Emergenza tossicodipendenze e riduzione del rischio, Lodi: «In otto anni qui non è stato fatto nulla. È tutto da ricostruire»

Bocciato in Consiglio comunale l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia contro l’iniziativa di Bologna sulle pipe per il crack. L’assessora Lodi: «Non slogan, ma servizi e responsabilità condivisa»

Nel Consiglio comunale di Genova è approdato il dibattito sulle politiche di contrasto alle dipendenze e sulla riduzione del danno, dopo la presentazione di un ordine del giorno da parte di Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia). Il documento, che prendeva posizione contro l’iniziativa del Comune di Bologna di acquistare 300 pipe per il consumo di crack da distribuire alle persone con dipendenze, mirava a impegnare il Sindaco e la Giunta a non adottare o sostenere politiche simili e a potenziare invece i programmi di prevenzione e recupero.

Secondo Gandolfo, la misura bolognese “solleva preoccupazioni per la salute pubblica e la sicurezza” e “rischia di normalizzare l’uso di droghe, inviando un messaggio sbagliato ai giovani”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha quindi invitato il Comune a “condannare iniziative di questo tipo” e a “concentrare gli sforzi su percorsi educativi e di reinserimento”.
Lodi: “Tema complesso, servono serietà e competenza”
A nome della Giunta è intervenuta l’assessora al Sociale Cristina Lodi, che ha espresso parere contrario all’ordine del giorno, ribadendo la necessità di affrontare il tema in modo pragmatico. “Quando si parla di riduzione del danno si parla di un Livello Essenziale di Assistenza riconosciuto dal Ministero e finanziato con fondi pubblici. Ma a Genova, negli ultimi otto anni, non è stato fatto nulla. È tutto da ricostruire”.
Lodi ha spiegato che la nuova amministrazione ha già avviato un percorso di collaborazione con ASL, SERD, Salute Mentale e le comunità del territorio per ricostruire una rete di servizi sociosanitari oggi quasi assente. “Non possiamo limitarci a discutere di ‘pipe sì, pipe no’ — ha aggiunto —. Dobbiamo ragionare sull’organizzazione dei servizi, sulla presa in carico, sull’integrazione tra enti pubblici e terzo settore”.
“Nessuno deve essere lasciato solo”
L’assessora ha sottolineato anche il doppio impegno dell’amministrazione: garantire sicurezza ai cittadini e al tempo stesso supporto a chi vive situazioni di dipendenza. “Non vogliamo lasciare soli i cittadini che hanno paura, ma nemmeno quelli abbandonati all’uso di droghe. In otto anni non se n’è occupato nessuno, ora dobbiamo farlo con serietà, senza slogan”.
Lodi ha annunciato la prossima apertura di una serie di commissioni consiliari sul tema, per ascoltare esperti e operatori del settore: “Solo chi ha competenze può aiutarci a costruire un sistema efficace”.
L’esito del voto
Al termine della discussione, l’aula ha bocciato l’ordine del giorno con 23 voti contrari (la maggioranza) e 16 favorevoli (l’opposizione).
La linea della Giunta è chiara: affrontare le dipendenze come un problema sanitario e sociale, non come una questione ideologica o di ordine pubblico. “Ricostruire tutto da capo” è la sfida indicata dall’assessora Lodi, che ha promesso di riportare il tema al centro dell’agenda cittadina.
Che cos’è la riduzione del danno: la riduzione del danno è un approccio sanitario e sociale che mira a limitare gli effetti negativi dell’uso di droghe — per le persone e per la collettività — senza imporre l’astinenza come condizione per ricevere aiuto.
Si basa su principi di diritti umani, giustizia sociale e salute pubblica, promuovendo il cambiamento positivo attraverso il sostegno, l’ascolto e l’accesso ai servizi.
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