I genitori dell’asilo Villa Dufour e della elementare Sbarbaro: «No ai patti di collaborazione. La manutenzione del verde scolastico tocca al Comune»

«È evidente che ci stiamo sostituendo al Comune in un compito che non ci compete. Questa situazione non può continuare: la gestione degli spazi scolastici deve essere responsabilità dell’amministrazione pubblica, e non può essere trasferita alle famiglie, che non possono e non devono garantire continuità nella gestione degli spazi pubblici»

I genitori della Scuola dell’Infanzia Villa Dufour e della Scuola Primaria Sbarbaro di Genova manifestano una forte opposizione alla proposta del Municipio VI di istituire un Patto di Collaborazione con le famiglie per la manutenzione dei giardini scolastici.

«Riteniamo inaccettabile che la cura ordinaria degli spazi pubblici, specialmente quelli scolastici, venga affidata al volontariato, piuttosto che essere garantita dalle autorità competenti. Prendiamo atto dell’incapacità del Municipio di assicurare una manutenzione regolare e adeguata, anche in luoghi frequentati quotidianamente dai bambini, che necessiterebbero invece di maggiore attenzione e sicurezza – dicono i genitori della Scuola dell’Infanzia Villa Dufour e della Scuola Primaria C. Sbarbaro -. In aggiunta, vogliamo ricordare che i Patti di Collaborazione dovrebbero servire come strumenti per permettere ai cittadini di proporre progetti e miglioramenti; non devono essere imposti dall’alto come soluzioni a problemi che l’amministrazione non riesce a risolvere».
«Con rammarico, alcuni di noi aderiranno al Patto di Collaborazione solo per la cura delle aree circostanti, affinché i nostri figli non perdano l’opportunità di realizzare un orto didattico quest’anno scolastico – spiegano mamme e papà -. Tuttavia, è evidente che ci stiamo sostituendo al Comune in un compito che non ci compete. Questa situazione non può continuare: la gestione degli spazi scolastici deve essere responsabilità dell’amministrazione pubblica, e non può essere trasferita alle famiglie, che non possono e non devono garantire continuità nella gestione degli spazi pubblici. Abbiamo gratitudine per i genitori che, con senso di responsabilità, hanno offerto il loro aiuto per migliorare il verde della scuola, ma questa disponibilità non può diventare la soluzione all’inefficienza amministrativa. Il volontariato non deve riempire le lacune della gestione pubblica né risolvere problemi strutturali. Inoltre, notiamo una chiara disparità di trattamento: mentre si trovano risorse per la manutenzione delle aiuole di Viale Brigate Partigiane, presso Cornigliano e nelle scuole dell’infanzia del nostro quartiere si preferisce delegare compiti ai cittadini. Questo è un approccio politico che favorisce l’estetica di alcune aree cittadine a discapito delle reali necessità delle famiglie e dei bambini. Anche noi, infatti, paghiamo le tasse e abbiamo diritto a servizi essenziali dignitosi».
«I genitori insegnano ai propri figli a rispettare gli spazi comuni e a non sporcare, ma non possono e non devono farsi carico della pulizia e della manutenzione, responsabilità che spettano all’amministrazione pubblica – concludono gli stessi genitori -. Pertanto, chiediamo che il Municipio VI si assuma le proprie responsabilità, garantendo risorse e interventi adeguati per la cura degli spazi scolastici, e non limitandosi a trasferire il problema sui cittadini».
Aggiornamento: la presidente del Municipio Cristina Pozzi smentisce che ci siano state proposte di patti di collaborazione.
«La pulizia dei giardini della scuola Sbarbaro-Dufour è sempre stata ed è tutt’ora in capo ad ASTER, che tra l’altro ha già da tempo in programma uno sfalcio previsto per martedì prossimo – scrive la presidente sulla sua pagina Facebook -. Nel caso di criticità particolari è sempre stata cura del municipio sollecitare Aster ad interventi straordinari, e così sarà in futuro. Sarebbe molto interessante capire chi ha messo in giro notizie false su inesistenti e nemmeno pensati patti di collaborazione per screditare il Municipio e, quel che è peggio, ingannare i genitori della scuola».
Di fatto, il Municipio è citato solo per quella che i genitori ritengono la scarsa manutenzione del verde, mentre il patto sarebbe stato proposto dalla scuola comunale
La risposta dei genitori al Municipio alla presidente Pozzi: «Il patto di collaborazione è stato proposto dalla scuola comunale per la realizzazione dell’orto didattico nelle fasce sottostanti all’interno del parco. È una zona abbandonata. Ci sono dei giochi rotti, delle siringhe, della spazzatura, un cancello malmesso, è proprio brutta quella zona lì. E quindi con l’idea di riqualificare quella zona lì, la scuola ha fatto questa proposta didattica. Il Comune ha detto “non abbiamo soldi”, non abbiamo risorse per fare niente. Noi genitori abbiamo detto: “Ci tappiamo il naso, ma per i nostri figli, ce lo digeriamo, ma non deve essere una soluzione per la manutenzione ordinaria del verde della villa. Perché il parco è sporchissimo e i bambini frequentano quella zona lì tutti i giorni perché anche la stessa scuola li porta fuori perché è dentro questo parco».
«Noi non vogliamo privare i nostri figli e le nostre figlie di un’opportunità didattica, per cui digeriamo questa parte del patto di collaborazione sulle fasce e prendiamo atto che il comune però non è in grado di poterlo fare con proprie risorse – proseguono i genitori -, ma non vogliamo che diventi una soluzione, che sia quella poi la soluzione ai problemi che ci sono dentro quel parco. Detto questo, era stato anche proposto un po’ di mesi fa un incontro tra i referenti del Municipio e noi i genitori, poi questo incontro è sfumato. Noi rimaniamo disponibili a incontrarci, a parlarne e discutere».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.