Quartieri 

Forno elettrico a Cornigliano, due comitati divisi sull’incontro con il ministro Urso

Il “No Forno Elettrico” diserta l’appuntamento in Prefettura chiedendo dati trasparenti su salute e ambiente. Il “Comitato per il lavoro e per un sano sviluppo” accetta l’invito e rimanda la prevista conferenza stampa di presentazione

Si accende il confronto intorno al progetto di un forno elettrico a Cornigliano. A pochi giorni dall’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, previsto per il 2 settembre in Prefettura, i due comitati sorti in quartiere prendono posizioni opposte.

Il Comitato No Forno Elettrico Genova ha reso noto di non partecipare all’appuntamento istituzionale. Nella lettera inviata al ministro, al presidente della Regione Liguria Marco Bucci e alla sindaca di Genova Silvia Salis, i rappresentanti del comitato – Daniela Malini, Dana Ghiaccio, Roberto Senesi e Alessandra Penzo – ribadiscono che senza dati ambientali ed epidemiologici adeguati, «il confronto rischia di ridursi a un momento formale, simulando una partecipazione che non consente decisioni consapevoli».

Il comitato denuncia la mancanza, a Cornigliano, di centraline di monitoraggio ambientale dopo la dismissione degli impianti a caldo e richiama i dati del 2020 che segnalano «eccessi di mortalità significativi in nove quartieri genovesi, tra cui Cornigliano, pari a 293 decessi in più all’anno rispetto al valore atteso». Una situazione che, secondo i promotori, impone cautela e trasparenza: «A Genova non esiste alcun processo siderurgico da decarbonizzare: l’eventuale forno elettrico significherebbe reintrodurre lavorazioni a caldo dopo vent’anni dalla dismissione».

Di segno opposto la posizione del neonato Comitato per il lavoro e per un sano sviluppo di Cornigliano, che ha deciso di accogliere l’invito delle istituzioni. Per questa ragione, la conferenza stampa di presentazione inizialmente prevista per oggi è stata rimandata: il comitato darà a breve comunicazione della nuova data.

La presidente Carla Morosi spiega che il gruppo nasce con l’intento di «promuovere il lavoro e lo sviluppo del quartiere, compatibilmente con la salvaguardia della salute dei residenti e dei lavoratori dello stabilimento siderurgico». L’incontro con i giornalisti sarà l’occasione per illustrare obiettivi, proposte e avviare un dialogo costruttivo con istituzioni e media.

Il dibattito, dunque, si fa sempre più serrato: da un lato il timore per gli effetti sanitari e ambientali, dall’altro la ricerca di equilibrio tra sviluppo e occupazione. Cornigliano si prepara a far sentire la propria voce davanti al governo.


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