Arresti domiciliari per Alessio Scalamandrè

Il giudice ha deciso di accettare la richiesta legale Luca Rinaldi che assiste il ventottenne. Oggi il ragazzo ha risposto al gip Angela Nutini. Intanto il pm Francesco Cardona ha dato mandato alla Squadra Mobile e la Scientifica della Questura di ricostruire le fasi della lite finita tragicamente

Le lettere del presidente del Municipio Valpolcevera Federico Romeo (che, coetaneo di Alessio Scalamandrè, firma anche quella di 100 ragazzi della vallata) e della Croce Rossa presso la quale il giovane omicida prestava volontariato sono state depositate per provare l’indole pacifica e altruista del giovane, quindi la sua non pericolosità. Che il delitto non si possa ripetere va da sé: il padre Pasquale è ormai morto. Anche su questo punta l’avvocato Rinaldi per ottenere la custodia cautelare in carcere del ragazzo che lunedì sera, dopo una lite, ha ucciso il padre con un mattarello che, sostiene, gli aveva tolto dalle mani e con un cacciavite. Alessio ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Nutini ricostruendo ancora una volta i suoi ricordi di quella sera quando, estenuato dalle richieste del padre di incontrare lui e il fratello, lo ha lasciato entrare in casa: la lite, la colluttazione.

Il pubblico ministero aveva chiesto la misura cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari Angela Maria Nutini ha deciso per i domiciliari tenendo conto della genesi del delitto, frutto dell’esasperazione di un figlio nei confronto di un genitore violento. Un peso ha avuto la vicinanza della comunità della Valpolcevera e il fatto che il ragazzo sia incensurato.

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