Economia Sindacale 

Lavoratori delle acciaierie in corteo anche a Genova. Sciopero nazionale

I lavoratori ex Ilva scioperano in tutta Italia per il futuro dell’azienda. Il corteo genovese si è concluso alle 10:30 e ha interessato le strade del ponente dalla Guido Rossa a via Cornigliano

In solidarietà ai metalmeccanici di Acciaierie d’Italia erano presenti in corteo anche lavoratori di altre aziende del settore.

Nel video: Stefano Bonazzi, segretario Fiom Cgil, spiega le ragioni della protesta.

Acciaierie d’Italia, Venzano e Appice (Fim Cisl Liguria): “A Genova pochissimi investimenti, ora da governo ci aspettiamo cambio di marcia nella gestione dell’azienda”
“E’ passato oltre un anno da quando il governo è entrato nella compagine azionaria di Acciaierie d’Italia immettendo oltre 400 milioni: a Genova però nessuno si è accorto di tutto questo con pochissimi investimenti nello stabilimento che potrebbe diventare invece strategico nel rilancio della siderurgia in Italia – spiegano in una nota il segretario generale Fim Cisl Liguria Christian Venzano e Nicola Appice, responsabile RSU Fim Cisl Liguria per Acciaierie d’Italia a Genova -. Adesso da parte dello Stato è pronto un ulteriore miliardo di euro da immettere all’interno dell’azienda ma ora ci aspettiamo veramente che prenda in mano la gestione garantendo una precisa svolta che sia mirata ad un piano di rafforzamento di tutti gli stabilimenti. Non è possibile che si continui a navigare senza avere una prospettiva a media-lunga scadenza in un settore così fondamentale per il nostro paese. Qui si vive alla giornata senza un piano industriale, nel caso di Genova ci troviamo di fronte ad una situazione allarmante: lo stabilimento avrebbe bisogno di una massiccia iniezione di risorse economiche, partendo dalle manutenzioni fino agli investimenti strutturali: invece ci troviamo a gestire innumerevoli problematiche che ci impediscono di produrre come invece potremmo fare. Serve quindi una nuova governante con manager di riferimento dello Stato che possano salvaguardare e rilanciare la siderurgia nel nostro paese».

“Il Governo deve avere la capacità di mettere fuori ArcelorMittal dalla gestione del gruppo”
lo dichiara Antonio Apa – Coordinatore Uilm Liguria

«E’ necessario che l’Esecutivo faccia finire questa telenovela di ArcelorMittal che dura ormai da anni. L’incontro della settimana scorso al Ministero non ha prodotto nessun risultato, anzi è stato un insulto nei confronti dei lavoratori – dice Apa -. Oggi su indicazione delle Segreterie Nazionali Fim Fiom Uilm i lavoratori di Acciaierie d’Italia sono scesi per le vie della città per manifestare tutto il loro dissenso nei confronti di questa farsa. La situazione di Acciaierie d’Italia è drammatica, oltre alle 145 aziende di appalto che sono rimaste ferme fino a metà gennaio, si aggiungono i 2500 lavoratori posti in cassa a marzo in modo unilaterale e i 1700 di Ilva in AS. L’azienda ci racconta delle bufale, nel senso che nel 2022 erano previste 5,7 milioni di acciaio e ne sono stati prodotti circa 3 milioni, non si può andare avanti in questo modo, urge un intervento drastico da parte del Governo, anche perché non si può procrastinare da qui al 2024 il closing che prefigurerebbe la morte naturale dell’Ilva. Taranto, allo stato, non può andare avanti a rifornire il gruppo, in quanto lavora con 2 altoforni e gli impianti di finitura sono fermi. E’ necessario, altresì, che il Governo prenda in mano la situazione in quanto a mio giudizio non esistono le condizioni né di un riequilibrio tra Invitalia e Mittal né la possibilità di rinegoziare i ruoli, quindi occorre cacciare Mittal definitivamente dalla gestione di Acciaierie d’Italia. Il miliardo stanziato dal precedente Governo rischia di essere il pomo della discordia in quanto c’è una divergenza tra Invitalia e Mittal sulla finalità dello stesso che a mio giudizio deve servire per l’aumento di capitale non certamente per la liquidità e per la gestione ordinaria come sostiene Mittal. A noi interessa e i lavoratori lo hanno dimostrato oggi che non si può rimandare la questione alle calende greche, occorre che lo stesso miliardo venga utilizzato per sostituire l’attuale maggioranza, facendo prendere le redini a Invitalia o su un progetto di nazionalizzazione oppure attraverso lo stesso, assumere la gestione attraverso una governance. In un modo o nell’altro, il Governo deve usare le risorse per cancellare ArcelorMittal».

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