Oggi a Genova 

Salis: «Massima preoccupazione per la Flotilla, il governo intervenga per riportare a casa i genovesi»

La sindaca chiede azioni immediate alla Farnesina per tutelare i nostri concittadini Josè Nivoi e Pietro Queirolo Palmas. Intanto il traffico è in tilt per il blocco dei varchi portuali, mentre per domani è previsto lo sciopero generale di Usb e Cgil

La sindaca Silvia Salis segue «con grande apprensione» gli sviluppi della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria abbordata nella notte dalla marina israeliana a circa 75 miglia nautiche dalle coste di Gaza. «Israele sta compiendo un atto che viola il diritto internazionale – afferma Salis – ed esprimo forte preoccupazione per tutti i componenti della spedizione, in particolare per i genovesi Josè Nivoi e Pietro Queirolo Palmas». Nivoi era sulla Morgana, Queirolo Palmas sulla All Inn.

La prima cittadina ha rivolto un appello diretto al governo italiano, al ministero degli Esteri e al vicepremier Antonio Tajani, chiedendo «tutte le azioni possibili per garantire l’assoluta incolumità e l’immediato ritorno a casa» dei partecipanti alla Flotilla. Confermando il «pieno sostegno alla missione umanitaria», Salis ha invitato chi scende in piazza «a mantenere le mobilitazioni e gli scioperi all’insegna della pace e dell’assoluta non violenza».

Per domani, 3 ottobre, è stato proclamato lo sciopero generale da parte di Usb e Cgil, che coinvolgerà lavoratrici e lavoratori di tutti i settori pubblici e privati.

La Farnesina ha reso noto che tutti i membri degli equipaggi saranno trasferiti al porto di Ashdod, dove resteranno ospitati in strutture predisposte fino al completamento delle procedure di identificazione. Le barche sono state assaltate in acque internazionali e gli attivisti prelevati in quelle acque.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto diretto con l’omologo israeliano, ha spiegato che i tempi saranno inevitabilmente rallentati dalle festività dello Yom Kippur: nessuna pratica sarà infatti evasa fino a mercoledì sera. «Gli attivisti dovranno attendere due o tre giorni in un centro di trattenimento, probabilmente all’interno del porto di Ashdod», ha chiarito Tajani. Una volta conclusi gli accertamenti, i connazionali rientreranno in Italia su voli organizzati con il supporto della rete consolare.

Per i fermati si aprono due scenari: accettare l’espulsione volontaria, con rimpatrio nei tempi più rapidi, oppure rifiutare l’espulsione immediata, scelta che comporta il trasferimento in carcere e l’attesa del provvedimento di respingimento emesso dall’autorità giudiziaria israeliana. Quest’ultima procedura può richiedere dalle 48 alle 72 ore.

L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato generale a Gerusalemme hanno già predisposto un piano di assistenza legale e logistica per seguire da vicino la vicenda, assicurando il massimo supporto ai cittadini italiani coinvolti.

Secondo un portavoce della Flotilla, citato da media arabi, sarebbero 22 gli italiani a bordo delle 13 imbarcazioni intercettate, per un totale di oltre 200 persone coinvolte. Tra questi, anche alcuni parlamentari. Nonostante gli abbordaggi, la missione «continua»: circa 30 navi starebbero ancora cercando di sfuggire all’accerchiamento israeliano per raggiungere Gaza. «Sono determinate, motivate e fanno di tutto per rompere l’assedio», ha dichiarato l’attivista.

Intanto, a Genova, la polizia locale segnala forti disagi alla circolazione. Lungomare Canepa è congestionato in direzione levante per la chiusura dei varchi portuali occupati dai manifestanti, con pesanti ripercussioni anche sulla viabilità urbana e sul casello autostradale di Genova Ovest. In largo Zecca si stanno concentrando gli studenti per dare vita a una nuova manifestazione.


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