Detenuto evaso condannato a 19 anni di carcere vagabondava per il centro di Genova
È stato arrestato e ora è accusato anche dell’evasione dopo un permesso premio. Era scappato per motivi sentimentali. Pagani (Uil Polizia Penitenziaria): sistema dei permessi da rivedere. A sfuggire a questa misura sono soprattutto italiani mentre a scappare dal carcere sono in maggioranza gli stranieri
Vagabondava nel centro di Genova il detenuto evaso, non rientrato dopo un permesso premio dal carcere Villa Andreino della Spezia. L’uomo, G.B. un italiano di 51 anni, non era rientrato in carcere il 28 dicembre scorso. Stava scontando 19 anni di carcere per cumulo di pene per furto, rapina, lesioni gravi. La detenzione doveva finire nella 2024. A trovarlo e catturarlo a Genova sono stati i carabinieri. Il ricercato è stato riconosciuto presso la stazione FS di Principe, arrestato ed associato presso la Casa Circondariale di Marassi. La sua presenza nel capoluogo ligure è stata ricondotta a motivi di carattere sentimentale.
<Stavolta, almeno, – dice Fabio Pagani della Uil polizia penitenziaria – si spera che sconti la pena in carcere. Dovrà rispondere adesso anche dell’evasione. Il fuggitivo, portato a Marassi, è stato immediatamente isolato in quanto sono stati riconosciuti i sintomi della scabbia. All’appello mancano altri due detenuti, evasi da Marassi, sempre a causa del mancato rientro dopo un permesso premio. Uno di loro è condannato per reati di mafia. È un capitolo importante quello legato all’evasione. Gli stranieri sono la maggioranza di quelli che evadono direttamente dal carcere (cinque stranieri ogni italiano n. d. r.), mentre i casi che vedono protagonisti i nostri connazionali sono principalmente legati ai permessi premio o al mancato rispetto delle condizioni di semilibertà. Un sistema sicuramente da rivedere>.


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