Cronaca 

Haven, ricerche del sub anche con uno speciale robot subacqueo – FOTO

Al largo di Arenzano in azione sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano con un ROV che scandaglia il relitto. Il disperso è il 29enne Marc Florian Heib. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni in base al meteo, con guardia costiera e carabinieri impegnati in mare

Proseguono senza sosta, al largo di Arenzano, le ricerche del subacqueo scomparso mercoledì scorso, 29 ottobre, durante un’immersione sulla Haven. In acqua operano i sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, supportati da uno speciale robot subacqueo (ROV) che sta esplorando i punti più profondi e insidiosi del relitto. In superficie coordinano guardia costiera e carabinieri. Le attività continueranno anche nei prossimi giorni, compatibilmente con le condizioni meteo–marine.

Chi è il disperso e cosa sarebbe accaduto

Il disperso è Marc Florian Heib, 29 anni, in Liguria con un amico con cui condivideva da tempo la passione per le immersioni. Avevano scelto Arenzano proprio per tuffarsi sulla Haven, meta iconica del diving tecnico. Secondo le prime ricostruzioni, durante l’uscita organizzata con altri sub il giovane avrebbe accusato un problema sott’acqua, sarebbe riemerso rapidamente e poi tornato in profondità, facendo perdere le proprie tracce.

Il contesto non è banale: il relitto giace tra circa 33 e 80 metri, in un’area spesso interessata da acqua torbida e correnti. È un’immersione per sub esperti, da affrontare con pianificazioni rigorose e dotazioni adeguate.

Cos’è il ROV e perché si usa sulla Haven

Il ROV (Remotely Operated Vehicle) è un veicolo subacqueo filoguidato da tecnici in superficie. È dotato di telecamere ad alta sensibilità, fari, sonar e, in alcuni modelli, bracci manipolatori. Può restare a lungo in profondità, muoversi in spazi angusti tra lamiere e detriti e lavorare in scarsa visibilità: caratteristiche che lo rendono ideale per mappare il relitto, individuare punti di interesse e ridurre i rischi per i sommozzatori umani.

La petroliera Haven in breve

La Haven esplose l’11 aprile 1991 e affondò dopo tre giorni. L’incidente provocò cinque vittime e uno dei più gravi disastri ambientali del Mediterraneo. Dal punto di vista subacqueo, il relitto è tra i più grandi visitabili in Europa ed è diventato una palestra tecnica per immersioni profonde e penetrative.

Gli incidenti più gravi registrati sul relitto

Nel corso degli anni la Haven è stata teatro di diversi incidenti, che ricordano quanto l’ambiente sia affascinante ma impegnativo:

  • 5 aprile 2015 – Perde la vita Julien Giller (35).
  • 16 maggio 2015 – Nella stessa uscita muoiono Roland Vervoort (46) e Paul Hendrius (53); un terzo sub viene soccorso in gravi condizioni.
  • 16 ottobre 2015 – Decede Michael Eberleh (61), verosimile malessere da risalita.
  • 13 maggio 2017 – Scompare durante la risalita la guida Guido Halte (45).
  • 26 ottobre 2017 – Un 52enne si sente male a filo d’acqua e muore prima dell’immersione.
  • 8 luglio 2018 – La sub Ornella Bellagarda (50) non riemerge; il corpo viene recuperato dopo giorni di ricerche.
  • 3 dicembre 2023 – In discesa perde la vita Giovanni Sclavi (43).

Le prossime ore

Il piano operativo prevede l’alternanza tra ispezioni del ROV e tuffi mirati dei sommozzatori nei settori indicati dal robot. Le finestre di intervento verranno aggiornate quotidianamente in base a vento, onda, corrente e visibilità. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica e dare al più presto risposte alla famiglia del giovane disperso.


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