Cosa fare a Genova 

Giovedì al Carlo Felice, Fabio Luisi dirigerà la Sinfonia nº 8 in do minore di Anton Bruckner

Il direttore onorario dirigerà l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice nell’ambito del ciclo pluriennale dedicato al compositore austriaco. IL PROGRAMMA

Giovedì 5 gennaio 2023, alle ore 20.00, Fabio Luisi, direttore onorario dell’Opera Carlo Felice Genova, dirigerà un concerto dedicato monograficamente ad Anton Bruckner, con in programma la Sinfonia n. 8 in do minore (Urfassung – 1887), nell’ambito del ciclo pluriennale dedicato al compositore austriaco. “Sono felicissimo di continuare la proposta delle sinfonie di Bruckner con l’Orchestra del Carlo Felice” – ci racconta Fabio Luisi. “L’Orchestra sta sviluppando una bella affinità a questo compositore non semplice. L’Ottava Sinfonia è probabilmente l’opera più complessa e matura del compositore di Linz. Sotto pressione di amici e colleghi Bruckner fece diverse modifiche, sostituendo il finale del primo movimento, accorciando il movimento lento e apportando ancora cambiamenti. Noi invece proponiamo di questa sinfonia la prima versione (Urfassung) come la pensò e pubblicò Bruckner originariamente, credo per la prima volta a Genova”.

Il programma
Nel 1956, quando ricorreva il 60° anniversario della morte del compositore, fu fondata proprio qui a Genova la prima società italiana aderente alla Internationale Bruckner Gesellschaft di Vienna. Fu l’inizio di un lento percorso di avvicinamento del pubblico italiano all’arte di Bruckner che oggi, grazie anche all’apostolato di interpreti come Giulini e Abbado, e poi Chailly, Gatti, Luisi, può dirsi pressoché compiuto. Certo, nel mondo latino il musicista di Ansfelden, provincia di Linz, non è venerato come nei paesi di lingua tedesca e forse non lo sarà mai. Troppo densa, granitica e dotta è la sua scrittura, seppur non priva di quella luce e quell’aria mediterranea che i menzionati direttori sono andati man mano rivelando. Ma oggi la musica di Bruckner si esegue più di ieri e un’opera fluviale, gigantesca, immensa come la Sinfonia n.8 in do minore non incute più il timore di una volta, quando solo Quarta e Settima apparivano nei nostri programmi da concerto, complice la confidenza che veniva agli ascoltatori dall’essere sfruttate nelle colonne sonore di pellicole cinematografiche di qualità. Dell’Ottava, in ogni caso, colpiscono due aspetti più di altri. Il primo consiste nella sua natura di contenitore dei frutti più maturi del lungo percorso sinfonico snodatosi nelle Sinfonie precedenti. Vi si ritrovano cioè, ma a un grado di più matura compiutezza – e senza le metafisiche astrazioni dell’incompiuta Nona – il lessico, le forme, persino gli stilemi cari al compositore (le esposizioni a tre temi, la figura ritmica 2+3, le progressioni armoniche dei tempi lenti: ecco i più evidenti). Il secondo è che vi si intravvede al contempo il superamento dell’attitudine romantica che tal lessico, forme e stilemi aveva generato, nella direzione di un prosciugamento (paradossale il termine nel caso di un’opera di quasi 90 minuti) che sembra presentire le avvisaglie dell’Espressionismo. Le documentano ad esempio la dissolvenza (inedita per Bruckner) che conclude il primo tempo, il rarefatto naturalismo dello Scherzo (vi si tratteggia non senza ironia Der deutsche Michel, ovvero il prototipo dell’individuo tedesco onesto e corrivo), la dilaniata cupezza del sontuoso Adagio, le scheggiature arcaizzanti del Finale, che “asciugano” la retorica delle pittoresche fanfare apparse in principio. Se il gigantismo dell’Ottava si debba al suo essere summa del sinfonismo bruckneriano o alla prolificazione di varianti tematiche (ecco un altro dettaglio “espressionistico”) prodotte dall’inarrivabile dottrina contrappuntistica di lui, è invece difficile dire. Una cosa comunque non esclude l’altra. Nella presente occasione l’opera si esegue nella sua prima versione, che risale al 1884-87. La prima esecuzione ebbe luogo a Vienna il 18 dicembre 1892. In tale occasione, la Sinfonia fu presentata nella successiva e più “educata” versione del 1889-90.

Gli interpreti
Fabio Luisi è direttore musicale della Dallas Symphony Orchestra, direttore principale della Danish National Symphony, direttore emerito dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, direttore principale della NHK Symphony Orchestra di Tokyo e direttore onorario dell’Opera Carlo Felice Genova. Dirige le orchestre più prestigiose del mondo. Nella stagione 22/23 il Maestro Luisi dirigerà una nuova produzione di Vespri Siciliani al Teatro alla Scala, continuerà la registrazione dell’integrale di Carl Nielsen con la Danish National Symphony Orchestra per la Deutsche Grammophon e presenterà nel 2024 il ciclo completo Der Ring des Nibelungen di Wagner in forma di concerto, con la Dallas Symphony Orchestra. È stato premiato con la Medaglia d’Oro e l’Anello d’Oro dedicati a Bruckner. Luisi ha ricevuto un Grammy Award per la sua direzione delle ultime due opere dell’Anello del Nibelungo e il DVD dello stesso ciclo, registrato dal vivo al Metropolitan e pubblicato dalla Deutsche Grammophon, è stato nominato come migliore registrazione operistica nel 2012. La sua vasta discografia comprende un vastissimo repertorio. Fabio Luisi è stato insignito il Grifo d’oro per il suo contributo alla notorietà della città di Genova.

La storia dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova inizia nei primi anni del ‘900; l’attività sinfonica e operistica è da allora continuativa. Con un repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea, la compagine si distingue per produttività e versatilità. Sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale, per citarne solo alcuni: Victor De Sabata, Igor Stravinsky, Franco Capuana, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gennadij Roždestvenskij, Bruno Campanella, Zubin Mehta, Nello Santi, Sir Neville Marriner, Kyrill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni, Fabio Luisi (Direttore onorario), Donato Renzetti (Direttore emerito). Dal 2022 Riccardo Minasi è il Direttore musicale. Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/ Nippon Columbia e BMG-Ricordi. L’alto livello artistico consolidato negli anni le consente di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa, e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’Auditorium della Conciliazione di Roma, il Teatro dal Verme di Milano, la Royal Opera House di Muscat, la Astana Opera, il Marinsky Concert Hall, la Basilica di S. Francesco ad Assisi.

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