Farmacie private in sciopero, presidio a Genova: «Contratto subito, il tempo di chi cura va pagato»

Ieri le farmaciste e i farmacisti liguri aderenti a Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno partecipato allo sciopero nazionale di 24 ore delle farmacie private Federfarma per il rinnovo del contratto scaduto nel 2024. In piazza a Genova la richiesta di aumenti salariali, più tutele su turni notturni, domeniche e festivi e permessi retribuiti adeguati: «Garantiamo un servizio sanitario di prossimità, vogliamo condizioni di lavoro e di vita rispettose». Consegnato al prefetto un documento con le rivendicazioni


Giornata di mobilitazione, ieri, per le farmaciste e i farmacisti delle farmacie private liguri. Le lavoratrici e i lavoratori aderenti a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno incrociato le braccia per l’intera giornata nell’ambito dello sciopero nazionale di 24 ore indetto per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore, fermo al 2024, e per chiedere aumenti economici e migliori condizioni organizzative.

A Genova si è svolto un presidio regionale, al quale hanno partecipato delegazioni da tutta la Liguria per portare la propria voce sotto le sedi istituzionali e consegnare al prefetto un documento con le richieste: “più salario, più diritti, una reale conciliazione tra tempi di vita e di lavoro”.
Secondo i sindacati, sono oltre 60mila le farmaciste e i farmacisti interessati in Italia, 2.500 in Liguria, impiegati nelle farmacie private aderenti a Federfarma. “Dietro ogni farmacista c’è una persona – hanno sottolineato le sigle – che lavora spesso su turni disagiati, notturni, domenicali e festivi, senza che questo venga davvero valorizzato. Chiediamo che questi turni siano pagati per quello che sono, e che vengano aumentati i permessi retribuiti”.
La piattaforma rivendicativa non è solo economica ma anche sociale: i sindacati ricordano che le farmacie, specie in Liguria, sono spesso il primo presidio sanitario di prossimità, un punto di riferimento quotidiano per cittadini anziani e fragili. “Chi garantisce questo servizio – spiegano – deve poter contare su un contratto aggiornato, su assunzioni adeguate e su una gestione dei turni che non bruci il tempo di vita. Non è un privilegio, è rispetto”.
Nel documento consegnato al prefetto si chiede dunque a Federfarma di riaprire il confronto con una proposta che tenga conto dell’inflazione, dell’ampliamento dei servizi resi dalle farmacie negli ultimi anni e della necessità di non scaricare tutto sulle lavoratrici e sui lavoratori. “Il tempo è prezioso – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – anche quello fuori dal banco”.
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