Oggi a Genova 

Delfino di nuovo in tribunale, ma come parte lesa. A processo un detenuto accusato di estorsione e lesioni nei suoi confronti

Un altro detenuto è già stato condannato in primo grado a 10 anni di reclusione per lesioni ed estorsione aggravata

Questa volta Luca Delfino, l’assassino della fidanzata Antonella Multari, oggi, scontati 16 anni di pena, nella Rems di Villa Caterina a Pra’ perché semi infermo di mente e socialmente pericoloso, non sta sul banco degli imputati. Stavolta è la vittima. I fatti risalgono al 2018, quando Delfino era detenuto nel carcere di Pontedecimo dove, oltre alle donne, scontano la pena i condannati per reati a sfondo sessuale o, che hanno colpito bambini o, come nel caso specifico, le donne.

Lì, due detenuti lo avrebbero picchiato costringendolo a comperare per loro alimentari, abiti e tabacco. Gli avrebbero anche estorto del denaro. In un caso, Delfino era stato anche picchiato e gli aggressori avevano messo in atto un tentativo di strangolamento con una maglietta. Uno dei due è già stato condannato in primo grado l’altro, quello oggi a processo, una volta uscito dal carcere era stato a lungo irreperibile ed è stato solo di recente rintracciato.

Delfino ha spiegato di non aver reagito per non essere allontanato da Pontedecimo, vicino alla residenza dei genitori che così potevano andare a trovarlo quando possibile, e perché non voleva incorrere in un prolungamento della pena e nella perdita dei benefici per la buona condotta. In aula, assistito dall’avvocato Riccardo Lamonaca, ha testimoniato a propositi dei fatti che sono accaduti nel carcere genovese e ha ripetuto di essere cambiato.

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