Le collezioni di un gentiluomo milanese all’asta da Wannenes a Campetto

714 lotti tra argenti, arredi, arte orientale, ceramiche, dipinti e orologi Tra le opere un tappeto surrealista del 1950 – 1960 che riprende fedelmente l’opera di Joan Mirò “Soiree snob chez la princesse” del 1949; una collezione di maioliche e porcellane del tardo XVIII secolo che comprende anche due rari piatti realizzati ad imitazione di Meissen

La stagione autunnale delle aste di Wannenes inizia a Genova, nei seicenteschi spazi di Palazzo del Melograno (via Campetto, 2) il 21-22 settembre con la vendita ad offerta libera degli oggetti provenienti “Dalle Collezioni di un Gentiluomo Milanese” che in due sessioni presenta 714 lotti tra argenti, arredi, arte orientale, ceramiche, dipinti e orologi.
Spiccano tra gli argenti una legumiera in argento con scaldino in Sheffield, realizzata a Londra nel 1847 dall’orafo B. Smith (lotto 21), una caffettiera in argento eseguita a Lille nel 1765-66 da J.B. Leroux (lotto 30), una bella lucerna in argento realizzata a Roma nel XIX dall’orafo S. Fedeli che raffigura in fauno eretto su una mezza colonna vestito con pelle di animale (lotto 68) – facente parte di una serie di 8 lucerne comprese tra il lotto 68 e 74 – ed infine, un delizioso calamaio in argento e bronzo dorato, eseguito a Roma nell’Ottocento dall’orafo A. Cappelletti (lotto 83).
Nella sezione dedicata agli arredi, sono sicuramente da segnalare un ritratto di dama con le rose con al verso una allegoria classica con cupido e damigelle eseguito con delicatezza da un miniaturista del XIX secolo (lotto 101), un arazzo francese della manifattura Aubusson del 1700 circa, raffigurante una scena pastorale con figure e animali (lotto 447), una coppia di candelabri francesi della fine del XVIII secolo in bronzo dorato a tre fiamme con bobeches floreale e supporti a stelo naturalistico (lotto 479), una credenza e un cassettone impiallacciati in legno di mogano del XIX secolo – firmati dentro ai cassetti e nei coperchi “Roos” – con piano di marmo, impianto architettonico a colonne a tutto tondo e piedini ferini in legno ebanizzato (lotto 499), e infine una scultura in marmo di gusto canoviano del XVIII-XIX secolo raffigurante un busto femminile all’antico (lotto 635).
L’ampia sezione dell’asta dedicata alla “proprietà del gentiluomo milanese” comprendente maioliche e porcellane presenta non pochi elementi di interesse. Fra le maioliche è certamente di qualità la grande parte di servizio uscita da varie fornaci lodigiane e decorata a motivi floreali (lotto 120). È databile per lo più al tardo XVIII secolo, con qualche aggiunta di epoca successiva: sempre a Lodi, ed al tardo Settecento, andranno poi ascritti diversi lotti di vasellame, tra i quali due rari piatti realizzati ad imitazione di Meissen intorno al 1780 (lotto 123). Proprio di porcellane di Meissen (in qualche caso elegantemente montate in bronzo o in metallo dorato) la vendita offre un’ampia scelta, che spazia dal vasellame del primo periodo fino alle realizzazioni di gusto eclettico del pieno Ottocento: anche qui è presente una grande parte di servizio da tavola a decoro floreale di notevole impatto decorativo (lotto 144).
Non manca poi, della manifattura sassone, una bella selezione di plastiche, tra cui un esemplare del noto modello del Bacio realizzato da Kaendler e databile al volgere della fine del XVIII secolo (lotto 152), e una grande figura allegorica dell’Estate della metà del XVIII secolo (lotto 153).
Il catalogo presenta poi porcellane uscite da altre fornaci italiane, francesi e di ambito germanico: tra queste l’interessante piccolo gruppo di Vienna, datato 1804 ed ancora legato alle esperienze precedenti alla grande rivoluzione neoclassica (lotto 239). Si segnala infine l’interessante gruppo dall’antico, con una tradizionale attribuzione ai faentini Ferniani, di grandi dimensioni e databile alla metà del XVIII secolo (lotto 262).
Per quanto riguarda i dipinti antichi si segnala un tela di “Cantori” attribuito a Jan Gerritsz van Bronckhorst (lotto 409) e per la pittura ottocentesca una bella collezione di dipinti con soggetto floreale, provenienti dalla Galleria Carretto di Torino: in particolare un “Paesaggio con trionfo di frutta e tankard in avorio di George Laure (Eaton 1802 – Londra 1864) (lotto 389) e un “Vaso con fiori e cesto di frutta su un tavolo” di Willem van Leen (1753 – 1825) (lotto 397).
Il catalogo presenta, infine, una selezione di raffinati orologi d’appoggio di notevole impatto decorativo, come un’esemplare francese della fine del XVIII secolo d’appoggio in marmo grigio e bronzo dorato (lotto 501), un modello, sempre francese, in bronzo dorato del 1840 circa sormontato dalla figura di Aurora (lotto 572), e infine, di manifattura d’Oltralpe della fine del XVIII secolo un grande orologio architettonico in marmo bianco e placche di Wedgwood (lotto 614).
Nell’asta di Dipinti Antichi e del XIX secolo del 24 settembre spicca un bel “Ritratto di giovane al pozzo” di Bernhard Keilhau, detto Monsù Bernardo, un olio su tela caratterizzato da una stesura morbida e fluida, ma capace di descriverne con schiettezza la figura senza tuttavia trascendere nel crudo realismo (lotto 954, stima 3.000 – 5.000 euro), una gustosa “Scena di mercato” di un pittore fiammingo del XVII secolo, che potremmo riferire a Joachim Beackelaer (Anversa 1530 – 1573), dove possiamo scorgere nel fondale il “Diniego di Pietro”, ma tutta l’attenzione è rivolta dall’esuberante natura esposta (lotto 1032, stima 7.000 – 10.000 euro).
Intenso il “Ritratto di Sante Lanucci Tarducci”, vescovo di Civita Castellana, del cremonese Giuseppe Bottani (lotto 868, stima 3.000 – 5.000 euro), cosi come affettuosa è l’atmosfera della “Madonna con il Bambino e Santi” di un pittore attivo in Emilia del XVI –XVII secolo che reca un’attribuzione a Jan Soens (Hertogenbosch 1547 o 1548 – Parma 1611) (lotto 1011, stima 3.000 – 5.000 euro). Di Tommaso Salini la raffinata mano che dipinge “Sacrificio di Isacco” (lotto 997, stima 7.000 – 10.000 euro) e di Francesco Foschi il “Paesaggio innevato con ponte, viandanti e monte sullo sfondo” che di distingue per una delicata tavolozza di grigi e ocre gestita con vivace talento (lotto 1035, stima 2.600 – 3.600 euro).
Il raro tema della “Caccia al cinghiale di Caledonio” è trattato con gusto tizianesco, ma guardando anche a Palma il Vecchio, da un giovane Paris Bordone (lotto 879, stima 15.000 – 25.000 euro), opera che a suo tempo fu pubblicata come nel 1957 da Bernard Berenson nei “Pittori italiani del Rinascimento”, e nel 1952 era stata di proprietà della famosa Galleria Wildenstein di New York.
Un raffinato gusto paesaggistico unito ad una cultura archeologica, venato da intima vena classicista, contraddistingue, infine “L’esodo da Gerusalemme” Giovanni Ghisolfi, antesignano del celeberrimo Giovanni Paolo Pannini (lotto 847, stima 3.000 – 5.000 euro), e l’originale soggetto del “Laboratorio dell’alchimista di Giovanni Domenico Valentini (lotto 896, stima 2.000 – 3.000 euro).
Per quanto riguarda i Dipinti del XIX secolo, è da segnalare una grande tela del 1854 del viennese Carl Rahl (Vienna 1812 – 1865) raffigurante “Sansone e Dalida”, che dimostra l’arte di uno dei più apprezzati esponenti della pittura monumentale storica e allegorica del suo tempo (lotto 852, stima 2.000 – 4.000 euro), e una lieve “Ragazza che suona il mandolino” attribuita a Gustavo Mancinelli (lotto 907, stima 1.000 – 2.000).
Nella sede di Milano, il 28 settembre si terrà l’asta di “Tappeti e Tessuti Antichi” che si distingue per una scelta eclettica e cosmopolita che parte con un kimono dalle lunghe maniche Furisobe giapponese della fine della dinastia Edo (lotto 4, stima 600 – 800 euro), a un tessuto sovrapposto Boro giapponese del 1930 circa (lotto 6, stima 1.500 – 3.000 euro), a uno stemma “Buzi” da funzionario militare cinese, realizzato a Manciù nel 1910 circa (lotto 7, stima 1.600 – 2.400 euro), e un’elegante tappeto cinese realizzato nel 1900 circa a Pechino alla fine della dinastia Qing, dove compare su fondo bianco il dragone volante (feilóng, flying dragon) dai lunghi baffi in stile Wanli (1573 – 1619) (lotto 28, stima 2.000 – 4.000).
E ancora, un tappeto surrealista del 1950 – 1960 che riprende fedelmente l’opera di Joan Mirò “Soiree snob chez la princesse” del 1949 (lotto 52, stima 5.000 – 7.000 euro), un Ardi Sofren – piccoli manufatti tribali tessuti dalle donne – persiano del 1900 circa , Gruppo Bakthiari, dell’ area Del Fars, circa 1900 (lotto 56, stima 600 – 1.200 euro), un Kilim Luri Qhasga’i, Monti Zagros – Persia Sud Occidentale, 1900 circa (lotto 61, stima 2.000 – 4.000 euro).
Splendido un grande arazzo fiammingo Audemard del 1650 circa che rappresenta un giardino fiorito come se lo si guardasse dalla prospettiva di una finestra, da cui si ammira un arco di vite, foglie e fiori, retto da otto colonne finemente lavorate (lotto 77, stima 12.000 – 16.000 euro), e un tappeto da preghiera, Derbend – Daghestan del Caucaso Orientale del 1860 circa (lotto 97, stima 4.500 – 6.500 euro).
Spicca, infine, un sofisticato tappeto tribale da villaggio, Karaman, area a sud di Konya – dell’Anatolia centrale, del 1800 circa (lotto 130, stima 2.000 – 3.000 euro), un tappeto a grandi medaglioni ripetuti dell’Anatolia occidentale del 1800 circa (lotto 131, stima € 8.500 – 10.500 euro), e sempre anatolico, del 1960 circa, un finissimo Hereke in sera e fili metallici (lotto 179, stima 4.500 – 5.500 euro), e un grande e maestoso tappeto di Serapi, nitido, luminoso e con elementi ben spaziati della regione di Heriz, nord ovest della persia, circa 1860 (lotto 162, stima 15.000 – 25.000 euro).

Dalle collezioni di un Gentiluomo milanese
Genova, 22 – 23 settembre 2020
Palazzo del Melograno, Piazza Campetto, 2
Ore 15.00
Esposizione: 19 – 21 settembre 2020
Ore 10 – 13 – 14-18

Dipinti Antichi e del XIX secolo
Genova, 24 settembre 2020
Palazzo del Melograno, Piazza Campetto, 2
Ore 14.30
Esposizione: 19 – 21 settembre 2020

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