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Che fine ha fatto il presepe di Crevari? Interrogazione di Rita Bruzzone: «Pezzi esposti a Tursi non rientrati»

Lo storico allestimento non era stato riproposto, lo scorso anno, perché i locali e i meccanismi non erano adeguati alle norme di sicurezza. La consigliera Pd chiede anche all’assessora Bordilli «quali eventuali risorse pubbliche siano state utilizzate» per recuperarlo

Oggi approda in consiglio un’interrogazione della consigliera Dem Rita Bruzzone che riguarda il presepe di Crevari. In occasione dello scorso Natale, alcuni meccanismi erano stati esposti in un allestimento ristretto e non molto scenografico nel cortile di Palazzo Tursi.

All’epoca, sulla vicenda aveva presentato un’interrogazione il consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre, alla quale aveva risposto l’assessora alle Tradizioni Paola Bordilli: «Ne abbiamo parlato sia con il parroco sia con la curia – aveva risposto l’assessora -. Il punto è che ci sono problemi di sicurezza sia per i locali sia sulla parte meccanica del presepe, molto bella e articolata ma vetusta. Abbiamo fatto un sopralluogo anche con la Regione e stiamo lavorando per capire come fare in breve periodo perché manca solo un mese e mezzo a Natale. Sicuramente faremo una mostra fotografica sia a Tursi sia a Crevari. Contemporaneamente stiamo lavorando perché abbiamo visionato i blocchi del presepe e stiamo studiando soluzioni per poter metterne alcuni in sicurezza anche a Tursi e nella sede della Regione». In Regione non arrivarono mai e nel palazzo del Comune fu allestita una piccola esposizione.

«È una storia che risale allo scorso anno – spiega, ora, Bruzzone -. Il Presepe di Crevari è stato smontato e con grande dispiacere dei crevarini rimosso anche dal suo sito. Dopo un articolo di giornale, la Bordilli anche rispondendo ad una interrogazione di del consigliere Vacalebre ha detto che se ne sarebbe occupata lei. Ha fatto portare alcuni pezzi a Tursi e li ha fatti montare in fondo allo scalone. Voglio sapere, anche a nome dei miei compaesani, dove sono finiti i pezzi e soprattutto se hanno speso soldi pubblici per qualcosa che pubblica non è. Lo faccio ora perché ci avviciniamo a Natale e a Crevari non ci sarà comunque più il Presepe che era sì di proprietà della chiesa, ma era considerato da tutti come bene comune».

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