Oggi a Genova 

Gaza, l’Usb lancia l’embargo commerciale contro Israele: «Fermiamo le navi della guerra»

Dal presidio di Genova, dopo i cortei della mattina e prima di quello del pomeriggio, l’appello nazionale del sindacato a una risposta compatta del mondo del lavoro, con un richiamo diretto alla Cgil perché scenda in campo con scioperi e mobilitazioni. Rudino (Calp): «Oggi è il nuovo 30 giugno». Studenti del collettivo Cambiare Rotta domani di nuovo in presidio davanti al Rettorato. Nel pomeriggio un nuovo corteo

Il sindacato Usb sta elaborando la proposta di un embargo commerciale nei confronti di Israele, sia in entrata che in uscita. L’obiettivo è spingere i governi europei ad assumere iniziative concrete per fermare i piani del governo Netanyahu su Gaza. A spiegarlo è Francesco Staccioli, membro della direzione nazionale Usb, durante il presidio in corso al varco portuale di San Benigno a Genova, organizzato nell’ambito dello sciopero generale proclamato dai sindacati di base “contro il genocidio in atto nella Striscia di Gaza e in sostegno alla global sumud flotilla”.

Nel suo intervento, Staccioli ha sottolineato come i lavoratori pongano la questione di un embargo totale delle merci in partenza e in arrivo da Israele, ipotizzando anche la possibilità di uno sciopero permanente lungo queste direttrici commerciali. Ha ricordato inoltre che a Genova era previsto l’arrivo di una nave con materiale potenzialmente destinato all’uso bellico, sottolineando di aver avvertito le istituzioni sul rischio che tale approdo avrebbe rappresentato, paragonandolo a “un cerino in una polveriera”. La nave non è giunta oggi, ma, ha avvertito, ciò non esclude che possa arrivare domani.

Il dirigente dell’Usb ha lanciato quindi un appello esplicito alle altre organizzazioni sindacali, chiedendo che anche loro si assumano la responsabilità di un’azione netta contro quello che viene definito traffico di guerra. In particolare, Staccioli ha chiamato in causa la Cgil, invitandola a non limitarsi a prese di posizione generiche ma a proclamare uno sciopero vero e proprio contro le navi che trasportano armamenti. Secondo il sindacalista, solo una mobilitazione unitaria e decisa del mondo del lavoro può esercitare una pressione reale e concreta, in grado di fermare il transito di merci militari nei porti italiani.

Ha poi evidenziato come in Italia, nella stessa giornata, si siano svolte circa 65 manifestazioni a sostegno della popolazione di Gaza, da Roma a Milano, da Napoli a Cagliari e Livorno, tutte molto partecipate. Secondo lui, questo dimostra l’esistenza di un ampio movimento popolare che si sta rimettendo in moto, con Genova come “epicentro di un vero terremoto”. Una centralità che, ha aggiunto, lo riempie di orgoglio, soprattutto in una città insignita della medaglia d’oro per la Resistenza.

Al presidio è intervenuto anche Riccardo Rudino, rappresentante del Collettivo autonomo lavoratori portuali, che ha definito la giornata come un “nuovo 30 giugno”, sottolineando come la partecipazione sia stata molto superiore alle attese, fino a cento volte più ampia. Per Rudino, ciò dimostrerebbe che la società non è più disposta a tollerare in silenzio quella che ha definito una situazione di genocidio, e che finalmente è arrivato un momento di riscatto collettivo, da unire al sostegno alla missione umanitaria della flottiglia.

Gli studenti del collettivo “Cambiare Rotta” hanno annunciato che domani saranno in presidio al Rettorato di via Balbi 5 dalle ore 9, per chiedere al Senato accademico il sostegno alla Sumud Flotilla e la cessazione di ogni accordo con industrie belliche e università israeliane. Nel loro appello sottolineano che “il silenzio non è accettabile” e invitano l’Università di Genova a “prendere una posizione chiara”.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts