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Liguria Rainbow: «Il no del presidente della Società Psicoanalitica Italiana ai bloccanti in età puberale nei minori gender creative è politica e ideologica»

Il coordinamento genovese: «Ha creato grande sommovimento all’interno della Società stessa e grande sconcerto in tutti i professionisti e le Società che direttamente si occupano della questione. In seguito è stato inviato dal altre 7 associazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un comunicato che contrasta le affermazioni contenute nella lettera dell’esecutivo Spi chiarendo l’evidenza scientifica»

«Abbiamo letto sulla stampa la notizia relativa alla lettera inviata dal presidente della SPI Società Psicoanalitica Italiana alla Presidente del Consiglio, in merito all’utilizzo dei bloccanti in età puberale nei minori gender creative – recita una nota di Liguria Rainbow -. Questo comunicato, a nome del solo esecutivo SPI e che non rappresenta la posizione di tutti gli aderenti alla SPI, oltre a configurarsi come un vero e proprio atto politico ha creato grande sommovimento all’interno della Società stessa e grande sconcerto in tutti i professionisti e le Società che direttamente si occupano della questione. Infatti pare avere l’unico scopo di creare allarmismo e rallentare un processo che nel nostro paese fatica ad affermarsi più che in altri – dicono a Liguria Rainbow – In seguito è stato inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un comunicato intersocietario a nome del consiglio direttivo di SIGIS, SIE, SIP, SIEDP, SIAMS, SINPIA, ONIG che contrasta le affermazioni contenute nella lettera dell’esecutivo SPI chiarendo l’evidenza scientifica in merito all’oggetto della stessa».

«Come Coordinamento Liguria Rainbow abbiamo valutato opportuno inviare una lettera all’ordine delle psicologhe e degli psicologi e all’ordine dei medici, dei medici pediatri ed endocrinologi, con l’obiettivo di manifestare la nostra solidarietà ed il nostro ringraziamento a chi sta già lavorando con scienza e coscienza a fianco dei/delle giovani e delle loro famiglie, e la nostra disponibilità ad incontrare e supportare chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza del tema, piuttosto che applicare nozioni tratte da approcci teorici che non utilizzano l’ascolto ed il confronto con i soggetti protagonisti e non riferiti agli studi più recenti» conclude la nota.

La lettera

Gentili Presidenti
scriviamo questa nostra dopo aver appreso della lettera indirizzata dal presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Sarantis Thanopulos, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sul tema dell’uso dei bloccanti ipotalamici negli adolescenti con Incongruenza di Genere.

Come attivisti per i diritti LGBT+, come soggetti LGBT+ e come loro amici e familiari, esprimiamo sgomento e sconcerto relativamente alla posizione espressa nel documento dell’esecutivo SPI, posizione che appare fortemente connotata da elementi teorici ed ideologici a discapito di un più attento e accurato riconoscimento dei bisogni di salute psicologica ed evolutiva.
Ringraziamo i consigli direttivi di SIGIS, SIE, SIP, SIEDP, SIAMS, SINPIA, ONIG, firmatari del comunicato intersocietario inoltrato alla Presidente Meloni, ove vengono date risposte puntuali alle osservazioni sollevate dal dottor Sarantis Thanopulos.
Ringraziamo tutti i professionisti che in questi anni ci hanno ascoltato, supportato e accompagnato nei percorsi di auto riconoscimento e affermazione dell’identità, e ci rendiamo disponibili a incontri conoscitivi e di formazione per tutti coloro che sono interessati ad approfondire e confrontare le proprie conoscenze costruendo una relazione con i soggetti protagonisti dei percorsi.
Crediamo che proprio a causa di un approccio teorico/ideologico sia possibile confondere la varianza di genere, normale variazione dell’identità sessuale di una persona, con la disforia, sofferenza psicologica principalmente determinata dallo stigma e dalla transfobia, e che questa incomprensione possa essere un ostacolo nel percorso di supporto psicologico della persona transgender.
Crediamo, inoltre, che false credenze scientifiche, come quelle specifiche espresse sui bloccanti ipotalamici, possano essere foriere di pratiche inadeguate e non tutelanti il reale benessere della persona, come ribadito dal comunicato intersocietario e da diverse pubblicazioni scientifiche che sottolineano come tale strategia, approvata dall’ AIFA, diminuisca la sintomatologia e il rischio suicidario in questa popolazione.
Rammentiamo inoltre come gran parte della nuova produzione scientifica sui temi dell’identità di genere coinvolga attivamente persone LGBT+ nei comitati etici e scientifici, interrogando attivamente una rappresentanza in prima persona dei portatori di istanze specifiche.
Confidando nei tanti professionisti che operano con scienza e coscienza per il benessere de
lle persone senza esclusioni preconcette, rinnoviamo i nostri più cordiali saluti

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