All’Osservatorio Astronomico di Genova l’ultima serata su Giovanni Domenico Cassini: ospite il socio onorario Riccardo Balestrieri

Venerdì 7 novembre la sede dell’OAG ospita l’incontro conclusivo del ciclo dedicato al grande astronomo ligure del Seicento. A tenerlo sarà Riccardo Balestrieri, già direttore dell’Osservatorio, socio onorario dal 2023, premiato dall’UAI e autore di studi sulla linea meridiana e sul lavoro di Cassini. In programma anche la presentazione del pieghevole realizzato dopo la sua partecipazione all’Osservatorio di Parigi

Si chiude dopodomani, venerdì 7 novembre, il percorso che l’Osservatorio Astronomico di Genova (OAG) ha dedicato a Giovanni Domenico Cassini, l’illustre scienziato ligure che nel Seicento divenne uno dei protagonisti dell’astronomia europea. L’ultima conferenza, che si terrà presso la sede sociale dell’associazione, avrà un relatore d’eccezione: Riccardo Balestrieri, figura molto legata alla storia dell’OAG.

Se i due incontri precedenti erano stati affidati a relatori già noti a tutti i soci, questa volta l’Osservatorio ha scelto di riportare a Genova un suo ex direttore: Balestrieri, che da circa vent’anni vive a San Marino, è stato infatti alla guida dell’OAG per diversi anni, è stato nominato socio onorario nel 2023 e nel 2017 ha ricevuto dall’Unione Astrofili Italiani il Premio Guido Ruggeri per l’attività di divulgazione. Insieme al dottor Flavio Fontanelli ha curato il Catalogo dei Bolidi e ha dato vita al sito di astronomia storica “Urania Ligustica”, riferimento per chi studia gli strumenti e le tracce del passato scientifico ligure.
Tra i suoi contributi più significativi c’è anche l’individuazione dell’autore di una linea meridiana storica, un lavoro che lo ha portato quest’estate fino all’Osservatorio di Parigi per una presentazione proprio su Cassini. Quella ricerca, insieme al materiale già diffuso ai soci, confluirà nel pieghevole che accompagnerà la conferenza di venerdì.
Con questa serata l’OAG completa un ciclo che ha voluto riscoprire la figura di Cassini non solo come astronomo di corte e direttore dell’Osservatorio di Parigi, ma anche come scienziato nato sulle sponde del Mar Ligure, il cui percorso internazionale iniziò proprio qui. Un modo per ricordare che la storia dell’astronomia europea ha radici anche a Genova e che la divulgazione passa attraverso i luoghi e le persone che quella storia sanno raccontarla.
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