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Regione, altri 30 mila euro per il restauro della “Circoncisione di Gesù” di Rubens di proprietà dei Gesuiti

L’opera è esposta nella Chiesa del Gesù di piazza Matteotti. I fondi si aggiungono ad altri 30mila euro già destinati. All’annuncio presente anche il sottosegretario Vittorio Sgarbi, direttore artistico della Fondazione Pallavicino. La Fondazione finanzierà un volume sul dipinto. Il critico d’arte ha annunciato: «A maggio, per i Rolli Days, mostra con le opere di Antonio Canova Palazzo Interiano Pallavicino». Il sottosegretario cura la mostra “Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca” in esposizione oggi alla ex Cavallerizza Ducale di Lucca ed è presidente e membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno

Ulteriori trentamila euro per promuovere il restauro “La Circoncisione’ di Pietro Paolo Rubens realizzata nel 1605 per l’altare maggiore della Chiesa del Gesù in piazza Matteotti a Genova. Sono stati stanziati dalla Giunta regionale per volontà del presidente Giovanni Toti e si vanno ad aggiungere ai precedenti 30.000 già stanziati per un totale di 60.000 euro che serviranno per realizzare un intervento conservativo in grado di garantirne il pieno stato di salute e una maggiore godibilità. Risorse stanziate attraverso una norma del disegno di legge collegato al bilancio 2024 che concede un ulteriore contributo alla Casa del Gesù per portare avanti un restauro tanto importante quanto complesso.

Un progetto di recupero a cui si affianca l’iniziativa della Fondazione Pallavicino ETS, sostenendo i costi per la ricerca e la pubblicazione di un volume che traccia la storia del capolavoro del barocco europeo che è anche una delle opere d’arte in assoluto più importanti che si conservano in Liguria e a Genova.
La curatela del volume è affidata ad Anna Orlando, ideatrice del progetto di restauro del dipinto.

I contenuti del volume – la storia della famiglia committente e della commessa; l’analisi materiale e stilistica dell’opera e la sua importanza nell’ambito dell’arte sacra pubblica dell’età barocca; le analisi tecniche e del restauro – sono in parte necessari all’avviamento delle vere e proprie operazioni di restauro e dunque messi a disposizione del costituendo comitato di esperti che è necessario per l’avvio e per le operazioni del restauro stesso. Il comitato è stato istituito da Regione Liguria e coordinato da Luca Parodi, responsabile del Settore Cultura di Regione Liguria e vi è prevista la presenza, oltre a Orlando, anche di un rappresentante del Segretariato regionale del Ministero della Cultura e di uno della Soprintendenza, oltre al legale rappresentante della Casa del Gesù.

“La voce cultura nel nostro bilancio regionale è una delle più importanti, con 12 milioni di euro nel 2024 investiti per le nostre realtà culturali e in questa cifra c’è un nuovo finanziamento di 30.000 euro da destinare al restauro dell’opera della Circoncisione del Rubens per un totale di 60.000 euro – spiega la coordinatrice delle politiche culturali della Regione Jessica Nicolini – Tutto questo deriva dalla necessità di salvaguardare un bene eccezionale e particolarmente significativo per la storia del patrimonio artistico ligure che, una volta ritornato al suo posto, sull’altare maggiore della Chiesa del Gesù, sarà maggiormente fruibile da tutta la comunità. Inoltre la decisione della Fondazione Pallavicino di affiancare al progetto di restauro del capolavoro genovese di Rubens, proprie iniziative ci onora e ci gratifica, rendendo evidente una volta di più come gli interventi di un ente pubblico possano innescare meccanismi virtuosi con ricadute culturali importanti”.

“Questo progetto editoriale pone la Fondazione in prima linea nel contributo privato alla valorizzazione del patrimonio culturale pubblico – dichiara l’avvocato Daniela Anselmi, vicepresidente della Fondazione Pallavicino ETS – e lo fa con un intervento molto specifico che collega la storia della città a quella della famiglia del nostro presidente e fondatore, il principe Domenico Pallavicino. In questo modo – aggiunge Anselmi – possiamo anche presentarci a un pubblico internazionale con una nostra specificità, fondata sul rilievo storico e di committenza artistica degli antenati del Principe, tra i più importanti e intraprendenti committenti del patriziato nelle Genova del “Siglo de Los Genoves”, tra il Cinquecento e il Seicento”.

«Si concretizza con questo nuovo impegno di ricerca e la scelta dello stesso editore del catalogo di quella mostra di successo nasce anche con la volontà di dimostrare, come per il restauro anche con un libro, che ciò che semina una mostra sul territorio non finisce con la chiusura dell’evento espositivo» dichiara, tra le altre cose, Orlando.

L’opera della “Circoncisione” è una monumentale tela (492X277 cm) collocata sull’altare maggiore tra due grandi colonne di marmo nero trasportate apposta, nello stesso 1605, dalla cava di Framura. L’iconografia della Circoncisione , un rito durante il quale a ciascun bambino ebreo viene assegnato il nome, era centrale nella catechesi dell’Ordine dei Gesuiti. A Genova la Compagnia del Gesù divenne assai potente dopo il 1545 e non è un caso che fosse legata a una delle più influenti famiglie del patriziato genovese, i Pallavicino.

Collocata in piazza Matteotti nel cuore della città, a due passi da Palazzo Ducale, la Chiesa dei Gesuiti fu costruita tra la fine del Cinquecento e l’inizio dei Seicento con i fondi messi a disposizione dai figli di Agostino Pallavicino: ben 400.000 scudi d’oro per costruire il nuovo scrigno del barocco e l’annessa Casa Professa dei Padri Gesuiti. Tra i figli di Agostino Pallavicino vanno ricordati Marcello, gesuita e sovrintendete dell’intera operazione, il poeta Giulio, di cui è presente un ritratto di Rubens nella mostra del Ducale e Nicolò Pallavicino, il principale banchiere del Duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga di cui Rubens era pittore di Corte.

Oggi, all’annuncio della seconda tranche di fondi dalla Regione per il restauro, c’era anche il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che ha annunciato per maggio, nei giorni dei Rolli Days, una mostra a Palazzo Interiano Pallavicino (Palazzo dei Rolli e sede della Fondazione) con alcune opere di Antonio Canova, massimo esponente del Neoclassicismo affiancate da alcune opere della collezione dello stesso Sgarbi. L’obiettivo è quello di aprire nel palazzo cinque sale con le opere della Fondazione attualmente custodite in un caveau.

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