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Caso Muma, Bucci difende il bando per volontariato. La Cgil: «Non è conforme al regolamento comunale. Venga subito ritirato»

Il Sindaco, in consiglio comunale, ricorda le 1.416 assunzioni in due anni a Tursi a fronte di un solo volontario a stipendio zero e annuncia che i volontari aumenteranno: «Genova è la città che ha più volontari di tutti e ne siamo orgogliosi». Luca Infantino, segretario della Fp Cgil, dice che il Regolamento comunale del Volontariato non prevede la forma indicata dal bando. E intanto il “caso Muma” sbarca sui giornali nazionali e viene accolto con sgomento dalle organizzazioni, associazioni e gruppi social dei lavoratori della cultura

«La legge consente di assumere a tempo determinato o indeterminato, di usare i volontari o il Servizio Civile che tra poco in Comune porterà 661 giovani – ha detto ieri Marco Bucci, rispondendo in Consiglio Comunale -. Chi, parlando del bando, pensa a un problema economico (cioè di risparmio n. d. r.) non ha capito come funziona il Comune. Non si tratta di un lavoro a tempo pieno come dice la minoranza (si tratta di 16 ore a settimana n. d. r.). Il Comune ha diritto di “assumere” volontari. Noi li prendiamo. Genova è la città che ha più volontari di tutti e ne siamo orgogliosi».

L’impressione è che il sindaco Marco Bucci si sia trovato a gestire in Consiglio Comunale una frittata ormai fatta, un’iniziativa voluta dal Muma (allo stato attuale col consiglio di amministrazione scaduto da mesi e che non può operare in prorogatio) per coprire il posto lasciato vuoto da una dipendente andata in pensione, sostituita da un’altra in distacco con professionalità ed esperienza nell’archivistica e giustamente destinata all’archivio fotografico dell’istituzione museale comunale. È vero quel che dice Bucci e, cioè, che le assunzioni in Comune sono state davvero molte, a coprire l’emorragia di dipendenti in pensione anche con “quota 100”. Il metodo è stato quello di coprire l’organico con vero lavoro, questo è evidente dai numeri snocciolati dal Sindaco. Anche nei musei, che a fronte di tanti pensionamenti, hanno visto anche alcuni concorsi e nuovo personale inserito. Proprio per questo l’impressione è che il bando sia un pastrocchio (ormai sbarcato sulle pagine nazionali dei quotidiani) sfuggito di mano una volta arrivato agli onori delle cronache e che Bucci si è trovato a dover gestire quando l’onda di indignazione, che travalica il gioco dei ruoli della politica, era ormai uno tsunami. Un’iniziativa figlia di un altro bando, sempre al Muma, che l’anno scorso ha portato altre due persone a lavorare gratis (in “volontariato” senza rimborso, mentre altri volontari delle associazioni, come l’Associazione Carabinieri, lo hanno) per 12 mesi, per l’archivio ora fortunatamente in carico a una dipendente con solida professionalità. La coperta, però, è corta e forse c’è chi l’ha voluta tirare non seguendo la linea messa in atto, come dimostrano le 1.416 assunzioni, dall’Amministrazione. E invece di andare a chiedere al Personale del Comune, a fronte del carico aggiuntivo della gestione del Mei (il Museo dell’Emigrazione è gestito dal personale Muma) una persona in più, magari attraverso un bando interno al personale comunale, ha inventato il bando per “volontariato” a costo zero basandosi sul fatto che esiste un regolamento sul volontariato del Comune di Genova, ma senza far troppo riferimento al suo contenuto. C’è da dire, per amor di verità, che sul primo bando, quello dello scorso anno, nessuno aveva alzato un sopracciglio.

E proprio sul regolamento approvato dal Consiglio Comunale nell’aprile scorso punta la sua attenzione la Fp Cgil.

Cosa dice il regolamento? Costituendo un albo di persone disponibili, nel titolo II, articolo 5, ai punti 2 e 3 recita che:

2. Lo svolgimento delle attività di volontariato non costituisce né prefigura, dichiaratamente, tacitamente o di fatto, un rapporto di lavoro subordinato con l’Amministrazione Comunale, né potrà supplire ad eventuali carenze di organico qualificandosi come titolo ai fini dell’accesso a posizioni di pubblico impiego di qualsiasi natura, ma si inserisce in un’ottica meramente complementare e di collaborazione per arricchire la qualità dei servizi esistenti o per sperimentare forme di intervento innovative.
3. Le attività oggetto del presente Regolamento rivestono carattere occasionale, non essendo i/le volontari/e vincolati/e da alcun obbligo di prestazioni lavorative con il Comune.
[Qui il link al regolamento]

Secondo il sindacato, sta di fatto che l’impegno che il bando chiede al volontario va a sovrapporsi esattamente a quello della persona andata in pensione, andando proprio a supplire una carenza di organico. Il lungo rapporto coordinato e specifico del primo e secondo bando del Muma, per il segretario Luca Infantino, non configura quello che dovrebbe essere un rapporto occasionale e vincola, stabilendo un impegno minimo per tutta la durata del “volontariato”, un obbligo di prestazioni lavorative espressamente escluso dal regolamento. inoltre, sempre secondo la Fp Cgil, non si tratta né di arricchire la qualità dei servizi esistenti né di sperimentare forme di intervento innovative, ma della gestione in pianta stabile del lavoro necessario all’esposizione del Mei, fondazione che vede insieme Comune, Regione e Ministero.

«Il lavoro qualificato va retribuito – dice Infantino -. Chiediamo al Comune di ritirare il bando della discordia e invitiamo il Sindaco al confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto utilizzando finalmente  il solo luogo preposto per dirimere le tematiche del lavoro, ovvero  il tavolo della contrattazione».

Infantino vuole anche sottolineare come non sia possibile sovrapporre e parificare il «reclutamento gratuito per un posto di lavoro presso il Museo del Mare con il Servizio Civile», che prevede una forma di rimborso di 444,30 e non richiede particolari know how, capacità o titoli. Insomma, il servizio civile può aiutare i ragazzi a mantenersi agli studi senza pesare troppo sulle famiglie. Il bando relativo al Muma è a stipendio e rimborso zero oltre a chiedere una iper qualificazione specifica.

Intanto il bando per il Muma, oltre ad avere avuto risonanza mediatica nazionale, è stato accolto con sgomento da tutte quelle associazioni e organizzazioni che cercano di tutelare il lavoro nel settore della cultura in tutta Italia. La notizia è rimbalzata ovunque, fortemente criticata e vista come una volontaria ulteriore pauperizzazione degli addetti che già, nella maggior parte dei casi, non se la passano benissimo. Recente è il risultato di una raccolta dati di “Mi Riconosci?” (Movimento nazionale e associazione che punta a ottenere più dignità per il lavoro culturale e una riforma strutturale del sistema culturale italiano, a vantaggio di chi vi lavora e della cittadinanza tutta) che in campo nazionale parla di precari sotto retribuiti, pagati dai 6 agli 8 euro l’ora nel settore della cultura in tutta Italia. Il caso di Genova è sbarcato anche sulle pagine social del gruppo causando un’ondata di sdegno.

Qui il sito internet di “Mi Riconosci?”

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