Domani pre allerta giallo per il caldo a Genova

Nelle case di riposo e in tutti gli uffici pubblici i condizionatori sono spenti in osservanza delle norme contro la diffusione del Covid, ma le alte temperature sono uno dei fattori di rischio per la popolazione anziana. Non sarà un’estate facile per i nonni

Le previsioni parlano di temperature percepite fino a 33 gradi nelle giornate di domani e di sabato. Non si tratta di una vera e propria allerta, ma dello stadio che lo precede, il “livello uno”. L’avviso è stato diramato dal ministero della Salute e precede lo stato di pre mobilitazione per servizi sanitari e sociali.

Solo Bolzano e Perugia sono già al livello 3, il più alto e pericoloso. Domani si uniranno Campobasso, Bologna, Firenze, Frosinone, Pescara, Rieti, Frosinone, Torino. Sabato 1º agosto si aggiungeranno Brescia, Latina, Verona e Viterbo. Oggi Genova è a “livello zero”, domani e sabato sarà a livello 1. Il rischio è anche che si alzino le concentrazioni di ozono nell’aria.

Disagi contenuti come in poche città italiane, dunque, ma non per gli anziani che patiscono di più le alte temperature e l’umido. Ancora di più per quelli nelle residenze sanitarie che non possono usare i condizionatori per evitare che un eventuale focolaio di Covid si espanda a tutti gli ospiti.

Cosa fare? Secondo gli esperti il primo passo è sicuramente l’idratazione: la regolazione della temperatura cutanea attraverso la sudorazione, infatti, negli anziani può essere poco efficiente. Tendono a sentire sempre meno lo stimolo della sete e questo può portarli facilmente a uno stato di disidratazione. In soggetti cardiopatici, per esempio, questo può aumentare il rischio di aritmie e a episodi di fibrillazione, senza tralasciare il fatto che i medicinali per cardiopatici e ipertesi hanno spesso una componente diuretica al loro interno, quindi favoriscono una maggiore perdita di liquidi. 
Poi, i consigli (per tutti) sono sempre gli stessi: evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, evitare di esporsi al sole, mangiare molta frutta, evitare l’alcol. Ma per i nonni nelle Rsa, specie se allettati, è tutta un’altra storia.

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