Riaperture, per i locali “buona la prima”, ma resta il problema del divieto di consumo al banco

Cavo, presidente Fipe Liguria: «Il divieto di consumare al banco è incomprensibile. Intervenga il Mise». Porotto, presidente Fipe Giovani: «Resta chiuso il 40% dei locali, soprattutto ristoranti, che non hanno la possibilità di piazzare il dehors»

Marina Porotto, presidente del Civ delle Erbe e presidente Giovani Fipe, spiega che la riapertura di ieri è stata molto positiva per chi ha il dehors:«Le persone avevano voglia di uscire, ma quelle che sono state nei vicoli e in piazza delle Erbe sono state sedute rispettando le regole e non ci sono stati problemi né assembramenti. A parte la pioggia la prima serata è andata bene».
Resta il problema per i locali che non hanno la possibilità di installarlo perché in strade strette dove non ci sarebbe lo spazio. «Il 40% dei locali, soprattutto ristoranti, purtroppo, resta chiuso» aggiunge Porotto.

«Divieto consumazione al banco nei bar: interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario, intervenga il  Mise». Lo dicono all’associazione di categoria dei pubblici esercizi Fipe Confcommercio.

«La circolare con cui il Ministero dell’Interno ritiene che il decreto riaperture vieta ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco  non ha alcun fondamento giuridico e nessuna ragione di sicurezza sanitaria – dicono all’associazione -. Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo (esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio). D’altra parte, dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi. In sostanza, stando alla circolare del Ministero dell’Interno, la somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1º luglio mentre a partire dal 1 giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario». 

«È un attacco al «modello di offerta del bar italiano – dichiara Alessandro Cavo, presidente ligure dell’associazione dei pubblici esercizi – che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo senza che vi sia nessun fondamento scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto. Per dare voce ai bar del nostro territorio, Fipe-Confcommercio Liguria  si associa alla richiesta del presidente Enrico Lino Stoppani di un intervento urgente da parte del Mise, perché ormai il tema della salute pubblica non può essere separato da quello della tenuta di un intero settore produttivo. D’altro canto, la norma per come è scritta non lascia adito ad interpretazioni».

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