La denuncia di Ugl: «Bus del Cep ostaggio di una banda»

Il segretario Roberto Piccardo: <Ieri sera l’ultimo episodio. Un nutrito gruppo di uomini ha impedito la partenza nei tempi da Voltri, poi ha decretato i tempi delle fermate. Inutile la richiesta di intervento al 112. È l’ennesimo episodio, da oggi fermeremo la linea tutte le volte che accade>

Secondo quanto racconta Piccardo, l’episodio sarebbe avvenuto ieri sera, ma è solo l’ultimo di una serie di minacce e comportamenti intimidatori nei confronti dell’autista a danno anche di altri passeggeri. È successo sul bus 699, la linea notturna che da Voltri raggiunge il Cep. <Su quella linea la fa da padrona una banda che decide quando si parte e quando ci si ferma – prosegue il sindacalista -. L’autista è danneggiato due volte perché eventuali ritardi conseguenti alle intimidazioni danno origine a rilievi disciplinari>.
Il segretario Ugl racconta una situazione che sembra uscita da un romanzo pulp americano, con la gang che usa il mezzo Amt come se fosse un taxi. Chiaro che un solo operatore contro tanti uomini non può che aderire alle richieste condite con le minacce. Ieri sera, il collega ha chiamato il 112 dove gli è stato detto che l’intervento non sarebbe stato tempestivo perché c’era la necessità, visto il numero dei partecipanti alla banda, di avere a disposizione più volanti libere da altri servizi.
Quel bus, usato su una linea notoriamente critica, ha la videosorveglianza. <Bisogna fermare le immagini e consegnarle alle forze dell’Ordine – dice Piccardo -. È necessario trovare i responsabili e far cessare questi comportamenti, che vanno avanti da tanto tempo nell’indifferenza di tutti. Mi sono rivolto, chiedendo un’incontro a nome del sindacato, alla Prefettura. Ho contattato forze dell’ordine e pure la Procura. Così non si può andare avanti, ogni volta il collega di turno rischia e rischiano anche altri eventuali passeggeri sui mezzi. Dalla tutela del personale non si può prescindere. Per questo Ugl annuncia che ogni qualvolta un episodio simile si ripeterà, come tante volte è già accaduto, sarà il sindacato a fermare le corse per tutelare il collega>.

In copertina: foto d’archivio

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