Cronaca 

Tursi, un colpo di vento e la porta a vetri della discordia va in frantumi. Ferito un agente di Polizia locale

Al momento dell’installazione della botola c’erano state infinite polemiche. Andrea Piccardo, che ha pubblicato la foto su Facebook: «Se in certi posti per secoli non ci sono state le porte a vetri, una ragione ci sarà ben stata, no?»

Nel 2021, quando è stata installata le critiche sui social non erano state risparmiate. Critiche che arrivarono anche nella Sala Rossa del Consiglio comunale attraverso un’interrogazione di Ubaldo Santi: «Per quattro secoli e mezzo il portone spalancato di Palazzo Tursi ha mostrato, a chiunque passasse per la strada, cittadino o forestiero, la magnificenza dell’interno. Ora, tale percezione risulta quanto mai mortificata dall’incongrua bussola con l’intelaiatura metallica. Quella e i riflessi sui vetri risultano essere una barriera».

In molti hanno pensato che si trattasse di un presidio di sicurezza, l’intento era, invece, quello di difendere il palazzo dall’ingresso dei piccioni. La Soprintendenza aveva acconsentito, malvolentieri, pretendendo che l’intervento fosse totalmente rimovibile.

 «L’intervento è stato deciso perché ci si è accorti che, nonostante le reti di protezione sistemate in alto, dalla porta continuavano ad entrare molti piccioni che, con i loro escrementi, oltre a creare problemi igienici, danneggiavano i marmi del palazzo» aveva spiegato l’allora l’assessore al patrimonio Stefano Garassino che aveva risposto alla domanda di Santi dando conto della spesa per la struttura di vetro e metallo: «Meno di 50 mila euro».

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