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Sacerdote arrestato per violenza sessuale su minori e prostituzione minorile, la Curia: «Dolore e vicinanza a chi ne è stato vittima»

Il sacerdote, direttore della Scuola elementare e della Fondazione Assarotti, presidente di Fidae Liguria (Federazione di scuole cattoliche primarie e secondarie) e parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova a Finale, avrebbe abusato sessualmente di un chierichetto dodicenne “donandogli” poi abiti firmati, ricariche sulla Postepay e videogiochi

Agli arresti domiciliari in una comunità del levante della città è finito padre Andrea Melis, sessantenne sacerdote scòlopio, originario di Cagliari, ma da anni nella nostra regione. Le accuse sono di violenza sessuale su minorenne, prostituzione minorile e tentata violenza aggravata, quest’ultimo reato perché avrebbe regalato a due ragazzini una sigaretta elettronica tentando poi di baciarli. La notizia si legge oggi sul Secolo XIX. Nella casa del sacerdote è anche stata effettuata una perquisizione da parte dei Carabinieri, coordinati dal pm Federico Panichi, che hanno sequestrato farmaci contro la disfunzione erettile, ma anche vestiti firmati e una fornitura di sigarette elettroniche, presunti “premi” per il giovane (o i giovani, saranno le indagini a stabilirlo) molestati.

Durissima la posizione dell’Arcidiocesi genovese che salta a piè pari la presunzione d’innocenza stabilita dalla legge italiana fino a condanna: «In merito a quanto riportato su mass media locali in data 3 agosto circa l’arresto di padre Andrea Melis, dei Padri Scolopi, accusato di abusi su minori, si esprime il dolore per i fatti denunciati e la vicinanza a chi ne è stato vittima e ai loro familiari – si legge su una nota firmata da monsignor Silvio Grilli, coordinatore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi -. Quando a suo tempo si è avuto notizia dei fatti poi denunciati, l’Arcidiocesi di Genova, la Diocesi di Savona e l’Ordine Religioso hanno prontamente avviato la procedura canonica prevista in questi casi, informando il competente Dicastero Vaticano. Nei confronti del religioso sono stati presi da tempo i provvedimenti previsti dalla legge canonica e si è collaborato con le forze dell’ordine».

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