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Pos, tanto rumore per nulla: salta il tetto minimo di spesa. L’Europa: «Non in linea con le raccomandazioni sulla lotta all’evasione»

Un conto è fare fuochi d’artificio all’opposizione, altro conto è dover gestire i conti (e i debiti con la Ue) dello Stato. Così la prospettiva acchiappaconsensi naufraga contro la realtà. La maggioranza anticipa che molto probabilmente resterà l’obbligo di Pos

Niente tetto minimo di spesa. Né a 60 e nemmeno a 30 euro. Commercianti, ristoratori, tassisti dovranno farsene una ragione. Nei nuovo pacchetto di emendamenti del governo in commissione Bilancio alla Camera sparirà ogni tetto minimo immaginato, promesso, sbandierato. Questo perché al dialogo tra l’Esecutivo da una parte e Unione e Commissione Europea dall’altra, le istituzioni europee hanno ricordato che la tracciatura dei pagamenti è essenziale per evitare l’evasione fiscale. L’Italia deve cifre ingentissime all’Europa, a partire dai quattrini del Pnrr. Se il paese non farà tutto quanto possibile per mantenere fede agli impegni di restituzione, attuando tutte le azioni necessarie anche sul fronte del recupero dell’evasione, potremmo dover “rientrare” precipitosamente.

Così sembra naufragare il tentativo della maggioranza di ingraziarsi tutti coloro che vogliono vedersi tracciare gli incassi. Resta il problema delle commissioni delle banche, a dire il vero non sempre così ingenti come qualcuno le dipinge e spesso già assorbite dagli aumenti dei prezzi al consumo e scaricati sui clienti. Starà al Governo creare le condizioni perché le banche decidano di abbassare o cancellare le commissioni.

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