Coprifuoco sanitario? Macché, partita di pallone a De Ferrari – Il VIDEO
Ieri sera mentre i locali della movida erano chiusi e piazza delle Erbe desolantemente chiusa, simbolo della ferita che il contagio ha inferto all’intero Paese, in piazza De Ferrari quattro ragazzi giocavano a calcio. Intanto, mentre vie e piazzette dei carruggi erano deserte, non sono mancati né i soliti ubriachi né gli spacciatori. Zedda (Civ Confesercenti) chiede controlli prima che la situazione degeneri
Niente da fare: proprio non riusciamo a rispettare le regole, quelle regole che potrebbero salvare la vita ai nostri nonni, ai nostri genitori, ai nostri amici, a noi stessi. Ieri sera, nello stesso momento in cui Polizia Locale e Carabinieri stavano allontanando le persone in strada e chiudendo a viva forza i locali aperti in barba al decreto del Presidente del Consiglio che contiene le misure per fermare il contagio, in pieno centro città quattro ragazzi tiravano rigori dall’angolo di piazza De Ferrari e si passavano la palla sulle strisce di via Petrarca.
A pochi metri da lì, i locali di piazza delle Erbe avevano abbassato la saracinesca da un po’, in osservanza alla nuova norma anti coronavirus, con la morte nel cuore, tremando per le possibili conseguenze economiche del coprifuoco sanitario, ma consci che la vita di di tanta gente dipende proprio dal rispetto di quelle regole così pesanti, ma anche così necessarie.

Anche a testimonianza del fatto che certi fenomeni sgradevoli che si verificano nelle serate del centro storico accadrebbero anche senza nessun locale aperto, quattro ragazzi hanno improvvisato una partita di pallone nel pieno centro cittadino. Incuranti delle regole, sprezzanti del pericolo, senza pensare alle conseguenze. Sono 8 le persone già decedute in Liguria con il coronavirus spesso a complicare in maniera esiziale condizioni di salute già precarie. Però il virus non colpisce solo gli anziani. Tra le persone ricoverate c’è anche un 33enne di Santo Stefano d’Aveto, ad esempio.
Intanto, alla luce degli effetti della prima serata di coprifuoco, i commercianti e anche qualche abitante cominciano a preoccuparsi per l’ambiente che si è creato nella “rive gauche” del centro storico. Saracinesche chiuse e strade deserte, in balia di chi non rispetta né il decreto né nessuna altra legge.
Coi locali chiusi e i mini market aperti fino alle 21 (quando a chiuderli è un’ordinanza del Comune), i ragazzo hanno comprato birra e alcol prima che le botteghe chiudessero le saracinesche per poi fermarsi a continuare la serata alla quale non hanno fatto mancare la loro presenza nemmeno gli spacciatori, tutti schierati ai soliti posti.
Matteo Zedda, coordinatore dei Civ Confesercenti del Centro Storico, ha scritto al presidente del Municipio Andrea Carratù e all’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino. <Ho chiesto loro di prendere provvedimenti per la situazione che si è venuta a creare – spiega Zedda -. Col coprifuoco per i pubblici esercizi ed il commercio, si è immediatamente verificato quello che temevamo: in giro c’erano solo delinquenti, spacciatori e brutta gente. Attenzione: c’è bisogno di controlli>.







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