Chiusure anti contagio Covid, bar e ristoranti protestano
Le misure di prevenzione (meglio sarebbe dire “mitigazione”) della ormai certa terza ondata dell’epidamia non piacciono ai pubblici esercizi: <I ristori? Pochi spiccioli>
Protesta contro le regole di prevenzione Covid da parte dei pubblici esercizi che il decreto Natale terrà chiusi per le feste. <A partire da oggi, mercoledì 23 dicembre, e per tutta la durata delle festività, decine di migliaia di locali in tutta Italia esporranno un cartello di protesta all’indirizzo del Governo>. L’iniziativa è di Fiepet e Fipe, le principali associazioni di rappresentanza dei pubblici esercizi di Confesercenti e Confcommercio, affiancate dalla Federazione Italiana Cuochi.
Tra le critiche, l’entità dei ristori giudicata insufficiente. Secondo Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova, <Migliaia di piccole imprese in tutta Italia che, altrimenti, andranno incontro a morte certa>.
Al governo, i pubblici esercizi chiedono un decreto che metta al centro <Dignità, prospettiva, chiarezza e manovra. La dignità di attività essenziali e sicure; la prospettiva di un piano di riqualificazione e sviluppo, magari attraverso un adeguato inserimento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza; la chiarezza sui tempi di riapertura a gennaio; una manovra correttiva che garantisca indennizzi adeguati e ristori calcolati sulle effettive perdite, sostegno all’indebitamento, risoluzione dei problemi di locazione>.
Sui tempi di apertura, difficilmente il Governo si potrà esprimere in tempi brevi. È già prevista una terza ondata epidemica prima della metà di gennaio e c’è chi si spinge addirittura a prevederne una quarta.


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