Oggi a Genova 

Corsa ai dehors, 80 richieste in una settimana. Ma non tutti possono averlo

Il Comune ha velocizzato le concessioni in modo da dare il via libera in 7 giorni e invia tecnici sul posto per cercare soluzioni in casi di difficoltà. Sia i decreti sia le ordinanze comunali, infatti, possono superare il Codice della Strada (norma nazionale) e le misure di sicurezza. Per questo a volte i dehors vengono sistemati in piazze o slarghi vicini. Il marciapiede deve rimanere comunque percorribile e deve essere sempre e comunque consentito il transito ai disabili e, sulla strada, ai mezzi di soccorso. Il fatto di poter avere o non avere il dehors crea inevitabili disparità tra pubblici esercizi. Alcuni possono ripartire, sebbene con regole restrittive. Ma chi non ha spazio non può lavorare

Nell’ultima settimana sono pervenute agli uffici competenti del Commercio del Comune di Genova circa 80 richieste di occupazione suolo per l’apertura di dehor, a seguito dell’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm che consente a bar e ristoranti di somministrare alimenti e bevande ai clienti in loco a pranzo e cena, in zona gialla, solo all’aperto.

Gli uffici del Commercio stanno lavorando in tempi record per rilasciare autorizzazioni, in una settimana dall’invio della domanda, a tutti i commercianti che ne facciano richiesta. In particolari situazioni dove gli spazi antistanti all’attività presentano criticità, ad esempio per marciapiedi troppo stretti, vengono fatti sopralluoghi mirati per trovare soluzioni che consentano di mettere tavolini ad esempio in piazzette limitrofe, come già sperimentato in alcune zone del centro.
Resta valido il Codice della Strada e restano valide le regole di sanità pubblica (il cibo non può fare lunghi tragitti se è scoperto, ad esempio, e la sanzione prevista è di quasi 4 mila euro). Ci sono poi gli scontenti dei residenti registrati soprattutto alla Foce (perché sono stati cancellati molti parcheggi) e in centro storico (dove i dehors, quando si allargano troppo, rappresentano un problema di per i disabili in carrozzina e per le famiglie con i passeggini). Deve, poi, essere garantito sempre e comunque il passaggio dei mezzi di soccorso. Un equilibrio difficile in un momento in cui chi non ha il dehors non può proprio lavorare e dopo oltre un anno in cui i pubblici esercizi sono stati più chiusi che aperti. Proteste giungono da Quinto, dove per far posto a un dehors è stato cancellato un posto libero per disabili non numerato, quindi non relativo a una specifica persona, che però era molto frequentato da persone con ridotta disabilità motoria.

Dal 2020 a oggi sono oltre 1.200 le autorizzazioni di nuovi dehor rilasciate dal Comune di Genova. Il Comune di Genova, un anno fa, è stato il primo in Italia a rilasciare autorizzazioni in modo veloce e semplificato di suolo gratis a bar e ristoranti.

Infatti, con le delibere n.49 del 12 marzo 2020 e n.85 del 23 aprile 2020, la giunta comunale ha stabilito l’esenzione dal pagamento di ogni onere connesso alle nuove occupazioni di spazi, aree pubbliche o agli ampliamenti di quelle già esistenti richieste da esercenti attività di somministrazione o consumo sul posto per compensare il minor uso delle superfici di esercizio connesso agli obblighi di distanziamento interpersonale imposto dall’emergenza sanitaria, per il periodo di durata dell’emergenza, con procedura semplificata.

In copertina: foto di repertorio (pre Covid)

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