vince Genova n. d. r.) finalmente ha ammesso che AMT aveva dei problemi anche nella precedente giunta. Era ora francamente e questo tipo di problematiche a di là del fatto che per esempio la funicolare Zecca-Righi sia stata chiusa comunque per dei mesi perché doveva fare una manutenzione di no di legge trentennale derivano dal fatto che non ci sono, non c’erano, cominciano a esserci adesso con questa aggiunta, con questa amministrazione, i soldi per pagare i fornitori perché quando siamo arrivati il pagamento dei fornitori era già indietro di sei mesi ed è chiaro che se tu chiedi di riparare qualche cosa e non paghi i fornitori non puoi pretendere che il servizio venga ripristinato”.
Cosa aspettarsi adesso
Il messaggio, al netto della polemica politica, è questo: l’impianto è dentro una fase di revisione “pesante”, i lavori sono passati a un nuovo incaricato e la riattivazione è agganciata a due condizioni: completamento degli interventi e collaudo finale. Se non ci saranno intoppi, Quezzi dovrebbe rivedere l’ascensore in funzione a febbraio.
E per un quartiere che vive di collegamenti verticali, quel “febbraio” non è una data qualsiasi: è la differenza tra isolamento e normalità.
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