Attacco a lavoratori e giornalisti, esposto della portavoce di Toti all’Ordine dei giornalisti contro Sansa
Dopo gli attacchi del capogruppo della lista che porta il suo nome (anch’egli giornalista) a Toti e alle testate che hanno deciso di seguire la spedizione a Dubai e dopo l’esposizione dei nomi dei colleghi inviati e dei lavoratori della Regione comandati per la missione, Jessica Nicolini ha deciso di presentare l’esposto. Accusa: «I colleghi sono stati messi alla gogna, è stata violata la deontologia». Intanto la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo per accertare la correttezza delle spese sostenute dall’ente


«I costi della gloriosa spedizione a Dubai del Presidente e dei giornalisti al seguito ce li siamo andati a scovare noi: totale 140.370 euro per un viaggio di tre giorni e un convegno» aveva scritto Ferruccio Sansa in un post su Facebook, lamentandosi poi che alla sua dichiarazione non fosse stato dato un risalto che potesse giudicare sufficiente. GenovaQuotidiana, ad esempio, ha deciso di non farlo perché, al di là della legittima polemica contro il presidente della Regione da parte di un capogruppo di minoranza (ci sta nella dialettica politica), si facevano nomi e cognomi di colleghi di alcune testate, inviati dai media di riferimento (quindi lavoratori mandati a Dubai dal datore di lavoro) oltre che quelli dei lavoratori dell’ufficio stampa e di altri uffici regionali, anch’essi comandati e in servizio. Da questo è derivato un attacco da parte di alcuni utenti social che avevano letto il post di Sansa sulle pagine social personali di alcune delle persone citate pur senza avere ruolo politico o decisionale. In un caso una donna è stata costretta a cancellare l’account a causa della quantità di insulti giunti. Un conto è la politica, e ben venga l’indagine della Corte dei Conti le cui risultanze metteranno un fine, in un modo o nell’altro, ai sospetti, confermandoli o negandoli una volta per tutte, altra cosa è mettere in piazza i lavoratori dell’informazione (che siano redattori o addetti stampa) come se avessero un ruolo decisionale o, nel caso dei cronisti, fossero tutti pronti a “vendere” quello che scrivono su richiesta delle loro testate.
Così oggi Jessica Nicolini ha deciso di presentare un esposto all’ordine a cui potrebbero far seguito ulteriori esposti delle persone interessate: non è infatti necessario essere giornalisti per presentare la segnalazione.
«Da qualche tempo il collega, ora consigliere regionale, Ferruccio Sansa conduce una personale battaglia contro i colleghi giornalisti dell’ufficio stampa di Regione Liguria e del Presidente Toti, accusati di essere esclusivamente una macchina di propaganda politica, e contro i colleghi giornalisti accusati di essere dei “venduti” – si legge nell’esposto che abbiamo potuto visionare -. Per mesi, o forse anni, abbiamo fatto finta di niente ma negli ultimi giorni, anche a seguito dell’evento di Expo Dubai, i toni si sono fatti inaccettabili. Secondo il consigliere Sansa infatti la missione istituzionale di Dubai, organizzata da Liguria International su invito del Ministero degli Affari Esteri, a cui hanno preso parte tra gli altri Università di Genova, IIT, Autorità Portuale di Genova e Savona e Spezia, Confindustria Nautica e tutte le imprese leader in Liguria del mercato degli Yachts è stata “una gita di piacere” e per sostenerlo ha messo sui social la nota spese con evidenti nomi e cognomi di tutti i partecipanti, addetti ai lavori compresi. Definisce nel suo post (praticamente copiato e incollato sul Fatto Quotidiano dove lui lavorava) “spese spensierate” quelle sostenute da Liguria International (che nella sua mission ha la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese liguri) per viaggio e hotel e definisce il seguito dei giornalisti come “allegra brigata”. Non pago si appella alla delegazione regionale di ufficio stampa, completamente femminile, con un piglio evidentemente discriminatorio e misogino».
Il post di Sansa insiste nel definire “gita” (a spese dei contribuenti) la missione dei giornalisti inviati, delle colleghe giornaliste dell’ufficio stampa e della funzionaria regionale, laureata in giurisprudenza, inviata a Dubai perché parla 5 lingue, compreso il cinese. Quando si va inviati a una manifestazione non è per il giornalista una gita, è un susseguirsi di interviste, convegni, articoli da scrivere. Di tempo libero ne rimane ben poco, tanto che spesso non si riesce nemmeno a far due passi nella città dove si è, tanto per sapere com’è fatta. A noi è sembrato incredibile che Sansa, da non molto consigliere regionale, abbia già dimenticato la realtà del lavoro da inviato. Poi, lui ci ha messo il carico da 90: «Secondo voi un giornale o una televisione che ricevono viaggio pagato e decine di migliaia di euro in pubblicità sull’operazione Dubai possono poi essere credibili quando ne parlano?» ha scritto. Come dire che i colleghi tutti non avrebbero libertà da parte delle loro testate di descrivere le cose come le hanno viste. Non entriamo nella polemica tra Sansa e le testate, certo è che, in conseguenza dell’accusa alle testate, si accusano indirettamente i colleghi di venir meno ai loro doveri deontologici.
«Si passa poi alle accuse ai colleghi della stampa con domande intimidatorie sul fatto che si potessero fare influenzare dal viaggio pagato (come se un biglietto aereo potesse “comprare” un giornalista) e dalle campagne media che parallelamente alla trasferta sono state realizzate dall’Ufficio di Comunicazione di Regione Liguria – prosegue l’esposto di Jessica Nicolini -. (Sansa n. d. r.) Definisce poi un’altra volta “gita” la presenza di Regione Liguria a Dubai (dove si sono susseguite le delegazioni di tutte le regioni italiane) e chiude il post diffamatorio parlando di “Marketting” con due T. Insomma sostiene che l’ufficio Stampa di Regione e i giornalisti al seguito abbiano realizzato a Dubai solo una grande marchetta per il presidente della Regione Toti. La rassegna stampa dell’evento, italiana e straniera, dimostra invece il grande lavoro realizzato dai colleghi ma non è questo il punto e non abbiamo bisogno di difenderci sui contenuti che sono sotto gli occhi di tutti. Secondo queste ragioni fin qui elencate ho motivo di ritenere che Ferruccio Sansa sia venuto meno alle più elementari regole della deontologia professionale che, tra le altre cose, impone al giornalista la tutela della dignità del lavoro giornalistico e promuove la solidarietà fra colleghi. Solidarietà che scompare completamente quando in un altro post il collega Ferruccio Sansa sostiene, con una domanda retorica che i giornali e i media liguri non siano attendibili».
«Chiedo inoltre un intervento dell’Ordine dei Giornalisti a difesa mia e delle mie colleghe che quasi quotidianamente subiamo accuse di fare propaganda quando siamo tutte giornaliste professioniste e seguiamo quotidianamente nel nostro lavoro il testo unico dei doveri del giornalista – prosegue la portavoce di Toti -. Gli ultimi anni di pandemia hanno dimostrato il prezioso lavoro dei giornalisti nella pubblica amministrazione. Mettendo alla gogna i colleghi in questo modo Sansa ha voluto intimidirli per scoraggiarli dal compiere il loro lavoro. Questo è inaccettabile tanto più che il giornalista in questione è ora anche un rappresentante del potere legislativo della Liguria».
Se arriverà una replica di Sansa la pubblicheremo qui, a seguire.


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