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Museo Chiossone, contenzioso con l’appaltatore e 200 mila euro in più per riparare a vecchi guai fognari. Slitta l’apertura

Se ne riparlerà per la primavera 2023. Tempi più lunghi per il Museo di Sant’Agostino: la sostituzione dei quattro grandi vetri sulla facciata che dà su piazza Sarzano sarà avviata proprio nella primavera del prossimo anno e solo al termine potranno cominciare i lavori per riallestire le sale

L’appalto di adeguamento impiantistico per la prevenzione incendi del museo Chiossone finanziato con fondi della Fondazione San Paolo, è in corso, e sconta problematiche relative a un contenzioso con l’appaltatore. Per la rampa di collegamento fra museo e parco si profila l’opportunità di procedere con un’altra azienda. Ma la “maledizione” del Museo di Arte Orientale non finisce qui. La speranza di riaprire il museo entro l’anno è tramontata a causa anche di problemi che risalgono alla costruzione, negli anni ’70 del Novecento.

In corso d’opera, infatti, è emersa la problematica dell’inefficienza dell’attuale allaccio fognario che sversa liquame direttamente nei cunicoli sottostanti la collina di Villetta Di Negro. «Quindi – spiegano a Tursi – nelle condizioni attuali il museo non può riaprire per motivi di rispetto delle norme igienico sanitarie». Sotto Villetta Dinegro ci sono i cunicoli che portano anche al rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale: uno spazio enorme da riscoprire, ripulire e da riaprire alla pubblica fruizione, magari con visite guidate effettuate da associazioni specializzate, come il Centro Studi Sotterranei che si occupa già delle visite al ventre del Ponte Monumentale e alla Cittadella Sotterranea di Campi.

A seguito della scoperta dei problemi all’allaccio fognario, spiega il vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocci «è stata approntata una variazione di bilancio di 200 mila euro per finanziare i lavori, facendosi parte diligente per la predisposizione della progettazione del nuovo allaccio fognario che è attualmente in corso e sarà disponibile a breve. Si tratta di un progetto di particolare impegno perché lungo 150 metri all’interno di un parco vincolato, quello di Villetta Dinegro. La conclusione dei lavori per la riapertura del museo è prevista nella Primavera 2023». Il museo è chiuso dall’ottobre 2021.

Progettato dall’architetto Mario Labò in stile razionalista, il Chiossone fu aperto nel 1905 e conserva ed espone il ricco patrimonio d’arte giapponese e cinese raccolto in Giappone da Edoardo Chiossone tra il 1875 e il 1898: dipinti, stampe, armi e armature, bronzi, lacche, ceramiche, porcellane, costumi e tessuti, con un totale di circa duemila pezzi in esposizione permanente. I dipinti e le stampe Ukiyoe di celebri autori quali Harunobu, Utamaro, Hiroshige e Hokusai, a motivo della loro delicatezza e fragilità, sono esposti in occasione di mostre temporanee. Si tratta di un patrimonio storico e artistico straordinario che Genova non ha mai sfruttato e che potrebbe portare sulla città l’attenzione di tanti appassionati, ma anche di storici dell’arte di tutto il mondo. Edoardo Chiossone, abilissimo incisore genovese, lavorò all’Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze ed è noto in tutto il mondo per aver progettato le prime banconote e carte valori giapponesi. Il museo a lui intitolato è il primo dedicato all’arte giapponese ad essere fondato in Italia, nel 1905, e conserva la più grande, preziosa e varia collezione d’arte nipponica in Italia e una delle più importanti in Europa.

Sant’Agostino

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Per quanto riguarda Sant’Agostino, è stato ultimato ed è in fase di collaudo l’impianto per la prevenzione degli incendi finanziato con “Patto per Genova”, firmato da Matteo Renzi quando era presidente del Consiglio con l’allora sindaco Marco Doria, oltre 6 anni fa. Attualmente è in fase di collaudo. Il Comune confida di trasmettere le certificazioni per emissione della scia entro il prossimo. Quei lavori, dunque, dovrebbero essere ufficialmente chiusi entro l’anno.

«Con i fondi ancora disponibili – prosegue il vice sindaco Piciocchi – si provvederà ad appaltare la sostituzione dei 4 serramenti di grandi dimensioni sulla facciata di piazza Sarzano entro l’anno con esecuzione nella primavera 2023. La Soprintendenza, a seguito di sopralluogo congiunto, con anche il progettista da noi incaricato, ha valutato positivamente il progetto e l’intervento». Al termine di quell’intervento potrà essere avviato l’allestimento del museo al termine del quale si potrà procedere alla riapertura.

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