La protesta della Comunità ecuadoriana genovese al voto: “Assembramenti e una scheda in meno”

Si vota oggi fino alle 19 ai Magazzini del Cotone per il primo turno delle presidenziali e per il rinnovo del Parlamento
A Genova (ma pare in tutta Europa) manca la scheda del parlamentare andino

Secondo la vasta Comunità ecuadoriana a Genova, i cittadini del paese sudamericano nella nostra regione non avrebbero ricevuto sufficienti informazioni, che sono state divulgate, invece, dalla Comunità stessa.

Sempre secondo la Comunità, non sarebbero state prese sufficienti misure per la prevenzione del contagio da Covid. Gli iscritti al seggio del porto antico per il voto in un solo giorno oggi) sono 13mila. Lo spazio interno è di soli 600 metri.
Per quanto abbiamo potuto vedere i cittadini ecuadoriani sono tutti dotati di mascherina e composti. Ma sono troppi e si stanno ammassando allExpo.
Le immagini (che non ci sono giunte dalla comunità, ma da diversi nostri lettori fortemente critici per gli assembramenti) descrivono lunghe file non sempre distanziate. Non sappiamo come sia la situazione all’interno perché l’accesso è riservato agli aventi diritto al voto.

La candidata parlamentare estera Esther Cuesta Santana denuncia anche che non è giunta in Italia e in tutta Europa la scheda per votare il parlamentare andino e che non ovunque sono stati ammessi ai seggi i rappresentanti delle liste come prevede la legge dell’Ecuador. Video di Ivonne Torres Tacle, collega giornalista della Comunità ecuadoriana genovese, direttore de Il Quotidiano Latino-Americano.

Sono ben 16 i candidati. Tra questi, non c’è il presidente uscente Lenín Moreno. In testa ai sondaggi della vigilia figura Andrés Arauz, ex presidente del Banco de Ecuador, molto vicino all’ex presidente di sinistra Rafael Correa. A destra, invece, gode dei favori del pronostico il liberale Guillermo Lasso, che ci prova per la terza volta. Cinque anni fa era stato sconfitto al ballottaggio da Moreno. C’è poi il leader indigenista Yaku Pérez.
La Conferenza episcopale, in una nota del Consiglio di Presidenza, aveva invitato ieri i cittadini a unirsi alla Giornata di digiuno e preghiera per il destino della patria, lanciata per la giornata di oggi da molti fedeli, famiglia, associazioni, parrocchie e diocesi. “In questi momenti cruciali per la patria, la luce della fede può e deve rinnovare le coscienze e rafforzare le responsabilità degli elettori e dei propri candidati”, si legge nella nota, che prosegue: “E’ l’ora della pace, del dialogo, della fraternità”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: