Sanità 

Pronto soccorso al limite dopo il ponte: quasi 400 pazienti in cura o in attesa

Galliera, Evangelico, Villa Scassi e San Martino tutti oltre la soglia di affollamento: 82 persone in coda e quasi 300 già in trattamento, con picco di codici gialli e blu. San Martino regge il carico più pesante ma, grazie al numero di sanitari a disposizione e alla struttura, paradossalmente è quello meno nei guai

Dopo i tre giorni di festa tra sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre, l’impatto sul sistema dell’emergenza genovese è arrivato puntuale. Le schermate di monitoraggio dei quattro principali pronto soccorso di Genova – Galliera, Evangelico, Villa Scassi e San Martino – fotografano alle 14:00 un martedì pomeriggio da “tutto esaurito”: 378 persone complessivamente in carico, di cui 82 ancora in attesa di visita e 296 già in fase di trattamento. Su tutti i cruscotti l’indicatore di affollamento è spinto verso la zona rossa, “molto affollato”, segno che il ponte dell’Immacolata ha lasciato in eredità un’onda lunga di accessi.

L’ospedale con il carico “numerico” maggiore è il Policlinico San Martino, che da solo accoglie 138 pazienti tra barelle e ambulatori: 28 in attesa e 110 in cura. Qui si concentra anche la quota più alta di urgenze gravi, con 28 codici rossi e 45 gialli già presi in carico, 22 codici azzurri, 6 verdi e 9 bianchi. In attesa ci sono soprattutto codici intermedi: 19 azzurri, 6 verdi, 2 gialli e un bianco, mentre non risultano rossi in coda. Il quadro restituisce l’immagine di un Dea di secondo livello che fronteggia contemporaneamente le emergenze maggiori e l’afflusso continuo di urgenze minori e differibili. Ma, paradossalmente, rispetto al potenziale carico ricevibile, è sì “affollato”, ma meno sotto pressione degli altri tre pronto soccorso.

“Molto affollat”o è il Galliera, dove i pazienti presenti sono 101: 18 in sala d’attesa e 83 in trattamento. Fra chi aspetta prevalgono i codici azzurri, dieci in tutto, affiancati da quattro gialli, tre verdi e un bianco. Nei locali di cura, invece, il peso delle urgenze è evidente: 12 codici rossi e 49 gialli, cui si aggiungono 17 azzurri, 4 verdi e un bianco. Il Galliera, dunque, sta gestendo una quota importante di pazienti ad alta e media criticità, con la sala d’attesa riempita soprattutto da situazioni non immediatamente pericolose ma comunque bisognose di valutazione.

A Sampierdarena il pronto soccorso del Villa Scassi registra 97 persone complessive. Gli utenti in attesa sono 16, con 5 codici azzurri, 7 verdi, 3 gialli e un bianco. Ben più consistente il numero di pazienti già presi in carico: 81, con 10 codici rossi, 45 gialli e 26 azzurri, mentre non risultano in trattamento codici verdi e bianchi. Anche qui la fotografia è quella di un Dea di primo livello impegnato soprattutto su traumi, patologie acute e riacutizzazioni che richiedono monitoraggi e terapie prolungate.

Spostandosi a Ponente, il pronto soccorso dell’Evangelico di Voltri – pur con numeri assoluti più contenuti – appare anch’esso in sofferenza: 42 pazienti totali, divisi tra 20 in attesa e 22 in cura. Nella sala d’attesa dominano 14 codici azzurri, affiancati da 4 gialli e 2 verdi; tra i pazienti in trattamento si contano 2 codici rossi, 11 gialli, 6 azzurri e 3 verdi. Il mix di codici mostra un presidio che continua a svolgere il proprio ruolo di riferimento per l’area di Ponente, ma con un afflusso che contribuisce a spingere verso l’alto l’indicatore di affollamento complessivo.

Se si osservano i dati nel loro insieme, emerge chiaramente come il carico maggiore ricada sui casi a media e alta urgenza. Sommando tutti e quattro i pronto soccorso, i codici rossi presenti sono 52, distribuiti tra Galliera, Villa Scassi, Evangelico e soprattutto San Martino, che da solo ne conta oltre la metà. Ancora più elevata la quota dei codici gialli, 150 complessivi, cui si affiancano 71 codici azzurri, mentre i verdi sono 13 e i bianchi 10. È la conferma di un pattern già noto: la maggior parte degli accessi non è né banalmente impropria, né assimilabile alla rianimazione, ma si colloca in quella fascia intermedia di urgenze che richiedono tempi di osservazione, diagnostica e terapia significativi, occupando letti e personale per molte ore.

Il fatto che nessun codice rosso risulti in attesa indica che, almeno al momento della rilevazione, i casi più critici vengono presi in carico subito. Ma la presenza di 82 persone ancora in coda – quasi tutte con codici azzurri, gialli e verdi – racconta di una pressione costante sulle strutture e sui professionisti, costretti a conciliare l’emergenza pura con la gestione di un’utenza crescente e spesso complessa, composta anche da molti anziani e fragili.

Il ponte dell’Immacolata ha agito da moltiplicatore: piccoli traumi legati a spostamenti e attività festive, riacutizzazioni di patologie croniche complicate da pranzi, cene e bruschi sbalzi di temperatura, ma anche una parte di richieste che potrebbero teoricamente essere gestite sul territorio e che, invece, continuano a riversarsi nei pronto soccorso. La fotografia di oggi, con 378 pazienti complessivi e tutti gli indicatori di affollamento puntati verso l’estremo, conferma che il sistema dell’emergenza-urgenza genovese resta sotto pressione e che, a ogni picco festivo, la tenuta degli ospedali si gioca sul filo di una complessa organizzazione interna e del lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori.

In copertina: foto di stock


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