Ambiente 

Enpa recupera una seconda volpe argentata con la rogna, sempre più concreto il sospetto che esista un allevamento abusivo

I volontari dell’associazione: «Ci auguriamo di capire presto il luogo in cui vengono detenuti questi animali e il perché siano stati trovati in giro: sono stati liberati – come noi crediamo – o sono fuggiti?»

«Con nostra grande sorpresa abbiamo recuperato e ricoverato una seconda volpe argentata! – spiegano all’associazione -. Avevamo già avuto una segnalazione per un secondo esemplare in Val d’Aveto, di cui però non si è saputo più nulla, questa invece è stata recuperata a Moconesi: si aggirava in un giardino in evidente stato di difficoltà, molto debilitata a causa della rogna. Se già il primo esemplare, ricoverato un paio di mesi fa, aveva destato in noi il sospetto più che fondato di una detenzione abusiva nei dintorni, il ritrovamento di quest’ultimo ci dà un’ulteriore conferma, vista anche la vicinanza al luogo del ritrovamento della prima volpe».

«Queste volpi, senza ombra di dubbio, non sono selvatiche – proseguono all’Enpa -. Mostrano il fenotipo scuro e argentato naturalmente presente in alcune popolazioni di volpi rosse nordamericane, in seguito selezionate dall’uomo per la pelliccia. Sono pertanto animali di allevamento, e la loro detenzione in Italia è considerata illegale. Ci auguriamo di capire presto il luogo in cui vengono detenuti questi animali e il perché siano stati trovati in giro: sono stati liberati (come noi crediamo) o sono fuggiti? Nel frattempo la volpe è sotto terapia, nonostante abbia la rogna è molto vitale e mordace quindi questo ci dà buone speranze che possa riprendersi. Se ciò avvenisse non potrà ovviamente essere liberata, non trattandosi di un animale selvatico: ci occuperemo quindi di trovarle una sistemazione adeguata. Purtroppo per lui (trattasi di un maschio) la libertà non potrà essere contemplata ma cercheremo comunque di scegliere la miglior soluzione possibile per offrirgli una vita dignitosa».

«Cogliamo l’occasione per denunciare ancora una volta la vendita e l’acquisto di pellicce vere, è abominevole e raccapricciante che nel 2025 ci siano persone che indossino ancora la pelle di animali scuoiati, ammantandosi della morte di esseri viventi e senzienti” concludono all’associazione animalista.


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