San Teodoro, uno studio pilota rivela alte concentrazioni di biossido di azoto vicino al porto

Nel luglio 2025 la Rete Associazioni di San Teodoro, con il supporto scientifico del Centro di Diritto Ambientale dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova, ha condotto un monitoraggio sperimentale con campionatori passivi Radiello: i dati mostrano livelli di NO₂ fino a 46 µg/m³ nelle abitazioni più vicine ai moli, valori prossimi ai limiti di legge

Un’indagine preliminare, autofinanziata e realizzata nel quartiere genovese di San Teodoro, ha documentato l’impatto delle emissioni portuali di NO₂ sulle abitazioni prospicienti i moli del porto di Genova.

Nel corso del mese di luglio 2025, sei balconi di altrettante residenze hanno ospitato, per periodi di 7 e 14 giorni, campionatori passivi Radiello. Alcune misure sono state eseguite anche all’interno e all’esterno di due abitazioni, con l’obiettivo di confrontare i valori registrati con quelli stimati dai modelli di diffusione di ARPAL e con i dati della centralina di via Bari.
I risultati del monitoraggio
- Le concentrazioni di SO₂ sono risultate molto basse (inferiori a 2 µg/m³), vicine al limite di rilevabilità, escludendo così la possibilità di utilizzare il rapporto NO₂/SO₂ come indicatore della fonte prevalente.
- Le medie settimanali di NO₂ hanno mostrato valori particolarmente elevati, compresi tra 30 e 34 µg/m³, entro i 500 metri dai moli; oltre i 600 metri le concentrazioni sono scese a 22–25 µg/m³.
- Nel sito più esposto di via Dino Col si sono raggiunti valori pari a 46 µg/m³, sia all’interno che all’esterno dell’abitazione, livelli confrontabili con il nuovo limite giornaliero di 50 µg/m³ fissato per il biossido di azoto.
- I dati sono statisticamente superiori a quelli rilevati dalla centralina ARPAL di via Bari (20,1–25,4 µg/m³), situata a oltre un chilometro dai terminal crociere.
Impatti e prospettive
Lo studio ha evidenziato un gradiente spaziale delle concentrazioni di NO₂, con effetti rilevanti fino a circa mezzo chilometro di distanza dalle navi in sosta. I campionatori passivi Radiello hanno dimostrato di essere uno strumento affidabile e flessibile per:
- distinguere il contributo specifico delle emissioni portuali rispetto a quelle veicolari;
- validare i modelli diffusionali utilizzati da ARPAL nel progetto europeo AER NOSTRUM;
- stimare con maggiore precisione l’esposizione media della popolazione residente.
“Si tratta di un primo passo importante per quantificare l’impatto delle emissioni navali sul quartiere e per fornire strumenti utili alla comunità e alle istituzioni locali” – sottolinea Federico Valerio, curatore dello studio. Valerio, ex dirigente dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, da decenni studia le ricadute ambientali e sanitarie delle attività inquinanti in Liguria.
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