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Levante, ancora schiamazzi, risse e danni. Bogliolo: «Serve presidio fisso e tavolo per la sicurezza»

Tempesta di chiamate al 112 sia venerdì sia sabato notte. L’intervento in massa delle forze dell’ordine dopo i danneggiamento alle auto in sosta, le risse, gli episodi di violenza e i furti. Il nuovo presidente del Municipio: «La pattuglie ci sono, ma ormai i ragazzi sconfinano nella spiaggia. Vogliamo che la zona viva anche la sera, ma nel rispetto dei residenti»

Venerdì notte l’inferno, stanotte un’altra rissa. La movida nel levante genovese è sempre meno controllabile. «Abbiamo già messo tutte le telecamere quadriottiche a 360 gradi – spiega il nuovo presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo, che era già vice presidente nel passato mandato -. I ragazzini, ormai, sconfinano spesso in spiaggia, che è zona demaniale. Le pattuglie ci sono, ma in spiaggia è più difficile seguire i giovani. Le zone di criticità sono diverse, non si tratta solo dei giardini di Quinto. Serve un tavolo per la sicurezza di tutte le aree dove si verificano comportamenti incivili: piazza Duca degli Abruzzi a Nervi, i giardini di Quinto, Vernazzola e, anche se in misura minore, le aree vicine al monumento di Quarto. Bisogna creare sinergie tra istituzioni e forze dell’ordine e garantire il presidio costante di queste zone almeno il venerdì e il sabato sera. A levante la situazione è peggiorata, come in molte altre zone della città».

È lo stesso Bogliolo a raccontare di rapine, borseggi, vetri delle auto speccate e di un ragazzo colpito da una bottigliata all’orecchio mentre saliva in moto. «Intendiamoci, è una piccola parte dei frequentatori che mette in pratica comportamenti che disturbano la popolazione o, addirittura, criminali – dice il presidente del Levante – Nessuno vuole cancellare la vita notturna, anzi, siano già in contatto con organizzatori di eventi e locali del territorio per offrire più appuntamenti e occasioni di svago. La nostra idea è quella di fare vivere queste ore a chi lo desidera nel rispetto dei residenti e degli stessi ragazzi. Ma bisogna soffocare la microcriminalità. Su un gruppi di 150 ragazzi saranno una quindicina che si divertono a spaccare, aggredire e rapinare. Non è più un fenomeno episodico, anzi, sta succedendo sempre più di frequente. Chiediamo un presidio costante delle forze dell’ordine che vadano a cercare anche in spiaggia quelli che si nascondo dietro le barche. Serve un presidio costante che serva a individuare i responsabili».

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