Alle 11 negli ospedali 203 persone al pronto soccorso e 38 codici rossi

Continua l’assalto alle strutture sanitarie. Accordo tra Regione e Medici di medicina generale che, però, per la Fp Cgil <non deve essere operazione business ma soluzione di emergenza>. Il Pd chiede: <al più presto residenze per il personale sanitario>. La Lista Crivello chiede di assegnare al più presto le deleghe mancanti a Tursi e l’assessorato alla Sanità in Regione per affrontare l’emergenza Covid

203 persone in visita o in attesa di visita alle 11 negli ospedali genovesi. Di queste, 38 le persone in codice rosso. In aggiunta ci sono 6 codici verdi e 3 gialli al Gaslini.

Ieri il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commentando l’incontro con i componenti dell’esecutivo dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Genova, ha detto: <Al centro del colloquio, l’emergenza Covid-19 e in particolare l’attuazione di una filiera di sensibilizzazione nei confronti di operatori e cittadini in merito all’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Regione e la medicina territoriale, con particolare riferimento all’esecuzione dei tamponi rapidi antigenici. In secondo luogo si è parlato del potenziamento delle misure già in atto per poter alleggerire la pressione ospedaliera, soprattutto in relazione alla media intensità di cura, attraverso l’individuazione di ulteriori strutture dedicate sul territorio ove il cittadino possa proseguire il trattamento una volta superata la fase acuta: l’obiettivo è assicurare un efficace turn over nei posti letto ospedalieri Covid dedicati, che verranno progressivamente potenziati. L’Ordine si farà carico di stilare procedure rivolte a tutti gli iscritti per uniformare i comportamenti dei sanitari, compatibilmente con la complessità della malattia, monitorando attentamente l’appropriatezza degli accessi ai Pronto soccorso. L’Ordine dei Medici ha sottolineato anche l’importanza di continuare a garantire sia l’accesso alle cure per i malati cronici sia le attività di prevenzione>.

Per Gualdi (Fp Cgil Genova): <L’accordo Regione – Medici di Medicina Generale non deve essere operazione business ma soluzione di emergenza>

Maurizio Gualdi Segretario Generale Fp Cgil Genova, ha commentato: <In una situazione emergenziale come quella in atto, alla luce di cinque anni in cui troppo poco, se non nulla, si è investito per riorganizzare e rilanciare la sanità territoriale, la notizia di un accordo raggiunto tra Regione Liguria ed i Medici di Medicina Generale, relativa all’effettuazione dei tamponi rapidi antigenici, potrebbe essere letta come una notizia positiva avendo lo scopo di alleggerire l’afflusso alle strutture ospedaliere già in affanno. Ma mentre tentiamo di vedere il lato “buono” della notizia, non dimenticando quello “cattivo” (conseguenza dell’assenza di strutture pubbliche diffuse adeguate ai bisogni dei cittadini), veniamo informalmente a conoscenza delle cifre previste dall’accordo stesso per remunerare i MMG; cifre che potremmo definire a dir poco vergognose alla luce del riconoscimento economico per il personale in servizio presso le strutture pubbliche, che null’altro percepisce se non quanto previsto dal contratto nazionale e per il quale le organizzazioni sindacali hanno dovuto battagliare per mesi per un minimo riconoscimento dell’impegno profuso nei mesi di picco dell’epidemia. Bene in questa situazione la messa in campo dei Medici di Medicina Generale, bene il superamento della diatriba su chi debba fare i tamponi, al momento veramente inopportuna, massima attenzione e rigore sulla salute dell’utenza e sicurezza per operatori, pubblici e privati, ma serve anche l’attenzione a non trasformare un supporto, che può essere considerato, oggi, necessario, in una operazione di business offensiva per chi presta analoga opera con remunerazioni ben differenti. Queste scelte confermano che la gestione della sanità deve restare fuori dalle logiche di profitto e che solo con ingenti investimenti nel sistema sanitario pubblico, iniziando a pensare anche ad un processo di internalizzazione dei servizi di medicina generale, si possa garantire una equa ed efficace azione che abbia come unico ed esclusivo obiettivo la tutela della salute dei cittadini>.

Secondo il gruppo consiliare PD Comune di Genova <Servono al più presto residenze per il personale sanitario>.

<Era lo scorso 24 marzo – dicono al gruppo Pd – quando, nel pieno della prima fase della pandemia da Covid-19, salutavamo con soddisfazione la decisione dell’amministrazione di Genova di attivarsi, insieme alla Curia e con la collaborazione degli operatori del settore alberghiero e anche a seguito di una nostra sollecitazione, per individuare sul territorio luoghi dove medici, infermieri, operatori sociosanitari, impegnati ogni giorno nella lotta contro il Coronavirus, potessero trovare dimora per evitare il rischio, rientrando a casa a fine turno, di contagiare i propri familiari. Da allora sono trascorsi quasi sette mesi, la prima fase della pandemia è passata, e ora stiamo vivendo una nuova e preoccupante recrudescenza del virus. I governi nazionale e locale stanno mettendo in campo una serie di misure per fronteggiare la nuova emergenza. Ed è proprio notizia di oggi che a Genova verranno presto riattivati gli ospedali dedicati ai malati Covid a Sestri Ponente (Padre Antero Micone) e a Voltri (Evangelico). Sarà molto il personale sanitario che dovrà nuovamente battersi contro questa nuova malattia, cercando di preservare i propri cari dal contagio – dichiara la capogruppo del PD Cristina Lodi – . Dobbiamo purtroppo sottolineare che al momento non ci risultano essere predisposte residenze per medici, infermieri e operatori sociosanitari, perché purtroppo il sistema avviato a fine marzo non è stato consolidato, si sono sprecati mesi preziosi per organizzare una risposta sistematica ed immediata alle esigenze di una nuova ondata di contagio. Adesso i tempi sono davvero strettissimi e ci auguriamo che dal Comune arrivi una risposta rapida a questo problema già nelle prossime ore>.

La Lista Crivello chiede di assegnare al più presto le deleghe mancanti a Tursi e l’assessorato alla Sanità in Regione.

<Un mese fa, il 20 e 21 settembre – si legge in una nota della Lista Crivello -, si è votato in Liguria ma nessuna traccia della nuova Giunta e relative deleghe, se non la possibile responsabilità della sanità al presidente Giovanni Toti, scelta anticipata nei giorni scorsi al termine di uno dei tanti incontri della coalizione di centro destra. Decisione che se confermata ci lascia più che perplessi. In Comune, all’inizio di settembre, Stefano Balleari e Francesca Fassio hanno rassegnato le dimissioni perché candidati alle elezioni regionali. Le loro rispettive deleghe: servizi civici, informatica, demanio e politiche socio sanitarie e famigliari sono state assorbite da Bucci. Quando la sostituzione? Quando la Giunta Regionale? Quando un Assessore Regionale alla sanità?>.

Oltre ai molteplici problemi di questa regione e di questa città ricordiamo che esiste una emergenza chiamata Covid 19, molto più veloce e purtroppo determinata delle loro trattative!

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