La “Fiera dell’est” a San Lorenzo fuori norma anche rispetto alla legge regionale

Gli hobbisti e gli “operatori del proprio ingegno” dovrebbero poter esporre per un massimo di 24 volte l’anno in tutta la Liguria merce da loro realizzata. Invece in San Lorenzo c’è chi piazza tutti i giorni e vende prodotti industriali in serie. La loro non deve essere una professione, non può essere né artigianato né commercio. Devono essere tutti tesserati e per ogni manifestazione a cui partecipano dovrebbero ricevere un timbro. Invece l’assessorato comunale non ha mai regolamentato nulla. I posti sono gratis, di chi se li piglia. E vengono di fatto regolamentati da un uomo che non si sa a che titolo lo faccia. Tutto questo in pieno centro. E via San Lorenzo sprofonda nel degrado

Per le norme regionali, i venditori possono esporre solo 24 volte l’anno (alcuni, invece, in San Lorenzo ci sono quasi tutti i giorni, certamente tutti i fine settimana) e la merce esposta non deve superare il valore di mille euro: se un paio di orecchini costa 20 euro, in sostanza, sul banco non ci possono essere più di 50 pezzi. Il valore di ciascun pezzo non può superare i 200 euro. Inoltre, gli operatori devono avere una tessera registrata in Comune da timbrare per ogni occasione di esposizione e vendita e devono avere i requisiti di onorabilità previsti dal Testo unico regionale del commercio. Non possono comunque vendere prodotti industriali (come invece accade puntualmente in San Lorenzo). Non possono esercitare l’attività in modo professionale (come invece fanno alcuni dei venditori, veri e propri artigiani che vivono proprio di quello): l’attività deve necessariamente essere occasionale e non rappresentare un’occupazione perché in questo caso bisogna rispettare le regole delle aziende artigianali (e pagare le loro stesse tasse). Lo spirito della legge regionale è quello di concedere uno spazio agli hobbisti e a chi realizza opere artistiche o pseudo tali, ma non in modo professionale. Questo per salvaguardare i diritti di coloro che pagano le tasse.

È, comunque, certamente esclusa l’attività di chi realizza treccine che necessità dei requisiti professionali di parrucchiere: si innestano anche questioni di carattere igienico-sanitarie. In San Lorenzo sabato scorso c’era anche una donna che faceva treccine.
Sono escluse anche le categorie legate ad abbigliamento e alimentari (anche in questo caso per questioni igieniche).

È esclusa categoricamente dalla legge regionale (dis)organizzazione attualmente vigente in via San Lorenzo, dove per una delibera della precedente giunta chi realizza manufatti si piazza e vende. Sono esclusi dal regolamento i commercianti e i titolari di aziende di ogni tipo. Lì, invece, ognuno va e si trova un posto, pare sotto il coordinamento di un uomo che non è dipendente comunale, che non si sa a che titolo gestisca gli spazi e dice di essere stato incaricato da un assessore, circostanza al di fuori di ogni legge e regolamento.
Secondo il regolamento approvato dal consiglio comunale nel 2015 ci dovrebbe essere un elenco comunale online di chi si è iscritto all’albo degli operatori del proprio ingegno, ma sul sito del Comune, al link della relativa vice, compare solo la schermata che compare sotto: in oltre 3 anni l’assessorato al Commercio non è riuscito a dare vita a quanto esplicitamente previsto dal regolamento.
Si salva la parte superiore della via, dove piazzano i pittori. Il resto e un accampamento.

Gli hobbisti, secondo la legge regionale, sono le persone fisiche che su area pubblica espongono per la vendita o pongono in vendita in modo non professionale ed occasionale, oggetti di modico valore provenienti esclusivamente dall’esercizio della relativa attività, esclusi i settori alimentare e dell’abbigliamento; per opere dell’ingegno e artistiche si intendono i manufatti, le opere d’arte, nonché dell’ingegno a carattere creativo aventi modico valore, comprese le pubblicazioni di natura scientifica o informativa realizzate anche mediante supporto informatico, non create in serie, ma singolarmente dall’operatore anche se con materiali e componenti forniti da terzi, escluse quelle del settore alimentare.
Per creatori delle opere dell’ingegno e artistiche, le persone fisiche che su area pubblica espongono per la vendita o pongono in vendita in modo non professionale ed occasionale, i manufatti e le opere di cui sopra.

Nella legge regionale non è previsto nulla di simile al caos di via San Lorenzo, ma <fiere promozionali> e <manifestazioni straordinarie> a cui <possono partecipare, tramite rilascio della concessione temporanea di posteggio, gli hobbisti e i creatori delle opere dell’ingegno e artistiche>.
Sempre secondo il testo unico sul commercio, <gli operatori possono partecipare fino ad un massimo di ventiquattro volte all’anno e possono vendere, barattare, proporre o esporre nella medesima manifestazione prodotti e oggetti di modico valore, la cui somma complessiva non deve essere superiore a 1.000 euro>.

Gli hobbisti e i creatori delle opere dell’ingegno e artistiche devono munirsi di un tesserino, rilasciato dal Comune dove si svolge la prima fiera promozionale o la manifestazione straordinaria scelta; il tesserino ha validità annuale ed è rilasciato per un massimo di anni cinque, anche non consecutivi, trascorsi i quali i suddetti operatori non professionali, per poter esercitare l’attività, devono ottenerne il rinnovo. Il tesserino non è cedibile o trasferibile.

<Prima dell’assegnazione del posteggio, gli hobbisti e i creatori delle opere dell’ingegno e artistiche devono fare vidimare all’organizzatore il tesserino, sul quale vengono indicati il nome della manifestazione e la data, con apposizione del timbro, previa verifica dell’osservanza del limite annuo di ventiquattro manifestazioni da parte dell’operatore – recita il testo unico sul commercio -. Nel caso in cui la manifestazione sia gestita direttamente dal Comune, gli operatori devono far vidimare da addetti comunali il tesserino. Gli hobbisti e i creatori delle opere dell’ingegno e artistiche devono essere personalmente presenti nel posteggio assegnato per tutta la durata della manifestazione ed esporre il prezzo di ogni bene posto in vendita, mediante apposito cartellino ben visibile ai visitatori e agli organi di vigilanza. In caso di assenza del titolare è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 ad euro 1.500. Tale sanzione è irrogata al titolare dell’autorizzazione. Se il prezzo non è esposto correttamente la sanzione va da 500 a euro 3.000>. In via San Lorenzo di prezzi esposti se ne vedono proprio pochi.

L’organizzatore, prima dell’inizio di ogni manifestazione commerciale su aree pubbliche alla quale partecipano gli hobbisti e i creatori delle opere dell’ingegno e artistiche, deve redigere e trasmettere al Comune, almeno tre giorni prima della manifestazione, un elenco contenente i dati identificativi e il codice fiscale di ogni operatore presente alla manifestazione.

Nel caso di San Lorenzo, come si diceva, non esiste alcuna organizzazione: è l’anarchia più totale che il Comune, fino ad oggi, ha sempre omesso di mettere in ordine. Il risultato è (escluse le esposizioni dei pittori nel fine settimana), troppi banchi di carabattole in una zona ad alto pregio urbano, storico e architettonico e frequentatissima dai turisti. Vengono esposte anche merci palesemente prodotte in serie e si verificano accampamenti di venditori alcuni dei quali non rispettano né il regolamento comunale sul decoro né quello di igiene pubblica: mangiano lì, orinano contro i muri e fanno altri bisogni nella retrostante piazza delle Scuole Pie.

Il Comune, nella programmazione e nel regolamento comunale deve (dovrebbe) stabilire le disposizioni di attuazione e le modalità operative per garantire il rispetto delle condizioni della legge regionale. Ma, com’è evidente, non lo fa.
A rimetterci sono i commercianti della zona che subiscono una concorrenza sleale (i banchetti non pagano tasse), i cittadini che vivono nella zona che si trovano alle prese coi bisogni corporali e i comportamenti scorretti di alcuni venditori, il decoro della città, tra accampamenti, trolley pieni di carabattole e venditori seduti per terra o sui gradini. Se facessero la stessa cosa in qualsiasi strada vicina verrebbero sanzionati per l’accampamento abusivo.

Le sanzioni previste

 A chiunque eserciti l’attività di commercio su aree pubbliche senza aver acquisito la Carta di esercizio e la relativa Attestazione annuale, previste dall’articolo 36 bis, si applica la sanzione amministrativa del pagamento della somma di euro 2.000, il sequestro cautelare delle attrezzature e delle merci e la successiva confisca delle stesse, nonché degli automezzi usati dai sanzionati. Agli hobbisti e ai creatori delle opere dell’ingegno e artistiche in caso di violazione viene interdetta, dal momento dell’accertamento, la partecipazione a tutte le fiere promozionali e le manifestazioni straordinarie del territorio regionale.

A chi vende prodotti di serie, non hobbistici o creativi, si applica la sanzione prevista per i commercianti abusivi: 5 mila euro e il sequestro di allestimenti, merce e mezzi utilizzati per la vendita.

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