Scapusi, l’omicida di Clara, tenta il suicidio a a Marassi

Pagani (Uilpa): «Solo grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, che sul detenuto in questione espletava un sorveglianza particolare, si è riusciti ad impedire che la, già lunga lista dei morti in cella per suicidio si allungasse ulteriormente»

«È successo durante la notte di venerdì, in carcere a Marassi, detenuto presso Centro Clinico di Marassi. L’uomo ha tentato il suicidio tramite soffocamento. Ha cercato di soffocarsi inserendo nella bocca un paio di calzini e una mascherina chirurgica e stringendosi al collo un laccio, addirittura coprendosi con le coperte. Solo grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, che sul detenuto in questione espletava un sorveglianza particolare, si è riusciti ad impedire che la, già lunga lista dei morti in cella per suicidio si allungasse». Ne dà notizia Fabio Pagani, segretario regionale della Uilpa Penitenziari che aggiunge: «Quello di ieri è l’ennesimo detenuto salvato letteralmente dalla morte dagli agenti di Marassi. L’Istituto di Marassi rappresenta uno dei gironi infernali del sistema penitenziario italiano e ad alimentare questa spirale di violenza concorre certamente anche il dato di affollamento della struttura genovese».

Il 19 febbraio scorso Scapusi aveva colpito la ex compagna Clara Ceccarelli con oltre 100 coltellate. La donna era morta davanti al suo negozio. Dedito al gioco in maniera compulsiva (in particolare ai gratta e vinci), aveva lavorato per qualche tempo in uno dei negozi di Clara Ceccarelli che, a un certo punto, lo avrebbe allontanato dalla sua vita e dalla sua attività economica. Nei giorno precedenti l’omicidio, Scapusi aveva minacciato diverse volte il suicidio e la sera in cui ha ammazzato Clara è stato trovato su un muraglione e convinto a scendere.

«Stamattina – rivela il segretario generale della Uilpa Penitenziari – a Marassi sono presenti circa 700 detenuti a fronte dei 435 posti previsti, speriamo – conclude il sindacalista – che tutte le forze politiche, il Parlamento e il Governo si concentrino su interventi con carattere d’urgenza che si occupino delle più importanti e impellenti questioni penitenziarie e anticipino le altrettanto indispensabili riforme strutturali, il Ministro e l’intera Amministrazione Penitenziaria si sveglino nella nomina di un Direttore titolare per Marassi, mai come ora occorre dialogo e confronto con il Sindacato, prima che sia troppo tardi».

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