Elezioni regionali 2024 

Bucci apre la campagna elettorale: «Io ci metto la faccia, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo insieme per la Liguria»

Dall’hotel Bristol Marco Bucci, con l’intera coalizione del centrodestra, ha presentato ufficialmente la sua candidatura a presidente di Regione Liguria. Il suo intervento e quello di tutti i leader dei partiti che lo sostengono

All’evento hanno partecipato tutti i rappresentanti dei partiti e delle liste che sostengono la candidatura di Marco Bucci: Matteo Rosso per Fratelli d’Italia, Edoardo Rixi per la Lega, Carlo Bagnasco per Forza Italia, Ilaria Cavo per Noi Moderati, Carmelo Cassibba per Vince Liguria, Gianni Vassallo per Orgoglio Liguria e Umberto Calcagno per l’Udc. «In platea e anche fuori dalla sala tanta gente che sostiene Bucci e crede in questa scelta» recita una nota del candidato presidente.

«Adesso dobbiamo costruire i prossimi vent’anni della Liguria con progetti ben definiti, non discorsi sulle nuvole – ha dichiarato Bucci -. Parliamo di infrastrutture, sanità, ambiente, sviluppo economico e turismo. Io ci metto la faccia, i liguri quando vedono qualcuno che si tira su le maniche e lavora, lo apprezzano e gli vogliono bene. Sono qui per questo con i partiti, le liste civiche e tanti sindaci: tiriamoci su le maniche e lavoriamo insieme per il bene della Liguria».

«I miei discorsi non rimangono nella storia perché, come mi conoscete in tanti, non sono certamente un buon redattore – ha detto Umberto Calcagno per l’Udc -, però alla chiusura della campagna elettorale e delle scorse regionali quando ho aperto il mio breve intervento ho fatto un passaggio molto importante sul sindaco Bucci, dove ringraziavo Marco per l’attività che aveva svolto, portando anche un po’ il discorso più sul Sindaco che sul Governatore, perché la sede era regionale, però avevo tenuto in quell’occasione lì, era la prima occasione pubblica che avevo, di ringraziare Marco per il lavoro che già in quegli anni aveva svolto su Genova. Perciò un applauso a Marco ovviamente! Ci siamo, l’Udc c’è come sempre, fortemente ancorati nel centro-destra come è la nostra ispirazione, siamo un partito di centro, ci conoscete, non vorrei scendere nel programma anche perché ci hanno dato tre minuti e io penso che neanche l’Udc… Pronto mi sentite? Allora riprendo, dicevo che la nostra scelta del centro-destra è una scelta storica, non è una scelta di oggi, ci siamo, abbiamo appoggiato Marco Pucci alle scorse comunali in modo convinto e vedete, la nostra presenza vuole essere soprattutto su alcuni temi ai quali teniamo in particolare, che si sono già discussi anche nel programma che sarà presentato, la sanità e il sociale sono i due temi che a noi appartengono e ai quali teniamo di più. Credo che sia una guerra dura questa volta, una battaglia dura, non c’è nulla di scontato, dall’altra parte abbiamo un campo largissimo, largo, ristretto, non si capisce bene ma penso che noi dobbiamo solo pensare a essere una squadra come lo siamo sempre stati, non siamo un insieme per vincere ma siamo una squadra convintamente sui valori, sui principi e soprattutto sulle cose da fare».

«Orgoglio e Liguria è una lista di uomini e di donne che hanno fatto percorsi diversi, uomini e donne che hanno fatto percorsi diversi ma le hanno fatte sempre all’interno di un’unica cultura politica, quella del riformismo e della moderazione – ha detto Gianni Vassallo per la lista Orgoglio Liguria -. Essere moderati non vuol dire parlare piano e avere un pensiero tenue, vuol dire che la politica deve entrare nella vita delle persone, della scuola, dell’economia, nello sport con moderazione, non deve essere invasiva perché se è invasiva si chiama ideologia che è il contrario della buona amministrazione e del rispetto del libero arbitrio delle persone e questo è l’altro orgoglio, quello che noi abbiamo la consapevolezza che viviamo in un momento fondamentale. Genova ha abbandonato la tristezza, ha abbandonato il processo di deindustrializzazione e insieme alla Liguria sta costruendo una realtà che significa governare i cambiamenti, una città moderna che governa le cose che succedono e questo è un problema perché se si ferma questo processo non è che ne facciamo un pezzo, finisce, ma non è una mania, non è una paura, è già successo, quando nel 1990 alla giunta di pentapartito si sostituì una giunta con Claudio Burlando, vicesindaco e assessore all’urbanistica, la prima scelta fu quella di decidere di restituire i soldi che l’assessore regionale Ugo Signorini aveva progettato per la realizzazione della bretella Voltri-Rivarolo, la prima scelta fu quella, c’erano i soldi e i soldi sono stati mandati via, perché? Perché c’era una sottocultura verde, ma soprattutto perché Genova doveva rimanere isolata, doveva rimanere uno stagno oppure come diceva quel grande della politica della Prima Repubblica, una città al tramonto dove con il sole alle spalle anche i nani hanno l’impressione di essere dei giganti perché vedono le loro ombre allungarsi. Ed è successo di nuovo nel 2005 quando alla giunta Biasotti si è sostituita la giunta Burlando. Sto parlando dell’ILVA, c’era un accordo raggiunto per cui al comune di Genova sarebbero arrivate delle aree, il presidente Burlando stabilì che quelle aree dovevano andare a Riva, bisognava regalarle e oggi quelle aree servirebbero per reindustrializzare quella città, aree vicine al mare che sarebbero di interesse non solo del porto ma soprattutto di quelle aziende ad alta tecnologia che hanno bisogno del porto per trasferire con velocità le loro merci e le loro produzioni. Il tema è che di là non sono d’accordo su niente e quindi anche se si sforzassero non riuscirebbero a trovare un accordo su niente. Anche lo stesso PD, e lo dico avendo di fronte alcuni uomini e donne del PD che sono stati buoni amministratori e tanta gente per bene, ma hanno rinnegato la loro cultura riformista, hanno rinnegato la possibilità di guidare delle trasformazioni e anche il loro passato amministrativo. Alla ricerca dei comitati del no hanno perso quel poco di riformismo che avevano. A parte la diga e il terzo valico sono contrari a tutto, ma bisogna che ce lo ricordiamo perché l’impianto che chiude il ciclo dei rifiuti a Scarpino nasce con la giunta Perico e si sviluppa con la giunta Vincenzi. Non è stato fatto niente ma l’idea c’era. Allo stesso modo il trasferimento dei depositi chimici, la gronda, nascono durante la giunta Vincenzi, non l’hanno fatto perché non sono stati capaci ma adesso sono contrari. E ancora la funivia che va dalla stazione marittima ai porti nasce nella seconda giunta Pericu. Cosa vuol dire? Vuol dire che sono riusciti a rinnegare loro stessi. Il tema non è quello della decrescita felice perché la decrescita felice è paura e nostalgia. Qui è peggio, è la decrescita garantita. È la decrescita dove tutti stanno male, ma quelli che stanno bene continuano a stare bene perché Genova è uno stagno in cui nuotano sempre i soliti pesci. Noi abbiamo di fronte la possibilità di ribaltare. Qual è l’orgoglio? L’orgoglio è che i nostri figli possano raccontare fra tanti anni ai loro nipoti che c’è stato un tempo in cui Genova ha ritrovato la propria forza ed è diventata una città moderna, bella che governa le trasformazioni che ci sono e non le subisce e dire ai loro nipoti che c’è stato un sindaco che poi è diventato presidente della regione e che ha guidato una serie di persone. Fra queste persone c’era mia nonna, c’era mio nonno».

«Sicuramente è una grande soddisfazione non soltanto per noi ma soprattutto per il nostro candidato presidente della regione, Marco Bucci che io conosco molto bene, condividiamo delle sedute piuttosto accese in Consiglio Comunale – ha detto Carmelo Cassibba per Vince Genova -. Non posso che dire bene di quest’uomo che veramente in sette anni ha saputo trasformare una città che credo sia sotto gli occhi di tutti e il progetto è quello di trasformazione anche della nostra regione. Non possiamo tornare indietro, dobbiamo andare avanti. Le liste civiche che, come qualunque altra tornata elettorale, accompagnano il candidato presidente in questa tornata nascono proprio dall’esigenza di persone, della società civile soprattutto, che vogliono dare il loro contributo. Molte volte abbiamo sentito anche delle affermazioni dire che i partiti sono più importanti e le liste civiche lo sono meno e viceversa. Io credo che sia i partiti politici sia le liste civiche siano complementari l’uno all’altro. Noi abbiamo bisogno dei partiti politici e le liste civiche sono necessarie ai partiti politici perché questo assolutamente dà la possibilità a tutte quelle persone della società civile di mettersi in gioco, di dare il loro contributo. Noi abbiamo bisogno di professionalità, di impegno e soprattutto di forza perché la forza che sta trasmettendo Marco Bucci a tutti noi deve essere restituita in termini di voti e impegni. Quindi uscendo di qua, per cortesia, il nostro compito sarà quello di diffondere il progetto, il programma del futuro presidente della regione perché questa regione ha voglia di cambiare, ha voglia comunque di continuare un percorso che è iniziato già nove anni fa. Non dobbiamo dimenticarlo, non dobbiamo dimenticare che comunque questa regione è stata amministrata per nove anni bene. Questo non bisogna mai dimenticarlo, non si può buttare via tutto, non bisogna mai rinnegare, non bisogna dimenticare e quindi bisogna proseguire su quella strada. E Marco Bucci è la persona in grado di portarci alla vittoria».

«Lo vedete c’è anche il simbolo di Noi Moderati tra i simboli della coalizione – ha detto Ilaria Cavo -. Partecipiamo in maniera convinta ovviamente a questa importante sfida, lo facciamo con i nostri candidati all’interno di una delle liste civiche, all’interno della lista vince Genova, lo facciamo con quello che è lo spirito di Noi Moderati, con uno spirito che già abbiamo sperimentato in altre regioni che è quello di abbinarci alle liste civiche, di ascoltare, di rappresentare amministratori e territorio. Ho ascoltato molte parole rispetto alla moderazione che condivido ovviamente pienamente e ho ascoltato molte parole rispetto all’importanza e al valore del civismo. Noi abbiamo una sfida importante davanti e anche una grossa responsabilità come coalizione. Pensiamo al 2015. Nel 2015 il 30% dei Liguri viveva in comuni amministrati dal centro-destra, dalla coalizione che tutti insieme qui stiamo rappresentando. Oggi questa percentuale è completamente invertita, sono il 70% i Liguri che in questo momento stanno vivendo in amministrazioni rappresentate dalla nostra coalizione. Certo in molti casi rappresentate da amministrazioni che si ispirano a liste civiche, che si ispirano al civismo. Noi vogliamo dare il nostro contributo, lo facciamo appunto con i nostri candidati, lo facciamo con il supporto che diamo alla lista, alla lista vince Liguri e che diamo ovviamente insieme a tutta la coalizione al nostro candidato, al nostro sindaco e candidato presidente Marco Bucci. Ma quello che abbiamo davanti è molto chiaro, è già emerso anche dai discorsi, dalle dichiarazioni di chi mi ha preceduto. Noi abbiamo davanti Orlando che continua a dire che bisogna cambiare tutto. Noi invece sosteniamo che da quando il partito di Orlando non amministra più questa regione è già cambiato tutto e dobbiamo avere la forza di dirlo e di rivendicare tutto quello che in questi nove anni è stato fatto, le cose buone che sono state fatte. Lo diceva prima Carmelo e quindi proseguo con questo ragionamento. E mi fa piacere visto che il nostro candidato, il nostro Marco Bucci ha aperto questa campagna elettorale con dei post che sono significativi, che raccontano di misure che sono state portate avanti dalla giunta Toti e che sono misure che hanno lasciato il segno. Pensiamo alle misure attuate nei bonus per rendere gratuiti gli asili nidi. Pensiamo alle misure che hanno reso possibili gli abbonamenti scontati per gli studenti, gli abbonamenti dei treni. Pensiamo a quel patto del lavoro sul turismo, io ci avevo lavorato insieme ai colleghi assessori, che tanta occupazione in quel settore ha portato. Sono alcuni esempi di un percorso tracciato che può continuare e che tutti insieme possiamo portare avanti e che vogliamo portare avanti. Ci hanno detto, hanno provato a dirci, noi abbiamo detto che loro sono i signori del no, loro hanno detto, ha provato a dirlo Orlando, che noi siamo i signori del no. Non è vero, noi siamo i signori del sì e continuiamo a esserlo tutti in maniera convinta. Io parlo ovviamente a nome del partito che rappresento e sì vuol dire sì, sì alle infrastrutture. Proprio oggi arrivano notizie importanti, ad esempio sulla Gronda, ma possiamo parlare di tutte le infrastrutture in cui crediamo. La diga è stata citata prima e l’elenco è lungo. Siamo quelli del sì, quelli del sì in maniera chiara e senza contraddizioni. Il sì per la crescita di questa regione, il sì per la promozione di questa regione, il sì per il sostegno alle imprese, perché solo promuovendo ricchezze e facendo in modo che la ricchezza qui si produce si può redistribuire ricchezza, altrimenti tutto questo non è possibile. Il sì ai grandi progetti della rigenerazione urbana, lo siamo stati tutti insieme per nove anni e vogliamo continuare ad esserlo. I signori del sì, i signori del fare, i signori del fare bene. L’opposto di quello che dice la coalizione avversaria e non dobbiamo dimenticarcelo e dobbiamo continuarlo a raccontarlo a tutti, perché chi vuole credere e continuare a credere nella crescita, nel cambiamento e nella crescita di questa regione non ha altra scelta che sostenere Marco Bucci, il nostro sindaco e candidato presidente. Chi vuole tornare indietro, chi vuole tornare alla Liguria grigia, alla Liguria autoreferenziale, alla Liguria spenta, ha un candidato perfetto che è Andrea Orlando, che da quella storia proviene. Noi, noi tutti, ma noi moderati, siamo per una Liguria che continua a crescere, per una Liguria che vince. Siamo per Marco Bucci»

«Marco Bucci ti metti un applauso – ha detto Carlo Bagnasco di Forza Italia -. Sei una persona eccezionale, io ho avuto il piacere di collaborare con te cinque anni in quanto vice sindaco metropolitano, un’esperienza unica, un’esperienza che ci unisce, un’esperienza di quel fare, ma di quel fare bene per la nostra Liguria. E poi, quando i giornalisti ti chiedono perché ha appoggiato Marco Bucci, Marco Bucci ha tantissime qualità, io naturalmente sono suo sponsor, ma la qualità numero uno di Marco Bucci, primo che non è neanche da dire, è una persona di un’età intellettuale unica, e ho avuto proprio il piacere di conoscerla, ma non in ultimo, è un sindaco, ed essere sindaco, detto, io sono di parte Marco perché sono un ex sindaco, ma è veramente, ho qua un altro grandissimo sindaco del nostro paese che è Claudio Scaiola, grazie Claudio per essere presente, solo noi, io sono un ex sindaco, però qualche anno l’ho fatto anch’io, ho fatto dieci anni, solo noi sappiamo la grossa differenza, perché fare il sindaco è un valore aggiunto, e il nostro antagonista non è mai stato sindaco, è un politico, tu sei un sindaco, un sindaco del fare, il sindaco è il frontman di una città, con tantissime problematiche, e tocca veramente la realtà dei cittadini, questo è veramente un punto a favore che abbiamo noi, molto molto importante, e che secondo me deve essere valorizzato al massimo, Marco Bucci è un sindaco. L’ultima cosa, vi voglio bene, Forza Italia è una, io sono sempre stato legato a Forza Italia, io voglio ringraziare Alberto Cirio che non è presente, che ha dato una grossa mano in questo momento, assai complesso, grazie Alberto, e voglio ringraziare Claudio Scaiola che sei qua presente, per la tua testimonianza, ma anche per la tua partecipazione, che ci hai dato una mano. Forza Italia questa volta si vede con te, ma al tuo fianco, e Forza Italia sarà, e questo te lo posso garantire, mi prendo l’impegno, con te sarà veramente una forza moderata, ma ti darà un contributo vincente, e sicuramente assieme noi vinceremo con Forza Italia. Grazie Forza Italia, grazie Marco Bucci, e Forza Italia con la doppia cifra, di più».

«Intanto ringrazio tutte le persone che sono venute e anche quelle che non sono potute entrare, perché forse Marco un errore è che abbiamo preso una sala troppo piccola – ha detto Edoardo Rixi, segretario della Lega in Liguria -. Lo dico perché anche se oggi era una giornata dove il tempo, soprattutto da chi veniva fuori, e ringrazio il sindaco d’Imperia per essere qua tra noi, perché oggi viaggiare, lo dico da viceministro delle infrastrutture, per la Liguria non è particolarmente semplice. Quando c’è un’alerta meteo, ci sono problemi dal punto di vista delle previsioni meteorologiche, è ancora peggio, quindi essere così tanti vuol dire che se ci fosse stato il sole saremmo stati anche il doppio. E quindi questo fa ben sperare. Io voglio ringraziare intanto i sindaci, gli amministratori, voglio ringraziare tutti i militanti del mio partito, tutti quelli che mi sostengono e mi hanno sostenuto, soprattutto anche in un’idea un po’ malsana per quanto riguarda le forze politiche, cioè dire che noi Liguri abbiamo bisogno di qualcuno che venga al territorio. La Liguria, lo diceva prima Vassallo, è in un momento particolare. Dopo tanti anni in cui non si facevano le opere, abbiamo iniziato otto anni fa con un’aggiunta regionale a rimettere a Liguria le opere pubbliche, le cose al centro del programma di governo di una regione, poi l’abbiamo messo al centro di governo del comune di Genova, poi di tanti altri comuni, di Spezia, del comune d’Imperia, di tanti altri comuni e da questo punto di vista credo che oggi ci sia anche un governo amico che ha cercato di investire su questo territorio perché di qua passerà lo sviluppo non della Liguria ma dell’intero paese per i prossimi 30-40 anni. Quindi noi abbiamo anche un compito in più, salvaguardare gli investimenti. Prima si ricordava quello che è successo sulla gronda di Genova e mi fermo lì perché poi quella scelta decine di anni dopo è costata la vita a 43 persone. Ma quello che dico è che oggi se non facciamo delle scelte coraggiose, non pensiamo al futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, noi ci troveremo in situazioni analoghe in questa regione tra 15-20 anni perché se non avremo la gronda e l’attuale sede autostradale tra 15-20 anni non riuscirà ad andare ancora avanti con lavori di manutenzione straordinaria, se non rifaremo interi viadotti e gallerie, se non sarà pronta un’opera non potremo gestire i flussi di traffico in crescita, non potremo incrementare i posti di lavoro in città, non potremo incrementare il porto, così il terzo valico. Negli ultimi tre anni abbiamo scavato di più che negli ultimi 15 nel terzo valico. È evidente che ci vuole un territorio amico, anche che delle volte deve affrontare dei momenti di crisi perché tutti vogliono la strada, poi lo sa il sindaco Scajola, quando si apre un cantiere a tutti gli dà fastidio il cantiere. Allora noi dobbiamo fare in modo che i cantieri durino il meno possibile e ci sia il meno disagio possibile per i cittadini e per questo abbiamo bisogno di amministrazioni locali attente che non gli hanno dimostrato quei fatti di saper fare. Guardate gli stessi che oggi si presentano dall’altra parte. Io vorrei ricordare, sono stati gli stessi che nel momento più critico di questa regione, quando c’è stata la tragedia del Ponte Morandi nel 2018, in Parlamento hanno votato contro il decreto Genova che ha portato aiuti straordinarie a questo territorio, ha consentito di ricostruire un manufatto fatto negli anni settanta e quattro anni e mezzo in meno di due anni. Abbiamo messo un modello virtuoso al servizio del paese che viene studiato in Italia e all’estero e lo stiamo portando avanti in tutte le parti del paese. Sarebbe folle rinunciare a tutto questo per cosa? Per andare a inseguire una visione ideologica che porta, qualcuno diceva, a una decrescita felice? Ma io credo che porti semplicemente la voglia di qualcuno che per tanto tempo non si è occupato di questa regione, perché anche quando era ministro, lui la cosa che ha fatto in Liguria, se lo ricordano, è per aver chiuso due tribunali, quello di Chiavari e quello di Sanremo. In realtà l’ha chiuso il governo Letta, lui da ministro ha detto che glieli apriva, stiamo ancora aspettando ad oggi la riapertura dei tribunali e non vorrei che quando si parla di riforma sanitaria quello che qualcuno vorrebbe fare è ridurre il numero dei posti letto e dei plessi ospedalieri, perché mi ricordo l’ultima giunta burlando cosa ha fatto sugli spedali delle nostre vallate. Quindi da questo punto di vista credo che invece quello che noi stiamo costruendo con fatica e con lavoro di tutti i giorni sia una credibilità a livello istituzionale, a livello locale, a livello di forze politiche che devono essere al servizio del territorio, non il territorio a servizio delle forze politiche. E’ questo che è cambiato. Quando io dico che il centrodestra in Liguria deve essere insieme alle viste civiche, insieme agli amministratori locali che guardano con più fiducia noi che non gli altri, è perché noi dobbiamo dare la forza che possiamo avere essendo partiti a livello nazionale al nostro territorio di portare risorse, investimenti, di dare finalmente risposta a tutti quei Liguri che ancora oggi sono bloccati in autostrada perché vent’anni fa qualcuno ha bloccato l’infrastruttura in questa regione. Quindi è evidente che va fatto con costanza e quindi io ringrazio Marco Bucci perché di questo è un emblema. Marco Bucci non aveva bisogno di fare il sindaco, non aveva bisogno di fare il governatore, potrebbe fare mille altre cose nella sua vita, ha deciso di occuparsi di questo perché è un fatto che altri politici non hanno e purtroppo soprattutto dall’altra parte mi sembra che non abbiano se non utilizzerebbero toni diversi, tirerebbero fuori i programmi e non lancerebbero invece calunnie o utilizzare altri sistemi per cercare di minare la fiducia delle persone. Quello che dico è che oggi Marco è una persona che ha dimostrato da sindaco di utilizzare il cervello ma di utilizzare anche il cuore perché questa terra, questo Genova, la Liguria deve essere amata, le varie province devono essere amate. Io tutte le volte che vado in provincia d’Imperia la cosa che mi dà più fastidio è vedere la diversità della cura che c’è stata in Costa Azzurra per anni nella provincia d’Imperia che l’Italia l’ha sempre considerata come l’ultima provincia dell’Impero. Questo deve finire, da Sarzana a Ventimiglia dobbiamo essere tutti una grande regione dove non esiste una città centrale o le comunità locali che vengono lasciate da sole nelle vallate, dobbiamo essere un sistema integrato che parla col mondo perché siamo la regione più bella del mondo e solo noi non ce ne accorgiamo spesso ma quando la gente viene fuori dice se foste raggiungibili se aveste fatto le infrastrutture che dovevate fare vent’anni fa oggi voi vivreste di eredità. Ecco, non lo possiamo fare noi oggi, noi dobbiamo oggi impegnarci perché lo possano fare i nostri figli e i figli dei nostri figli perché io credo che un territorio bello come la Liguria, capace come la Liguria di generare lavoro e di essere resiliente contemporaneamente è un territorio che va aperto al mondo, non deve essere chiuso. A me fa paura quando ancora adesso qualcuno dice che le infrastrutture sono un problema, che non bisogna fare progetti innovativi perché non si sa dove vanno a fare, mi ricordano quelli che non volevano Genova dei camerieri e poi alla fine ci siamo trovati Genova che non ha più né operai, né camerieri, né turismo. Oggi siamo in una situazione diversa, noi dobbiamo avere tutto, ogni mestiere deve essere riconosciuto di uguale importanza, ma dobbiamo essere una città che si apre al mondo. Stanno arrivando i cavi e io mi sto occupando di farli metterli nel mar rosso in posti particolarmente difficili. Il cavo che arriva su Genova cambierà completamente la percezione di questa regione sul mondo. Abbiamo tantissimi giovani che nei prossimi anni potranno finalmente tornare a lavorare qua. Abbiamo bisogno di portare avanti lo sviluppo. Quindi io ringrazio Marco perché si è messo a disposizione, ringrazio tutti i sindaci della Liguria, dei capoluoghi, ma anche i sindaci piccoli, quelli di 500-600, migliaia di abitanti che sono dei veri avamposti della nostra amministrazione nelle vallate più sperdute, dove spesso basta una frana per isolarli per delle giornate intere. Ecco, tutte queste persone devono essere trattate come eroi, devono essere portate avanti a livello nazionale un aiuto complessivo. Di queste cose mi sembra che di là non gli importi a nessuno, perché mi sembra che fino adesso più che insulti non fanno. E questo a me da Ligure dispiace sinceramente, perché io non vado a chiedere quando do l’incarico a qualcuno l’attessare di partito che ha, io mi aspetto che dall’altra parte si discute e si inizia a discutere sui temi, di come vogliamo la sanità, di come si può migliorare l’industria, il turismo, le opere pubbliche, se è giusto fare un’opera oppure no, ma con dei dati e confrontiamoci su questi. Quindi grazie a tutti, grazie Marco. Io decido di candidarmi perché non lo voglio essere solo, ma vedo che qua se qualcuno cerca di pensare che noi ci dividiamo, le divisioni sono solo dall’altra parte. Quindi noi andremo avanti e porteremo avanti le istanze del nostro territorio come abbiamo sempre fatto. Grazie e un abbraccio a tutti voi e spero di vedervi sempre più tanti in queste manifestazioni, perché abbiamo veramente bisogno di tutti, perché questa non è una campagna elettorale normale, questo è il progresso del futuro dei nostri figli, dei figli dei nostri figli e delle future generazioni, contro chi invece vorrebbe farci migrare. E io dalla Liguria non ho intenzione di migrare».

«Grazie davvero di cuore a ognuno di voi per essere qua questa sera, perché adesso siamo tantissimi e si dà sempre per scontato, ma fino a qualche ora fa la preoccupazione ci può essere se le cose non vanno bene, invece siete tantissimi quindi a ognuno di voi un grazie immenso, un grazie immenso a te Marco, Marco te lo dico davvero col cuore – ha detto Matteo Rosso, segretario regionale di Fratelli d’Italia -. Quante volte abbiamo discusso anche animatamente ma il mio carattere a volte è un po’ burrascoso, il tuo non è da meno, ma tra persone per bene si discute anche. Io ti dico un grazie immenso davvero perché non solo hai un coraggio da Leoni ma dimostri l’amore non solo per Genova ma ora per Liguria che è eccezionale, davvero noi ti seguiremo con grande entusiasmo. Sarà una campagna elettorale io temo parecchio cattiva, molto cattiva, io ho avuto degli incontri già in questi giorni perché loro stanno alzando gli animi in maniera, lo vedete, aggressivi sul personale, una cosa vergognosa mi permetti di dire, un mio vecchio maestro io lo parodi che tu ricorderai Claudio, mi diceva sempre la politica non deve essere mai sul piano personale ma deve rimanere sui contenuti e invece vergognosamente ora loro lo stanno trasformando in attacchi personali. Io l’ho vissuto l’altra sera in un’area di Genova un po’ più vicino alla sinistra sono stato quasi aggredito fisicamente è un clima che non vedevo da anni ma noi reagiremo siamo determinati e non abbiamo paura davvero perché siamo convinti di andare avanti bene con te Marta. Fratelli d’Italia non vicina, vicinissima e lo dico con grande chiarezza l’hai detto tu Giorgia Meloni ti ha chiamato e noi abbiamo un partito ringrazio tutti tutti quelli presenti anche in Forza Italia stasera tutti i nostri attivisti se Giorgia Meloni dice una cosa noi la facciamo perché siamo una grande squadra un grande partito e noi lo dico dal primo all’ultimo se c’è un solo tesserato di Fratelli d’Italia che non crede in Marco Bucci lasci il partito ma non per cattiveria se la nostra leader ha preso la decisione noi la rispettiamo e soprattutto la condividiamo con tutto il cuore quindi grazie Marco avanti tutta davvero noi siamo tutti contenti».

«Perché si vota? Si vota per il futuro – ha detto Claudio Scajola, sindaco di Imperia -. Si vota per scegliere chi ci deve governare. Ma perché dall’85% delle percentuali degli elettori si è arrivati al 50%? Perché gli elettori non credono più di votare per il futuro, credono di votare per persone che per professione occupano un posto. Quello che noi dobbiamo fare in questa campagna elettorale è proprio recuperare quel 50% che non vuole votare facendogli capire che la scelta che abbiamo individuato è una scelta di cui parla la storia personale: uno che fa e parla poco, la scelta che ha motivato tutti e ha creato entusiasmo, di Marco Bucci come candidato presidente. È proprio questa abbiamo bisogno in questa regione di fare e di proseguire le scelte ha detto molto bene Ilaria che ha raccontato che non partiamo da zero da zero si partiva nel 2015. Noi partiamo da cose fatte e credo che si debba perdere anche la timidezza che abbiamo di fronte agli attacchi degli altri. Se tantissime cose sono state fatte fino ad oggi in Liguria e alcune le ha elencate Ilaria si devono all’impegno forte di Toti e dobbiamo ringraziare Toti per il lavoro che ha svolto non dobbiamo avere la paura di fare i conformisti di fronte ad un’agenda che ci vogliono dettare gli altri non abbiamo nulla di cui vergognarci non ha nulla di cui vergognarsi Toti e quelli che hanno lavorato con lui questo è un principio che è il principio che ci deve separare dalla giungla e cioè da quel modo per cui se cade uno si apre uno spazio per me. Questa giungla non deve appartenere assolutamente a questo centro-destra. Noi partiamo con cose fatte, con un percorso da conseguire e proseguire Marco è la presunzione giusta. Sono girati tanti nomi sui candidati tante cose hanno creato anche anche degli sguardi o delle delusioni che sono venute, ma sono state solo per pochi giorni. Credo che come ogni squadra che vuole vincere, e noi non vogliamo partecipare noi vogliamo vincere questa campagna elettorale e per vincere questa campagna elettorale si mette in campo chi in quel momento si ritiene più utile a quella battaglia e in questo momento la persona forse unica che poteva svolgere questo ruolo facendo un suo sacrificio personale è Marco Bucci. Ma questo ci porta a fare un’ulteriore considerazione: Marco Bucci e questo è noto e dobbiamo chiarirlo sempre nella campagna elettorale non ha fatto la corsa per fare il presidente della Regione, Marco Bucci ha fatto e ha messo a disposizione se stesso per un servizio che il servizio è quello che dovrebbe accomunare tanti di noi che dovrebbe accomunare tutti noim che non sempre succede e quindi questo è un altro motivo della nostra campagna elettorale. On conclusione ci sono 266 comuni in Liguria, ci sono i più grandi e i più piccoli Genova è il più grande Arno è il più piccolo con 105 abitanti. Tutti questi comuni hanno bisogno di sentirsi rappresentati nella campagna elettorale. Marco il percorso che farà e sta già facendo è quello che dopo avanti Genova ci sarà avanti Liguria girerà in tutta la Liguria per far cogliere che è un percorso che ci deve vedere tutti insieme accomunati. Io credo che sarà una campagna come tutte, complicata, ogni campagna elettorale è cattiva basta leggere i libri di storia di quello che succedeva nel ’46 nel ’48 nel ’53 basta vedere quello che è successo a Genova nel ’60 in Piazza dei Ferrari. Le campagne elettorali sono cattive ma vince chi riesce a rappresentare meglio le proprie ragioni anche nei modi che è quello che diceva molto bene Vassallo nella sua introduzione. E i modi sono quelli del buon senso dell’equilibrio del sapersi rapportare confrontando gli argomenti. Faccio un’ultima raccomandazione da provocatore vinceremo queste elezioni perché ci metteremo l’impegno a tutti perché ciò possa succedere anche quelli fra tantissimi sindaci che non si riconoscono nel centro-destra ma che ritengono che dalla parte di là ci sia un agglomerato che al di là della figura di Orlando è composta dalla sinistra massimalista estrema che non ha pari in altre regioni d’Italia. Non possiamo dare la Liguria ad essere governata da costoro al di là della figura dello stesso presidente, è un agglomerato che litigherebbe e che porterebbe avanti tesi che sono di arretratezza e non di futuro. Ecco perché molti sindaci e così sono state fatte molte liste, credo quasi, tutte hanno cercato di andare a pescare le persone che forse non si riconoscerebbero pienamente in un ragionamento di carattere politico ma si riconoscono in un atteggiamento del fare e di concretezza. Ed è per questo che il percorso di Marco sarà di continuare l’opera di quello che si è costruito migliorando, modificando dove si è sbagliato, ma sono certo che abbiamo fatto la scelta migliore quindi questo campionato – e manca soltanto un mese – sappiamo di farlo con la squadra migliore che si poteva mettere in campo».

«È indubbio che stiamo sforando tutti i criteri di sicurezza in questa stanza non ho mai visto tante persone come oggi come stasera quindi grazie a tutti voi per essere venuti e per essere qui – ha detto Marco Bucci, candidato presidente del centrodestra -. Se volete sapere con sincerità non mi sarei mai immaginato di essere qui stasera. Come ha detto Claudio ci sono stati tanti avvenimenti ho ricevuto quella famosa telefonata verso le 7 di sera ho avuto una fantastica cena con mia moglie di cui hanno parlato anche i giornali che è qui presente e dopo questa fantastica cena e un paio di telefonate con i miei figli alla fine abbiamo deciso. Abbiamo una grande sfida che non è soltanto quella di vincere le elezioni e soprattutto come avete detto voi e l’ha detto benissimo Claudio, il sindaco d’Imperia: abbiamo il dovere di non lasciare la regione Liguria in mano a persone che certamente la distruggerebbero o farebbero esattamente quello che hanno fatto negli anni passati. È vero che mi ha convinto la Presidente del Consiglio, ma c’è veramente la voglia di poter garantire per i propri figli un futuro la voglia di poter garantire per le future generazioni e tutti i cittadini di Liguri a loro bisogna garantire il futuro e il futuro non è quello della decrescita felice non è quello dei signori del no non è quello di quelli che pensano che possiamo andare avanti così senza impegnarci è soltanto come avete detto voi prima – e vi ringrazio – alla ricerca di un posto di lavoro non è questo l’obiettivo l’obiettivo di chi fa amministrazione pubblica è quello di servire ovvero sia noi siamo come dicono gli anglosassoni dei “civil servants”, dei servitori civili, e lo facciamo per le persone lo facciamo per i cittadini non lo facciamo per noi stessi altrimenti avremo tante altre cose da fare siamo qui tutti perché abbiamo una coscienza civica e civile che ci dice che dobbiamo servire i cittadini. Questa è una grandissima differenza e la si vede in come ci si comporta in come si parla negli insulti che mi arrivano tutti i giorni, dal delinquente o altre cose, che, vedete, sono veramente una dimostrazione di non solo di scarsa capacità politica tra virgolette ma soprattutto di scarsa capacità umana e il fatto che questo venga anche dalla Presidente la Segretaria del Partito Democratico italiano mi ha colpito quando l’ho letto stamattina mi ha proprio colpito perché vuol dire che proprio non sono capaci, non ce l’hanno nel sangue, non ce l’hanno nel DNA e per noi questa è una grande differenza io chiedo a tutti voi di fare una campagna alla grande che vuol dire? Vuol dire vincere ovviamente, dobbiamo vincere ma vuol dire anche comportarsi bene a cominciare da sottoscritto che talvolta si fa venire come si dice, i “fumassi” a cominciare da sottoscritto. Perché quello che dico a tutti voi poi in realtà lo dico anche a me stesso mantenersi calmi ragionare sempre sulle cose sto dicendo la cosa seria il che vuol dire portare la conversazione sui fatti la nostra forza quello che abbiamo costruito in questi sette anni a Genova è il fatto che abbiamo ridato fiducia ai genovesi che venivano da un’amministrazione pessima il cui obiettivo era lavoriamo sul declinio Genova è una città in declinio noi dobbiamo gestire il declinio. Ecco questo è il nostro obiettivo noi abbiamo dato la fiducia ai genovesi e ora vogliamo dare la fiducia a tutti i Liguri che il futuro è nelle mani dei Liguri non è nelle mani di qualcun altro non è nelle mani di Roma il futuro è nelle mani dei Liguri e sono i Liguri che hanno la possibilità di costruire tutte le cose importanti che ci sono in Liguria e di fare il bene dei propri figli delle future generazioni guardate questa è una cosa importantissima ci siamo riusciti noi abbiamo un background, abbiamo dei fatti alle spalle che ci dicono che siamo capaci a farlo, cosa che non posso dire degli altri il loro futuro il loro passato non ha mai fatto amministrazione non ha mai costruito qualcosa per la nostra regione e quando lo potevano fare a Roma hanno fatto esattamente il contrario come la storia dei Tribunali che ha appena citato Edoardo. Quindi voglio dire abbiamo anche le prove del fatto che non sono capaci a farlo e noi soprattutto abbiamo le prove di quello che abbiamo fatto. Ora quali sono gli obiettivi principali come sapete noi vogliamo faremo cioè non è che faremo stiamo già facendo tra qualche giorno lo pubblichiamo un programma un programma che dice la visione della Liguria dei prossimi 10-20 anni perché dobbiamo cominciare a farla adesso, non dobbiamo farla tra 20 anni dobbiamo adesso costruire quello che sarà nei prossimi 20 anni questo è il nostro dovere e faremo la visione della Liguria. A questa metteremo una serie di progetti ben definiti, non discorsi sulle nuvole ma progetti definiti, che riguardano innanzitutto le infrastrutture che è la priorità numero uno della nostra regione, la sanità che è un altro criterio fondamentale perché come sapete se vogliamo essere la regione di più alta qualità di vita la sanità è fondamentale per avere qualità di vita per cui la sanità. L’ambiente: abbiamo la regione più bella del mondo l’ha detto Edoardo io sposo assolutamente questa affermazione ma dobbiamo conservarlo bene quest’ambiente con le infrastrutture e tutto quello che facciamo dobbiamo fare in modo che anche l’ambiente venga conservato. Dobbiamo lavorare sullo sviluppo economico, ma lo sviluppo economico in senso moderno non è soltanto un discorso finanziario o di far venire qua tante aziende a Genova l’abbiamo fatto abbiamo portato qui le aziende che lavorano sui cavi sottomarini e su tutto il mondo internet cosa che non aveva mai fatto nessuno e di questo ne siamo orgogliosissimi e serviranno per tutta la Liguria non solo per Genova, ma lo sviluppo economico deve essere definito da tre componenti principali: l’ambiente l’abbiamo detto, non deve distruggere l’ambiente deve essere un sviluppo ovviamente economico e finanziario, ma soprattutto deve essere sociale se facciamo sviluppo economico questo deve toccare tutte le categorie dei cittadini. Non possiamo pensare che lo sviluppo economico come qualcuno ha fatto in passato eh che tocca soltanto una categoria. No deve toccare tutti in funzione delle proprie capacità, della propria responsabilità e di quello che si riesce a fare, ma alla fine tutti devono beneficiare di questo innalzamento della nostra regione abbiamo tutte le qualità per poter avere una regione che è il posto più bello dove vivere lavorare e trascorrere il tempo libero. E non lo dico perché ci sono affezionati lo dico perché è vero abbiamo tanta gente che sta venendo in Liguria per vivere, abbiamo tanta gente che sta venendo – i numeri di Genova li conosco benissimo quella Liguria noi la approfondiremo tra poco – ma c’è questo flusso di gente che comincia a ritornare qua da noi proprio perché ci sono tante opportunità di lavoro, sì vive benissimo voi sapete che la vita in Liguria è in genere più lunga della vita delle altre regioni d’Italia e questi sono vantaggi enormi. La provincia con la più lunga vita è Imperia. Non possiamo far finta di niente, non possiamo lasciare queste cose nelle mani di chi non vuole nessuna infrastruttura e vuole una crescita felice quindi il messaggio per tutti voi è tiriamoci su le maniche e lavoriamo. I Liguri quando vedono qualcuno che si tira su le maniche ci mette la faccia e lavora vi assicuro che lo apprezzano io me ne sono reso conto in questi sette anni quando le persone ci mettono la faccia e si tirano su le maniche e fanno vedere che lavorano i Liguri li vogliono bene nonostante il loro caratteraccio e quindi a tutti voi voglio dare due messaggi semplici ovviamente. Il programma sarà distribuito a tutti e sarà mandato a tutti i Liguri però ci sono due cose che mi aspetto da voi che siete i leader che siete i trascinatori di questa campagna elettorale da voi mi aspetto prima di tutto un comportamento adeguato su quello che dicevamo prima non fatevi trascinare nelle trappole di chi lavora soltanto da punto di vista personale non fatevi trascinare nelle trappole. E poi chiedo a tutti voi di fare una campagna invece personale con le persone di guardare le persone negli occhi i vostri amici quelli che stanno vicino a voi ognuno di voi ha almeno 500 o 1000 amici parliamoci chiaro li conoscete guardate soltanto quante persone avete nella rubrica del telefono sarebbe bellissimo che voi riusciste a parlare con tutti questi e a convincerli se ne convincete il 50% come diceva prima il sindaco dell’imperio Claudio, ne convinciamo tutti a andare a votare potremo arrivare anche a 60,65% e se convinciamo tutti non c’è secondo, vinciamo assolutamente noi quindi abbiamo questo compito parlare con le persone che ci sono vicine guardandoli negli occhi e dicendogli veramente che noi col cervello e col cuore vogliamo una Liguria che sia la prima regione al mondo questo è il messaggio che vorrei che tutti voi desti a tutti i nostri Liguri e sono sicuro che faremo veramente un gran bel lavoro. E poi punto numero 3 quando avremo vinto le elezioni non siamo da soli, abbiamo bisogno nuovamente di tutti voi, abbiamo bisogno che voi ci stiate vicino abbiamo bisogno che voi ci diate idee, collaborazioni cose da fare, messaggi, aiuto nel circolare nella nostra regione perché si vince tra il 27 e il 28 ottobre, ma si vince veramente per i 5 anni dopo ed è per questo che abbiamo bisogno di tutti. Se poi prima di uscire qualcuno parla un attimo con mia moglie e dice due parole mi è fatto un piacere».

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