Lordata la lapide dei caduti sestresi per la Libertà. L’Anpi: «Vile profanazione»

«Per il termine “assassini” hanno scelto il luogo più pertinente per ricordare come in quella piazza, piazza Baracca, come purtroppo in molti altri luoghi, il sangue di quattro partigiani di cui ebbero timore a rivendicarne l’uccisione, motivò un popolo intero nel ricacciarli nella fogna della storia»

«Vile profanazione alla lapide dei Caduti Sestresi per la Libertà». La denuncia viene da Anpi Genvova e Anpi Sestri Ponente. Che continuano «Nottetèmpo, con la vigliaccheria che li contraddistingue, estimatori del ventennio hanno profanato la memoria della Resistenza sestrese lordando le lapidi che ricordano i Caduti per la Libertà nella lotta al nazifascismo. È evidente che la reiterata presa di distanze dall’Antifascismo da parte di pezzi delle istituzioni, ringalluzzisce coloro che erano e sono solo dei capponi.
È altresì dirimente come a pretesto dell’imbrattamento venga utilizzata quello specchio di moralità che fu Claretta Petacci, segnale questo di una incapacità totale di elaborare un pensiero che possa essere preso in considerazione».

«Sul termine “Assassini” – aggiunge, ancora l’Anpi – hanno scelto il luogo più pertinente per ricordare come in quella piazza, piazza Baracca, come purtroppo in molti altri luoghi, il sangue di quattro partigiani di cui ebbero timore a rivendicarne l’uccisione, motivò un popolo intero nel ricacciarli nella fogna della storia. Gli antifascisti sestresi, anche in questa occasione, dopo il dovuto ripristino della decenza sulle lapidi, parafrasando Calamandrei affermano che, “morti e vivi collo stesso impegno ci ritroviamo intorno a quel monumento che si chiama Ora e Sempre Resistenza».


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