Nautico San Giorgio, occupata anche la succursale di via Dino Col

Nel mirino il dirigente Paolo Fasce. Tra le rivendicazioni: stage, spazi, servizi e sicurezza. Il preside: «Meglio studiare e fare volontariato che occupare». Immagini inviate alla Digos dal dirigente scolastico

L’occupazione del Nautico “San Giorgio” è proseguita nella notte ed è stata estesa alla succursale di via Dino Col, che gli studenti dicono di aver «completamente bloccato». In una nota diffusa questa mattina, il collettivo parla di protesta nonostante l’atteggiamento ostile del preside Paolo Fasci e dichiara l’intenzione di andare avanti «sino alla cacciata» del dirigente. Nel comunicato gli studenti sostengono inoltre che alcuni docenti favorevoli al dirigente sarebbero entrati «dalle scale antincendio» nella sede di calata Darsena, che rimarrebbe «presidiata da diverse centinaia di studenti». Lamentano anche che alcuni ragazzi sarebbero rimasti chiusi in alcune classi. Si tratta di dichiarazioni degli studenti, non verificabili in modo indipendente al momento.

Già ieri gli occupanti avevano accusato il preside di «aumentare la violenza verbale», di aver minacciato denunce e di aver filmato in volto studenti. Anche in questo caso si tratta di dichiarazioni degli studenti, a cui il dirigente, se lo desidera, potrà replicare.
Le ragioni della protesta (oltre la geopolitica)
Oltre al tema internazionale, gli studenti del Nautico elencano questioni interne alla scuola: chiedono più controllo e organizzazione degli stage (PCTO), lamentano bagni carenti alla Darsena, l’uso «limitato» dei servizi, laboratori essenziali ma sottoutilizzati e dotazioni «obsolete», orari e calendari decisi tardi, permessi d’uscita prima delle 13.30 per chi arriva da fuori comune, criteri trasparenti e meritocratici per gli stage, interventi su finestre rotte, freddo d’inverno e caldo a fine anno, la possibilità di un chiosco/paninaro e la riapertura del parcheggio moto agli studenti. Queste richieste compaiono nel dossier diffuso dagli occupanti e riportato dalla stampa locale.
La circolare del preside Fasce
Nella lettera alle famiglie e al personale, il dirigente Paolo Fasce:
- invita a un confronto in famiglia su «occupare la scuola o tirarsi su le maniche»;
- sostiene che l’occupazione nasca dal tema mediorientale ma la giudica “fuori tempo massimo”, citando accordi di pace e «scene di giubilo»;
- definisce le occupazioni un “rito” spesso organizzato dai «figli della Genova bene», e propone studio e volontariato («ora et labora… “invece di pregare, suggerirei di studiare”**) come alternative;
- ricorda i progetti con Stella Maris, Guardia Costiera Ausiliaria, Caritas e il tutorato “Reciprocamente”;
- dispone che, anche in caso di occupazione, docenti e ATA presidino aule e beni per prevenire atti vandalici;
- informa di aver trasmesso alla Digos le immagini ricevute sulla vicenda.
La situazione
Al momento, secondo gli studenti, l’istituto di calata Darsena resta presidiato, mentre la succursale di via Dino Col sarebbe bloccata. Il quadro è in evoluzione: attesi eventuali chiarimenti ufficiali della scuola e delle autorità.
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