Musei civici, nuova sperimentazione al Risorgimento: il Comune apre al confronto con i sindacati

A Tursi incontro tra amministrazione e rappresentanze dei lavoratori: sospesi gli atti per l’affidamento esterno e accolta la richiesta di applicare dal 12 gennaio uno degli orari proposti per il Museo del Risorgimento. Assemblea sindacale domani, nuovo tavolo già fissato per il 14 gennaio


Si riapre il dialogo sul futuro dei musei civici di Genova e, almeno per ora, si ferma l’ipotesi di esternalizzazione. È il doppio esito del confronto che si è tenuto questa mattina negli uffici di palazzo Tursi-Albini tra l’amministrazione comunale e le rappresentanze sindacali. Al tavolo erano presenti il vicesindaco Alessandro Terrile e gli assessori Giacomo Montanari (Cultura), Rita Bruzzone (Personale) ed Emilio Robotti (Lavoro e relazioni sindacali), mentre per i lavoratori hanno partecipato le sigle Cgil, Cisl, Uil, Csa e Cse, insieme alla Rsu del Comune.

Il nodo affrontato riguarda in particolare le modalità di gestione del Museo civico del Risorgimento e, più in generale, l’organizzazione del servizio museale. Dal lato sindacale, Rsu Comune di Genova, Funzione Pubblica Cgil, Cisl Funzione Pubblica e Uil Funzione Pubblica Locale rivendicano che l’incontro abbia segnato una “significativa apertura” dell’amministrazione, arrivata dopo iniziative e richieste avanzate in modo unitario e dopo le criticità sollevate sia sul metodo sia sul merito delle scelte fin qui prospettate. L’elemento più immediato, spiegano, è che “non partirà alcuna esternalizzazione prevista per il 12 gennaio”, perché il Comune ha comunicato la sospensione degli atti precedentemente prodotti. Le organizzazioni sindacali e la Rsu hanno inoltre convocato per domani un’assemblea per informare e confrontarsi con lavoratrici e lavoratori.
Dalla parte di palazzo Tursi, la lettura dell’incontro mette l’accento sugli orari di apertura e sulla necessità di garantire un servizio efficace senza penalizzare il personale. In una dichiarazione congiunta, vicesindaco e assessori parlano di confronto “franco e diretto”, partito anche dal tema dell’affidamento a un soggetto esterno e proseguito con la riproposizione, da parte dei sindacati, delle proposte di turnazione già discusse al precedente tavolo chiuso il 15 dicembre. L’amministrazione, spiegano, ha scelto di sperimentare quella che al momento viene considerata l’unica proposta “ricevibile”, perché consentirebbe di centrare l’obiettivo di un orario di apertura più adatto ai visitatori e, allo stesso tempo, di mantenere una turnazione non penalizzante dal punto di vista economico per i lavoratori. Per questo, viene accolta la richiesta di applicare dal 12 gennaio uno degli orari proposti proprio per il Museo del Risorgimento.
Resta però sullo sfondo una criticità che il Comune non nasconde: la scarsità di organico, problema indicato come diffuso in tutto l’ente, che potrebbe pesare soprattutto sull’apertura del sabato, quando il personale disponibile in turno è più limitato. “Nessuna esternalizzazione, dunque”, ribadiscono vicesindaco e assessori, sottolineando la volontà di continuare a lavorare ascoltando le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori e di verificare sul campo l’efficacia del nuovo assetto.
Il prossimo passaggio è già calendarizzato: il 14 gennaio amministrazione e sindacati torneranno a vedersi per fare il punto dopo il primo periodo di applicazione dell’orario. Anche le organizzazioni sindacali, pur prendendo atto dell’apertura, mantengono alta l’attenzione e insistono perché il confronto entri ora nel merito delle soluzioni, con una priorità dichiarata: continuità e qualità del servizio pubblico museale, tutela delle condizioni di lavoro e salariali e relazioni sindacali improntate a trasparenza e correttezza.
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