Trasporti 

Sanzionato perché il biglietto comprato dal telefono non compariva sul cellulare, utente Amt vince il ricorso al giudice di pace

L’uomo aveva regolarmente acquistato il titolo di viaggio, ma il messaggio è arrivato in ritardo, forse per problemi di linea telefonica, forse per problemi del sistema di gestione. Quando l’sms è arrivato, però, riportava chiaramente l’orario, precedente l’accertamento dei controllori. Nonostante questo, il passeggero era stato multato

I fatti sono avvenuti il 7 luglio dello scorso anno. Giovanni (nome di fantasia) acquista il suo biglietto attraverso il telefono. Ma il messaggio di risposta non arriva. Forse per problemi di linea o forse per lentezze del sistema. L’utente, però, è certo di aver fatto partire la richiesta e sale sul bus. Salgono anche i controllori, a cui Giovanni mostra il messaggio di richiesta del biglietto, a cui non ha ancora fatto seguito il messaggio di conferma. I verificatori di Amt lo sanzionano anche se, nel corso del controllo, la conferma arriva e riporta il messaggio “biglietto 110 minuti solo rete AMT (no Navebus/ Volabus) costo 2,00 valido da 12,12 del 2.7.2024”. La sanzione viene registrata un minuto dopo, alle 12:13.

Il passeggero, che ci ha fatto pure una figuraccia davanti a tutti, decide di presentare ricorso al giudice di pace. Amt si oppone e deposita comparsa di costituzione nella quale ribadisce la legittimità dell’accertamento, essendo stato il verbale notificato a mani del trasgressore.

Il 5 marzo scorso il giudice di pace Marina Icardi dà ragione a Giovanni. «È estremamente probabile – scrive nella sentenza – che al momento dell’accertamento il biglietto, pur essendo già stato acquistato, non fosse ancora visibile: tuttavia il ricorrente, al momento del transito sul bus, era in possesso di un valido titolo di viaggio, acquistato un minuto prima della contestazione dell’illecito da parte dell’agente accertatore. L’illecito contestato deve essere escluso, avendo il ricorrente fornito la prova di regolare titolo di viaggio. Il ricorso deve pertanto essere accolto».

A Giovanni, che ha scampato il danno, rimane la beffa: dovrà pagare le spese di giudizio, che il giudice ha deciso di compensare tra le parti.

In copertina: foto di repertorio


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