Sequestro e doppio episodio di abusi su una 25enne, la giudice ravvisa indizi solidi e rischio di fuga e conferma il fermo di un 35enne

I fatti contestati risalgono al 20 ottobre scorso, in sede di valutazione è emerso anche un episodio precedente, datato 14 ottobre. L’uomo aveva agganciato la ragazza rispondendo a una ricerca di lavoro della giovane sui social, ma lei aveva rifiutato. Lui, però, aveva continuato a contattarla nel tentativo vano di cominciare una relazione
Il fermo di polizia giudiziaria eseguito nei confronti di un trentacinquenne di origini marocchine è stato convalidato dalla gip Campagna, che ha ravvisato la gravità indiziaria per due episodi distinti. All’uomo sono contestati, a vario titolo, i reati di sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali in danno di una ragazza di 25 anni. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato nell’ordinanza, il 20 ottobre 2025 l’uomo si sarebbe presentato presso un istituto comprensivo di Cogorno, dove la giovane si trovava, inducendola e costringendola a salire sulla sua autovettura. Dopo aver bloccato le portiere e colpito la vittima, l’avrebbe condotta nella propria abitazione a San Colombano Certenoli, dove — nonostante i tentativi di fuga della venticinquenne — si sarebbe consumata un’aggressione di natura sessuale.

La gip richiama inoltre un precedente episodio, non oggetto del fermo iniziale dei carabinieri, ma successivamente contestato dalla procura: il 14 ottobre 2025, sempre nell’abitazione dell’indagato, si sarebbe verificata un’ulteriore violenza sessuale ai danni della stessa persona offesa.
Gli elementi a supporto del quadro indiziario comprendono l’attendibilità riconosciuta alla testimonianza della giovane, raccolta dai carabinieri di Sestri Levante, e i riscontri sanitari: la donna è stata visitata con referti che documentano lesioni e uno stato di shock al momento della denuncia. Ulteriori verifiche tecniche hanno accertato, tramite le telecamere di videosorveglianza del Comune di Cogorno, il transito dell’auto riconducibile all’indagato nei luoghi e negli orari indicati dalla vittima; è stato inoltre rintracciato il cellulare utilizzato dal trentacinquenne, intestato al fratello.
Dalla ricostruzione emerge che, il 20 ottobre, la giovane avrebbe tentato di fuggire dalla casa dell’uomo; dopo le sue urla la porta sarebbe stata aperta, ma una volta all’esterno la vittima sarebbe stata di nuovo spinta in auto e privata del telefono, riuscendo infine a scappare.
Nell’ordinanza la giudice evidenzia il pericolo di fuga, anche alla luce della condizione di straniero in attesa di regolarizzazione e dell’assenza di una stabile occupazione in Italia; da qui la convalida del fermo. L’identificazione dell’uomo — che la 25enne ha riconosciuto anche attraverso foto sui social — non è ritenuta dubbia in questa fase.
La conoscenza tra i due, stando agli atti, risalirebbe a settembre 2025, quando la ragazza aveva pubblicato su Facebook un annuncio per la ricerca di lavoro: contattata dal trentacinquenne, avrebbe rifiutato sia la proposta lavorativa sia il tentativo di avviare una relazione.
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