Oggi a Genova 

Fallimento Aspera, la Gdf esegue misure cautelari e interdittive nei confronti di nove persone

Un comunicato della Procura, firmato dal procuratore Nicola Piacente, spiega che le accuse mosse dalla Procura stessa (parzialmente accolte dal gip, che ha principalmente ravvisato la causazione con dolo o per effetto di operazioni dolose quali le falsità in bilancio il fallimento dell’azienda) riguardano bancarotta fraudolenta per distrazione e per dissipazione, false comunicazioni sociali, bancarotta impropria da false comunicazioni sociali ed auto-riciclaggio

I finanzieri del Nucleo Operativo Metropolitano del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova, all’esito delle indagini svolte relative al fallimento dell’Aspera S.p.A, hanno eseguito perquisizioni e dato esecuzione a misure cautelari ed interdittive nei confronti di nove persone emesse dal gip presso il Tribunale di Genova, che ha parzialmente accolto le richieste avanzate dalla procura della Repubblica: arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore delegato della SPA fallita, l’architetto e imprenditore Alex Amirfeiz; divieto di esercitare la professione di commercialista nonché imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche nei confronti di cinque persone; divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche nei confronti degli altri tre indagati). Otto delle persone sottoposte ad indagini rivestivano incarichi nel consiglio d’amministrazione e nel collegio sindacale della fallita, il nono indagato ricopriva l’incarico di revisore legale. Oltre ad Amirfeiz sono indagati Gianluca Accomazzo, Paolo Grasso, Carlo Moriani, Luca Verdino, Carlotta Testino, Roberto Maria Benedetti, Riccardo Costa e Carlo Laganà. Il gip ha altresì disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie e dei beni dell’amministratore delegato della Aspera SPA fino all’importo di circa 3.300.000,00 euro.

L’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Genova ai fìnanzieri del Nucleo Operativo Metropolitano è stata diretta ad approfondire i contenuti della relazione prodotta dal curatore fallimentare, ai sensi dell’art. 33 della legge fallimentare. Sono stati effettuati accertamenti anche mediante l’esame della copiosa documentazione acquisita sui rapporti commerciali intrattenuti dalla SPA fallita con le società a questa collegate. Le indagini, sì sono altresì concentrate sulle società facenti capo all’amministratore delegato della fallita. Secondo la GdF e la Procura della Repubblica, in molti casi nei passaggi di denaro tra le società, non è stato possibile individuare valide ragioni economiche che giustificassero tali operazioni. Gli investigatori hanno analizzato i bilanci e libri contabili societari accertando numerose operazioni oggetto dì contestazione, tra le quali: la completa svalutazione di crediti maturati nel tempo e stralciati nell’ultimo bilancio prima del fallimento, l’effettuazione di pagamenti su conti transitori privi di giustificazione contabile, l’esecuzione di.bonifici per finanziamenti infruttiferi e successiva rinuncia al credito maturato, la indebita svalutazione di rimanenze.

A partire dal 2015 l’Aspera S.p.A non è stata in grado di far fronte in maniera regolare alle proprie obbligazioni a causa di un progressivo depauperamento del patrimonio sociale e, attraverso l’esposizione in bilancio di fatti rilevanti non rispondenti al vero, ha impedito ai terzi creditori di avere la piena consapevolezza sulla reale condizione debitoria. L’attività investigativa, comunque suscettibile di ulteriori vagli, ha permesso altresì di accertare: un’esposizione debitoria a carico della fallita a partire dal 2014 e fino al fallimento del 2018, pari a circa 18 milioni di euro di debiti, nonché la prosecuzione dell’attività imprenditoriale omettendo, senza che si provvedesse alla convocazione dell’assemblea per l’adozione di provvedimenti urgenti che avrebbero fatto emergere il grave stato d’insolvenza.

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