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Abbonamento gratuito Amt e treni a pagamento, utente tenta di comprare l’annuale a 295 euro, ma il sistema non glielo consente. Un altro pasticcio

Capito che avrebbe dovuto pagare ogni volta 2,20 euro per prendere i treni urbani, l’uomo ha provato a sottoscrivere online l’abbonamento ordinario a pagamento, il sito rifiuta di venderglielo. La stessa cosa è successa a una mamma che non ha potuto fare l’abbonamento online dopo aver registrato quello del figlio minore di 14 anni. La vicenda, già abbastanza allucinante di suo, si arricchisce di altri disservizi per l’utenza dopo le code alle biglietterie e alla gratuità totale promessa, ma non mantenuta

Lorenzo (lo chiameremo così, anche se non è il suo vero nome, per garantirne la privacy) ha 70 anni, abita in un quartiere del ponente ed è pensionato. Non è un nonno a basso reddito: era manager in una grande azienda internazionale e la sua pensione non è certo la minima. Sono in tanti a godere come lui dell’abbonamento gratuito, indipendentemente dal reddito. Basta avere 70 anni e questo anche se ci sono famiglie di persone più giovani che non mettono insieme il pranzo con la cena e devono pagare.

Lorenzo non è nemmeno un nonnetto imbranato con l’informatica come una consistente parte degli over ’70. Era, infatti, il manager della sicurezza digitale di quella grande azienda. Come dire?… sa il fatto suo. Eppure s’è dovuto arrendere davanti al sito di Amt: il problema non è saperci fare o non saperci fare, il problema è il programma online per gli abbonamenti.

Ma facciamo un passo indietro: Lorenzo s’è ritrovato il 15 gennaio sul Citypass in suo possesso (quello in cui in passato caricava gli abbonamenti a pagamento) l’abbonamento gratuito. Ha fatto due conti e ha capito che ogni volta che avesse messo piede su un mezzo di trasporto pubblico prima delle 9:30 avrebbe dovuto pagare il biglietto da 2 euro, costo aumentato di parecchio rispetto a prima.

Poi il pasticciaccio del mancato accordo con Trenitalia, che vanta un credito nei confronti di Amt di svariati milioni di euro, quasi 23,5 perché il contratto prevede 4,7 milioni l’anno e Amt sono quasi 5 anni che non versa la quota. Nonostante questo – e non si sa come -, qualcuno dell’azienda di trasporto pubblico locale e del livello politico e amministrativo che la governa ha pensato che l’impresa statale avrebbe assorbito anche la gratuità promessa e sbandierata agli utenti over ’70 e under 14 da Amt e dal Comune in diversi comunicati stampa e sul sito internet dell’azienda. Così non è stato e Lorenzo, che già era propenso a pagare un abbonamento ordinario per tagliare la testa al toro, capito che ogni volta che avesse preso un treno urbano avrebbe dovuto pagare 2,20 euro per il biglietto, s’è messo al computer per rinnovare il suo abbonamento annuale oneroso scaduto alla fine del 2023. Ma il sistema Amt non glielo ha consentito. È comparsa la scritta che diceva “Citypass non ancora rinnovabile”, cioè abbonamento già in corso di validità, quello gratuito.

Ha quindi tentato un escamotage, disiscrivendosi completamente, cioè cancellando la sua iscrizione al sito in modo da potersi iscrivere di nuovo. Così ha fatto, ma il sistema ha ricordato il suo codice fiscale e di nuovo è comparsa la maledetta scritta “Citypass non ancora rinnovabile”.

Ha compreso che non l’avrebbe spuntata, s’è rassegnato ad andare a una biglietteria Amt a “discutere di persona del caso” e ha preso appuntamento in via Avio, la più vicina, ma non c’erano appuntamenti disponibili prima del 9 febbraio. In attesa della gratuità, scattata il 15 gennaio, racconta, Lorenzo aveva usato biglietti integrati quando doveva usare i mezzi pubblici nei primi giorni del mese. Per febbraio, alla luce dei fatti, voleva attivare l’abbonamento ordinario a pagamento a 295 euro, ma non gli è stato consentito. S’è rassegnato ad acquistare all’edicola un abbonamento mensile a 48 euro e, sempre che la biglietteria Amt risolva quel che online non gli è consentito di risolvere, potrà usufruire dell’abbonamento annuale solo dal 1º marzo. Ora si chiede se non proseguendo il vecchio abbonamento scaduto il 31 dicembre (quello che come tutti aveva pagato 395 euro) potrà o no usufruire del mese aggiuntivo garantito (almeno così c’è scritto sul sito Amt, ma dopo le recenti vicende forse è meglio non prendere per oro colato quel che vi si legge) per chi rinnova l’abbonamento.

In sostanza, per Lorenzo l’abbonamento gratuito di Amt ha rappresentato solo disagi, tempo perso e spese aggiuntive.

Più o meno la stessa cosa è accaduta a una mamma, nostra lettrice, che ha registrato l’abbonamento del figlio, che ha meno di 14 anni. Questo viene richiesto dal sistema. Quando ha cercato di sottoscrivere il suo abbonamento, a pagamento, il sistema ha risposto che un abbonamento c’era già e non l’ha lasciata proseguire. Anche lei dovrà andare alla biglietteria, in questo caso quella di Brignole: ha già preso appuntamento, rimettendoci tempo e ore di lavoro, perché l’orario dell’ufficio Amt coincide col suo. E in attesa dell’abbonamento ha pagato anche lei un mensile il cui prezzo, con la nuova tariffazione, è schizzato verso l’alto.

È evidente che il sistema informatico, come se non bastasse il caos burocratico e amministrativo andato in scena negli ultimi giorni, non è adeguato e crea disagi agli utenti.

Per quanto riguarda il “caos abbonamento integrato”, caso esploso venerdì scorso, Città Metropolitana fa sapere di aver «Convocato un incontro sul tema della bigliettazione integrata Amt – Trenitalia». Per mercoledì prossimo.

«Su specifica richiesta del consigliere delegato al trasporto pubblico, Claudio Garbarino, mercoledì 31 gennaio alle ore 11 presso Città Metropolitana, è stato convocato un incontro urgente sul tema della bigliettazione integrata AMT-Trenitalia – recita un comunicato della Città Metropolitana stessa -. Alla riunione sono stati invitati i rappresentanti di Città Metropolitana, Comune di Genova, Amt e Trenitalia».

«Abbiamo deciso di convocare un tavolo con tutte le parti coinvolte per affrontare un tema urgente – dice Garbarino -. Spero che questo incontro porti a soluzioni concrete e praticabili per le fasce di età under 14 e over 70. Il nostro obiettivo è migliorare l’accessibilità e l’efficienza del nostro sistema di trasporto pubblico, e credo che possiamo farlo lavorando insieme, non solo per quanto riguarda il trasporto ferroviario nel Comune di Genova ma prevedendo, per quanto compete al nostro Ente, soluzioni di bigliettazione integrata con Trenitalia nell’intera area metropolitana, che si estende da Cogoleto a Moneglia e, a nord, fino a Isola del Cantone e Rossiglione». Non è vero, però, che sono state invitate tutte le parti in causa: non è invitata la Regione, ma la tariffazione è proprio in capo alla Regione, committente del servizio. A una riunione senza la Regione, Trenitalia non può decidere alcunché autonomamente.

Si aggiunge un’altra puntata all’avvincente telenovela dell’abbonamento integrato promesso e non mantenuto che nei giorni scorsi ha visto l’assessore regionale Augusto Sartori ricordare che la responsabilità sarebbe di Comune, Città Metropolitana e Amt; l’assessore Matteo Campora ricordare che gli atti relativi erano a carico non di Tursi, ma di Città Metropolitana e Amt; il consigliere delegato Garbarino chiamare in causa Amt ricordando che la partita non è solo di Città Metropolitana. Giova ricordare che Comune, Città metropolitana e Regione hanno identico segno politico.

Chissà se l’apertura, da parte di Garbarino, di un discorso allargato a tutto il territorio metropolitano (e non solo sull’area urbana), anche a fronte dell’ingente debito verso Trenitalia già accumulato da Amt, agevolerà oppure ostacolerà le trattative che, comunque, non potranno avvenire senza la Regione, esclusa dalla convocazione di Garbarino.

Intanto i pensionati genovesi over ’70 e i genitori degli under 14 che usano anche il treno per spostarsi ed evitare di trascorrere ore sul bus continuano a pagarsi 2,20 euro di biglietto, giorno dopo giorno. E così sarà fino alla fine della trattativa.

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