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Festival cittadini, Terrile: «Dal 2026 bando anticipato nei primi mesi dell’anno»

Il vicesindaco in Sala Rossa sull’interrogazione della consigliera Sicignano: «Un segnale forte di attenzione non solo per gli operatori culturali e i lavoratori del comparto, ma anche per tutti i cittadini che partecipano ai festival»

Il sostegno comunale ai festival cittadini è stato al centro del dibattito in consiglio comunale, grazie all’interpellanza della consigliera Laura Sicignano (Lista civica Silvia Salis sindaca). Al centro la richiesta di modificare la tempistica del bando “Genova Città dei Festival”, che da anni viene pubblicato in tarda primavera o in estate, quando molti operatori hanno già assunto impegni economici o avviato le manifestazioni.

Sicignano ha ricordato come le realtà culturali genovesi – teatri, associazioni, compagnie di musica, teatro e circo – sostengano ogni anno rischi importanti, aggravati dall’incertezza sui fondi pubblici. «Senza questo contributo la città d’estate sarebbe spenta – ha sottolineato – ma i finanziamenti arrivano tardi, quando le iniziative sono già partite. La mia proposta è di prevedere le somme a bilancio entro la fine dell’anno precedente, per pubblicare il bando a febbraio e comunicarne gli esiti entro marzo».

Nel 2025 hanno partecipato al bando 68 realtà culturali: 50 sono risultate vincitrici, 23 ammesse ma non ancora finanziate. A disposizione, circa 400mila euro, stanziati in corsa a giugno, con la graduatoria resa nota solo in agosto.

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha riconosciuto la fondatezza delle criticità evidenziate: «Sono molte le realtà che ogni anno fanno domanda al bando festival e la consigliera ha ragione: pubblicare in ritardo rischia di creare aspettative che poi non si concretizzano. Nel 2025 siamo riusciti a stanziare 400mila euro a giugno, pubblicando il bando ad agosto. Ma dal prossimo anno ci impegniamo a inserire le risorse direttamente nel bilancio previsionale, così da pubblicare il bando nei primi mesi del 2026».

Un impegno che Terrile definisce «un segnale forte di attenzione non solo per gli operatori culturali e i lavoratori del comparto, ma anche per tutti i cittadini che partecipano ai festival».

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