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La curiosa indignazione di Bertorello per i controlli nei parchi da parte di Carabinieri e Polizia locale

Perché far rispettare i regolamenti comunali vigenti? Perché rispondere all’Sos dei cittadini che chiedono sicurezza e vivibilità delle aree verdi pubbliche? L’ex presidente del consiglio comunale censura con indignazione i controlli di stamattina nei parchi comunali di valletta Cambiaso e villa Gambaro. Ma all’Arma e alla Locale non risulta che gli specifici controlli citati siano mai avvenuti

Il capogruppo della Lega, già salito all’onore delle cronache per essere stato sanzionato dalla Polizia locale mentre, in periodo dì lockdown, passeggiava con una baguette sotto il braccio in corso Italia, tenta di far esercizio di sarcasmo, invero con scarso risultato. Che un consigliere comunale stigmatizzi i controlli del rispetto di leggi e regolamenti, chiesti a gran voce dai cittadini in seguito al comportamento maleducato e pericoloso soprattutto per bambini, anziani e disabili presenti, da parte di alcuni (per fortuna solo alcuni) proprietari di cani, è già curioso di suo.

Il regolamento comunale

Pericolosi sì, anche se spesso per troppa voglia di giocare, anche solo per affetto: qualsiasi cane lanciato in corsa a fare le feste a chiunque sia malfermo sulle gambe può far cadere un anziano, un bambino, un disabile e magari fargli battere malamente la testa con conseguenze potenzialmente anche mortali. Ma Bertorello, dall’alto del suo autorevole giudizio di capogruppo della Lega e censore dei controlli di polizia sembra escluderlo. Non tenendo presente nemmeno le legittime istanze, di chi, che siano bimbi o grandicelli, soffre di cinofobia e va nei parchi certo che le regole vengano rispettate.

Poi, Bertorello usa la parola “contribuenti” invece di “cittadini”. Una parola che suscita la subitanea “indinniazione” populista che impazza sui social tra coloro che, avendo infranto le regole, non hanno nemmeno il buon gusto di pagare e vergognarsi anche un po’ e, anzi, rivendicano impunità anche se andavano a 160 in l’ora in corso Europa o viaggiavano ubriachi come cantine zigzagando sulla carreggiata, così come quelli che liberano i cani nei parchi privando gli altri di diritti riconosciuti dalle norme.

Curioso il “penitenziiagite” del consigliere comunale contro chi fa rispettare le regole e contro la sua stessa maggioranza che regge il Comune e governa anche la Polizia locale. Tra alleati, i panni sporchi, ammesso che ci siano, si lavano in casa e non sui social. Vedremo, poi, che questi mal interpretati “panni sporchi” nemmeno ci sono.

Poi il Nostro lancia una nemmeno troppo velata critica alle divise che quotidianamente informano i media, sotto pressing dei giornalisti, dei fatti di cronaca avvenuti. Anche per fare capire che la presenza sul territorio esiste eccome e che non necessariamente i criminali la fanno franca. Non è passerella, ci corre l’obbligo di comunicare al capogruppo leghista che della circostanza dà una sua personalissima lettura, ma, appunto, cronaca esposta dai media a norma dell’articolo 21 della Costituzione. E anche riconoscimento del lavoro delle Divise che dovrebbe arrivare, prima ancora che dai cittadini, dai rappresentanti istituzionali.

Quegli stessi agenti o militari che multano chi non rispetta le regole, a danno degli altri cittadini, sono quelli a cui i cittadini stessi si rivolgono per ottenere aiuti quando subiscono un furto in casa, quando hanno i ragazzini a schiamazzare sotto i balconi la sera, quando gli rubano il cellulare o gli rigano l’auto. Oppure quando scriteriati proprietari di cani fanno correre i loro animali liberi nei parchi mettendo a rischio gli altri cittadini perché magari sono troppo pigri per portarli a sgambare sulle alture. Tra l’altro, i cani liberi fanno spesso i loro bisogni sfuggendo all’occhio dei padroni e le ville si riempiono di deiezioni. Questo è quanto contestato da molti cittadini che scrivono al Comune per lamentarsi di quanto accade nei parchi di Genova, compresi quelli citati dal consigliere. Se ci sono cittadini di serie A e di serie B, i secondi sono certamente quelli che se ne fregano degli altri, delle leggi e dei regolamenti al fine di farsi, con prepotenza, i fattacci loro.

Esistono regole e, piacciano o no, vanno rispettate. Un consigliere comunale ha uno strumento in più rispetto al normale cittadino: quelle regole può cambiarle con iniziative consiliari, sempre che gli altri consiglieri le ritengano sensate e gliele appoggino al voto. Sarebbe il primo caso in Italia e forse in un qualsivoglia paese che voglia definirsi civile. Poi, i cittadini possono votare o no i politici che fanno o disfano le leggi. Non tutti riconoscono come meritoria la difesa del “diritto” di sgambatura dei cani in aree promiscue a penalizzazione dei diritti di tutti i cittadini. C’è, al contrario, chi amerebbe di più aree di sgambatura per soli cani, per compendiare i diritti di tutti. “Povera città” è quella dov’è chi fa la voce grossa prevale su chi non la fa pur essendo nel giusto. Qui crediamo non succeda né debba succedere. I possessori di cani non sono malviventi, no. Ma i possessori di cani che non rispettano le regole sono maleducati, senza coscienza civile e civicamente prepotenti.

Quanto ai problemi di ordine pubblico, l’ex presidente del Consiglio comunale non può non sapere che non è compito di istituto della Polizia locale e che invece dare multe per le deiezioni canine è, salvo casi sporadici e particolari, l’ultimo problema dei Carabinieri. Il ritornello politico populista “a destra” che vorrebbe una divisa ogni cento metri è irrealistico con le attuali forze disponibili, pura utopia da slogan elettorale.

Vero è che in valletta Cambiaso e villa Gambaro è segnalata e in qualche caso anche repressa l’attività di spaccio. I controlli, quindi, ben vengano.

Ma stiamo ragionando per assurdo visto che sia i Carabinieri sia la Polizia locale negano che questa mattina ci siano stati “controlli cinofili” nelle aree verdi citate, sia in servizio congiunto sia disgiunto. Forse qualche cittadino ha riferito male al capogruppo della Lega che si è lanciato in un post contro le regole e contro i controlli.

Ci preme, infine, ricordare, buon peso, al consigliere comunale che i punti esclamativi secondo la grammatica italiana sono necessariamente o uno o tre, mai due né, tantomeno, quattro. Che fa tanto “indinniato”, ma ogni volta che quattro o più punti esclamativi vengono digitati uno dopo l’altro una maestra delle elementari muore. Su questo ultimo punto, va da sé, si scherza sull’irruenza.

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